Mikaela Shiffrin, 31 anni, statunitense, sei volte vincitrice della classifica generale di Coppa del Mondo ©PentaphotoMikaela Shiffrin, 31 anni, statunitense, sei volte vincitrice della classifica generale di Coppa del Mondo ©Pentaphoto

Ci siamo e adesso manca veramente poco. Trenta giorni son niente. Un mese esatto e il prossimo 24 ottobre scatterà la 61ª edizione della Coppa del Mondo femminile di sci alpino, partita nel gennaio del 1967 e di cui, tra l’altro, vi stiamo raccontando la genesi, a puntate. A questo LINK trovate l’ultima uscita finora, la sesta, ma state tranquilli: termineremo il ciclo in tempo per l’inizio della nuova annata agonistica, ormai manca poco…

Non c’è bisogno di ricordare che domani, cioè giovedì 25 settembre, mancherà invece un mese anche al via dell’altro circuito, quello maschile, di cui ci occuperemo, anche se lì, almeno ai nastri di partenza, la storia sembra veramente già scritta, con Odermatt su tutti, mentre al femminile potrebbe, ma il condizionale è d’obbligo, iniziare una nuova era. Quanto meno a livello di classifica generale.

Paula Moltzan, Julia Scheib, Lara Gut-Behrami: il podio di Sölden lo scorso 25 ottobre, prima gara della stagione 2025-2026 ©Pentaphoto
Paula Moltzan, Julia Scheib, Lara Gut-Behrami: il podio di Sölden lo scorso 25 ottobre, prima gara della stagione 2025-2026 ©Pentaphoto

La foto qui sopra è dello scorso 25 ottobre, primo giorno di gara per l’annata 2025-2026. Sul Rettenbach il podio fu quello ritratto nell’immagine, ovvero Moltzan, Scheib, Gut-Behrami. Un anno dopo, poco meno, è già cambiato tutto o quasi: Paula Moltzan è diventata la prima atleta di sci alpino nella scuderia di Van Deer-Red Bull Sports, con tutte le incognite, ma anche il fascino, del caso; l’austriaca Scheib all’epoca era alla prima vittoria nel circuito maggiore, mentre oggi è la detentrice della Coppa di specialità e vanta cinque successi all’attivo nelle dieci gare disputate in coppa nella scorsa stagione, anche se poi non è andata a medaglia tra le porte larghe ai Giochi Olimpici, pur avendo di fatto dominato nella specialità; e infine l’atleta sul terzo gradino del podio nello scorso ottobre ci ricorda che il tempo scorre, che le nuove generazioni incombono, ma quelle leggendarie, comunque, non tramontano mai. Lara Gut-Behrami infatti si è appena ritirata, ma il suo nome resterà nella leggenda di questo sport. Per sempre. 

Lara Gut non ancora Behrami con la sua prima Coppa generale, nel 2016 ©Pentaphoto
Lara Gut non ancora Behrami con la sua prima Coppa generale, nel 2016 ©Pentaphoto

STAGIONE

Or dunque, la Coppa del Mondo femminile 2026-2027 ripartirà esattamente tra un mese, con Mikaela Shiffrin detentrice del trofeo generale (tra le donne, l’Austria guida la classifica storica con 17 trofei assoluti, segue la Svizzera a 13 e proprio il team USA a quota 11, grazie anche a McKinney, Vonn e appunto Mika), una Petra Vlhova in più nel motore, le incognite che ancora circondano Federica Brignone (sul Rettenbach non ci sarà, poi…), 17 atlete in meno, cioè ritiratesi (e parliamo solo di atlete di un certo livello, in realtà sarebbero di più), tra cui la citata Gut-Behrami, ma anche Ilka Stuhec, Mirjam Puchner, Joana Hählen, Clara Direz, le azzurre Lorenzi, Viviani, Zanoner e Haller, e soprattutto 11 cambi marca femminili, alcuni clamorosi seppur attesi o comunque annunciati spesso da questo portale. 

Da notare che Shiffrin non solo ha raggiunto Annemarie Moser-Pröll a quota sei trofei assoluti, ma l’ultimo lo ha vinto con il suo punteggio più basso di sempre (1.410) e solo all’ultima manche dell’ultima gara.

Federica Brignone, oro olimpico e mondiale in carica in slalom gigante ©Pentaphoto
Federica Brignone, oro olimpico e mondiale in carica in slalom gigante ©Pentaphoto

Se tutto questo lasci presagire un cambio generazionale o meno in arrivo non lo sappiamo, ma prima di dare già per sconfitta Shiffrin, che si è allenata per svariate settimane in Cile in superG, pure con il compagno Kilde, date un’occhiata al calendario della stagione 2026-2027. Perché prevede 40 gare: 12 in gigante (!), 10 in slalom, 9 in discesa e 9 in superG.

Aicher può anche essere considerata la naturale favorita al trofeo di cristallo assoluto, essendo l’unica a gareggiare, con continuità ed efficacia, in tutte le specialità (trofeo che la Germania femminile non vince dai tempi di Maria Riesch e al maschile invece non ha mai conquistato), ma Emma deve ancora dimostrare di poter fare più punti di Shiffrin in gigante in una singola stagione (e ce ne sono ben 12, appunto), reggere il passo in slalom (e sappiamo che “Mika” potrebbe vincerli anche tutti e 10 in calendario) e non può più “regalare” nove gare come nel 2025-2026, tra uscite (6) e mancate qualificazioni alle seconde manche (3). Quindi, attenzione, perché la statunitense del Minnesota non abdicherà così facilmente al trono. E se dovesse per caso tornare competitiva in superG….

Mikaela Shiffrin, oro olimpico in slalom nel 2014 e nel 2026. Mai nessuna come lei ©GEPA
Mikaela Shiffrin, oro olimpico in slalom nel 2014 e nel 2026. Mai nessuna come lei ©Pentaphoto

Tra i cambi di materiale citati, clamorosi quelli di Alice Robinson (da Salomon a Head per puntare alla Coppa del Mondo generale, ma con la marca francese aveva trovato un grandissimo feeling in velocità, va detto); Lara Colturi (da Blizzard a Head con lo stesso obiettivo, anche se intanto c’è da vincere la prima gara nel circuito maggiore), Ester Ledecka (da Kästle a Head per puntare a una coppa di specialità), Roberta Melesi, sorprendente (da Dynastar a Salomon dopo la miglior stagione della carriera), e Paula Moltzan, autentica pioniera (da Rossignol a Van Deer). Ecco, dato per scontato il buon rendimento di Rast, che se sta bene è sempre piuttosto costante, la vera grande novità potrebbe arrivare dalla coppia Robinson-Colturi, capace magari di lottare in tandem fino in fondo per la classifica generale. L’obiettivo dunque è lo stesso, anche se non dichiarato: certo, esiste una bella differenza di età ed esperienza tra Alice e Lara…

Anche Peterlini è approdata a Head da Rossignol. Tra parentesi, ci sarà comunque da osservare l’adattamento di Marta Bassino ai nuovi materiali, visto che la cuneese di Borgo San Dalmazzo aveva cambiato nella scorsa estate (da Salomon a Head), era riuscita a testare e ad allenarsi, con sensazioni inizialmente positive nel 2025 prima di farsi male, ma ancora non ha disputato una sola gara ufficiale con il nuovo marchio. 

Marta Bassino: prima stagione finalmente con HEAD nel 2026-2027 ©HEAD
Marta Bassino: prima stagione finalmente con HEAD nel 2026-2027 ©HEAD

Una stagione post olimpica, questa, ma estremamente significativa almeno per tre motivi: intanto per l’appuntamento iridato che torna a Crans Montana dopo l’edizione dei record (svizzeri) datata 1987, con tanti campioni a consacrarla quali Zurbriggen, Hess, Walliser, Figini, la prima medaglia mondiale di Alberto Tomba ecc. ecc.; poi perché c’è stato un cambio di guardia in FIS, con un nuovo presidente federale, Alexander Ospelt già alle prese con la questione russa e che deve dimostrare di saper mettere in ordine i conti e provare a lavorare di fantasia per “sbloccare” una manifestazione storica, ancora seguita, a tratti spettacolare, ma un po’ troppo uguale a sé stessa, forse, da anni; e poi perché la primavera/estate ha portato con sé, appunto, numerose novità, le abbiamo documentate tutte, tra cambi marca (soprattutto), ritiri e conferme. 

Mikaela Shiffrin, regina assoluta dello sci alpino ©GEPA
Mikaela Shiffrin, regina assoluta dello sci alpino. Per quanto ancora?

Non è finita: se a livello maschile è difficile pensare a una rivoluzione, detto fuori dalle righe a… una sconfitta di Odermatt in classifica generale (ma sarà interessante vedere gli eventuali progressi di Pinheiro-Braathen in tutte le specialità, come sfidante numero uno, ne parliamo domani), a livello femminile, lo si è accennato, potremmo essere all’anno zero, anche se è giusto e normale dare fiducia a un fenomeno puro come Shiffrin, che oltretutto è andata in Cile proprio per allenarsi in velocità, soprattutto in superG, e pure con il fidanzato Kilde. Ma Mika, va ricordato, nella scorsa stagione ha disputato due superG senza andare oltre la 22ª posizione (per altro raggiunta alle Finali, quindi senza ottenere punti), e non vince in slalom gigante da due anni e nove mesi, da fine dicembre 2023, a Lienz, località oggi uscita dal calendario e sostituita dalla new entry, Gosau.

E la tedesca Emma Aicher, sulle orme di Seizinger e Riesch, soprattutto di quest’ultima, sembra veramente pronta per dare l’assalto definitivo alla sfera di cristallo assoluta. Nella scorsa stagione “sprecò”, lo si è detto, nove gare tra uscite e mancate qualificazioni alle seconde manche, arrivando comunque a 77 punti da sua maestà Shiffrin, seconda nella classifica generale, con 2 argenti olimpici a corollario, a 22 anni. La citata Seizinger perse due volte la Coppa del Mondo generale sul filo di lana (1993, a vantaggio di Wachter; e 1995, contro Schneider), ma poi dominò nel 1996 e nel 1998. Come a dire, il momento di Emma sembra davvero arrivato. Vedremo.

Mikaela Shiffrin, statunitense, 31 anni, 6 coppe generali; Emma Aicher, tedesca, 22 anni, ambisce al suo trono. Saranno le grandi duellanti per la sfera di cristallo generale? ©Pentaphoto
Mikaela Shiffrin, statunitense, 31 anni, 6 coppe generali; Emma Aicher, tedesca, 22 anni, ambisce al suo trono. Saranno le grandi duellanti per la sfera di cristallo generale? ©Pentaphoto

Nonostante il ritiro di Stuhec (classe 1990, come Federica Brignone) e Lara Gut-Behrami (1991), tra le donne non è ancora arrivato il cambio della guardia definitivo (giungerà quando diranno basta anche Brignone, Goggia, Hütter, Hector, Holdener, Dürr, Gisin, tra le altre), ma non siamo troppo lontani da quel momento. E sarà una vera e propria rivoluzione. In attesa di capire cosa farà la citata Michelle, che potrebbe smettere, fermarsi per un anno e ripartire oppure… dedicarsi ad altro!

A livello di calendari, poco da dire (ma ne parleremo a parte): per le donne, resta fissa la trasferta nordamericana più lunga; torna il gigante a St. Moritz; c’è, come detto, la novità Gosau in Austria a fine dicembre, di cui si parla già bene; conferme ormai quasi definitive o definitive per Val di Fassa e Kronplatz (molto apprezzate, entrambe); ecco di nuovo nel circuito Jasna, Lenzerheide, Narvik (do you remember… Compagnoni-Panzanini-Kostner, 2 marzo 1996, mitica tripletta azzurra in gigante, la prima femminile della storia per l’Italia?) con Finali ancora a Sun Valley, su piste non tutte spettacolari. 

Sofia Goggia, 33 anni, ha vinto 4 volte la Coppa di discesa e una volta quella di superG ©Pentaphoto
Sofia Goggia, 33 anni, ha vinto 4 volte la Coppa di discesa e una volta quella di superG ©Pentaphoto

Le azzurre, con Marta Bassino finalmente in salute, abile e arruolabile, attendono di sapere se avranno o meno Federica Brignone nel motore per tutta la stagione, ma ripartono comunque da due coppe di specialità vinte (Goggia in superG, Pirovano in discesa) ed Elena Curtoni confermata in attività ancora per il 2026-2027 e vogliosa di grandi risultati. Li può ottenere, prima di appendere gli sci al chiodo.

Improvvisamente è scoppiata la grana Sofia Goggia, ma a breve sarà lei stessa a spiegarci come sta e cosa le è accaduto. Siamo convinti di ritrovarla già a Sölden, il prossimo 24 ottobre, con le novità di cui si è tanto detto e scritto, tra cui Rulfi come allenatore “personale” e un nuovo skiman, Gufler; Pirovano sarà ancora più forte e in fiducia, si attende la conferma con magari un passo in più in avanti, di Lara Della Mea, l’esplosione definitiva di Melesi e Asja Zenere, delle giovani, ma già con esperienza di Coppa (Collomb, Mondinelli, in forma anche in slalom gigante, Valleriani), e delle giovanissime Trocker, nonostante qualche problemino estivo, già risolto, e D’Antonio, quest’ultima inserita comunque nel gruppo Coppa Europa. 

Pazzaglia è stata finalmente inclusa nel gruppo Coppa del Mondo, torna Marta Rossetti (urrah), ci sarà anche Teresa Runggaldier dopo un calvario infinitto e in generale occhio alla “cavalleria” in arrivo dalla Coppa Europa 2025-2026, perché è… tanta roba. Infine, attenzione a Sara Allemand, può sorprendere.

Laura Pirovano festeggia Sofia Goggia con tutto il clan Italia ©Pentaphoto
Laura Pirovano festeggia Sofia Goggia con tutto il clan Italia ©Pentaphoto

Come sempre, ci sarà da divertirsi. Sperando in meno infortuni tra le donne (tra i maschi sono comunque diminuiti, numeri alla mano). Un nome clamorosamente intrigante su cui puntare, non ancora sotto gli occhi dei riflettori? L’italiana Anna Trocker, da Fiè allo Sciliar, 17 anni di talento puro, testa e freddezza. 

8 pensiero su “Un mese a Sölden: poi sarà 61ª Coppa del Mondo!”
  1. Riflessioni del tutto condivisibili.
    L’unica atleta ad aver battuto Shiffrin sul campo nella coppa generale (nel senso che Shiffrin disputò tutta la stagione) è stata Petra Vlhova nel 2020/2021. Di quella stagione va evidenziato che Shiffrin era una Shiffrin a metà (dopo la tragedia del padre) e Petra disputò tutte le gare, ottenendo risultati importanti in velocità, soprattutto in superG dove fece anche podio a Garmisch se non ricordo male. Insomma, per battere Shiffrin bisogna gareggiare ed essere competitive in tutte le discipline e sperare in una Mikaela non al top. Obiettivamente, l’unica atleta che, ad oggi e sulla carta, può riuscire nell’impresa è Aicher. Ma anche per la tedesca non sarà facile. Ciò che ha sempre contraddistinto Shiffrin è la grandissima costanza e la capacità di essere al massimo per tutta la stagione. Il non avere praticamente mai giri a vuoto e il sapersi gestire in modo eccellente dal punto di vista fisico. Aicher è molto giovane e potente ma fare tutte le gare potrebbe comunque essere un fattore. Il calendario di gennaio è infernale per un’atleta che gareggia in tutte le discipline e alle porte dei mondiali.
    È anche giusto sottolineare che ci saranno 4 gare tecniche in più di quelle veloci (sempre che non ne salti qualcuna di velocità) e 4 gare non sono poche, specialmente se la classifica al vertice fosse corta. Moltissimo dipenderà da Shiffrin, se sarà quella dello scorso anno in slalom e salirà di livello in gigante, anche senza risultati pesanti in superG potrebbe vincere la settima coppona. Aicher, dal canto suo, dovrà limitare gli errori gratuiti, specialmente in slalom e in superG. Le nostre ragazze, che spero di trovare al top e con grandi ambizioni, potrebbero dare più fastidio alla tedesca che non a Shiffrin.
    La specialità che prevede più gare (addirittura 12!) è la più combattuta e, almeno sulla carta, la meno favorevole ad Aicher. Mi aspetto grandi duelli tra Brignone, Scheib, Hector, Rast, Robinson, Moltzan, Colturi, (spero) Bassino e ovviamente Shiffrin. E non solo… Un mese passa veloce e noi non vediamo l’ora!

    1. Shiffrin non fece velocità nella stagione 2020-2021! In realtà la vera avversaria di Petra, nel finale, fu Lara Gut-Behrami, che era in forma smagliante. Se non avessero annullato le gare veloci, sia discesa sia superG, io non so come sarebbe andata. Anche se Petra quella Coppa se l’è proprio meritata facendo podio in SG e un 4° posto in discesa. La miglior Shiffrin non avrebbe lasciato scampo a nessuno facendo anche superG e discesa, ma tra tragedia del papà, conseguenze anche morali, e cadute&infortuni vari, è diventa più specialista delle tecniche e basta. Se per caso Mikaela torna competitiva in superG, attenzione a non darla subito per sconfitta. Personalmente, però, penso che la Coppa del Mondo 2026-2027 la possa perdere solo Aicher. Poi ovviamente posso sbagliare… Bassino la vedo meglio in superG, per ora. Brignone aspettiamo, non vi sono ancora certezze, ma se non ha dolore continua. Mi aspetto grandi cose da Pirovano in superG e, lo dico, almeno un podio di Trocker prima o poi tra gigante e slalom, già nella prossima stagione… Stile Brignone ad Aspen nel 2009.

      1. Sì, Shiffrin quell’anno non fece velocità e anche nelle discipline tecniche non era certamente nella sua forma migliore. Ora la situazione è diversa, anche se credo che non la rivedremo in discesa. Però, ed è solo una mia opinione, anche senza discesa potrebbe farcela comunque. Anche con l’aiutino del calendario. Aicher ha un potenziale enorme, deve trovare continuità, che ai fini della generale è indispensabile.
        Non so come ritroveremo Vlhová (mi auguro di rivederla al top) ma credo che Mikaela in slalom abbia raggiunto la perfezione assoluta. Non solo e non tanto per il numero di vittorie ma per come ha vinto, per dispersione e con una facilità e naturalezza di esecuzione che sono incredibili.
        Detto ciò, io spero sia una lotta avvincente e il più aperta possibile. Per noi spettatori è il massimo!

    2. Infatti il calendario aiuta Shiffrin. Conoscendola, non mollerà la Coppa tanto facilmente. Però l’altra fa quattro specialità e se va male arriva 4a (in gigante)… Dipende molto da Aicher. Può valere anche 1700/1800 punti.

  2. Bellissima analisi…. La Aicher in GS come la vedi? A me fino a metà stagione proprio non piaceva come sciava, poi l’ho vista più solida ma comunque non la vedo come gigantista. Le 3 non qualifiche sono tutte in GS suppongo.

    1. Sì sono tutte in gigante. Io non sono così esperto tecnico. Camilla Alfieri, che lavora con me a Eurosport, a inizio stagione l’ha vista benissimo in GS. Poi magari le tossine accumulate facendo tante prove e tanta velocità un po’ si sono fatte sentire, ma la sensazione è che sia come una Riesch: magari non vincente, ma da podio sì anche in gigante. Con il tempo. Io mi sbilancio. Posso sbagliarmi, ma la Coppa 2026-2027 la può perdere solo lei, Aicher. A meno che Shiffrin non mi torni vincente in DH e SG.

      1. D’accordo su tutto, ma secondo me i fattori saranno soprattutto 2: la Aicher gigantista e la Shiffrin supergigantista.

        Essendo infatti 12 i GS e solo 8 le DH, se la Aicher facesse pochi punti in GS e la Shiffrin si difendesse molto bene in Superg, vedo leggermente favorita la Shiffrin. Altrimenti Aicher.

        Eviterei a Mika di fare le DH perché sono solo 8 e con le prove e tutto, diventa un dispendio di energie enorme.. Scheib (tra le altre) docet.

        1. Hai ragione, penso sia lì la chiave. Ma Aicher potrebbe sorprenderci e fare podio in tutte le specialità, come mi aspetto. Poi un conto è che Mikaela faccia più superG (li farà) un conto è che abbia “smarrito” la paura e sia veramente competitive. L’incognita vera per me è questa. Io credo assisteremo a un monologo di Aicher, ma spero di sbagliarmi per lo spettacolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *