Teresa Runggaldier, 19 gare disputate in Coppa del Mondo, figlia del grande Peter ©InstagramTeresa Runggaldier, 19 gare disputate in Coppa del Mondo, figlia del grande Peter ©Instagram

Due stagioni piene saltate dopo l’ultimo infortunio, di cui parleremo a lungo, arrivato proprio nel momento in cui sembrava pronta per il salto di qualità definitivo, visto che tra febbraio e marzo 2024 si era piazzata 11ª in discesa a Crans Montana e 13ª in superG a Kvifjell. I suoi migliori risultati. Poi, purtroppo, la sfortuna, il buio, la lenta risalita.

Grazie anche al consiglio di un illustre compagno, ora Teresa è finalmente tornata ad allenarsi con la “sua” squadra. La ventisettenne gardenese ha parlato con SportNews di questo periodo difficile e di come sia riuscita a mantenere sempre un atteggiamento positivo.

Durante una caduta nello Speed Center di Copper Mountain, a novembre 2024, la figlia d’arte si è lesionata il legamento crociato e quello mediale, il menisco e la tibia. Il danno totale al ginocchio destro ha comportato una lunga riabilitazione accompagnata da dolori che non sono ancora del tutto scomparsi. Per molto tempo i medici non sono riusciti a trovare una risposta all’edema osseo e alla tendinite, finché Christof Innerhofer, grazie al consiglio di un medico, non le ha fornito un aiuto decisivo. 

Qualche piccolo estratto della bella chiacchierata.

Teresa, figlia di Peter Runggaldier, 2 vittorie in Coppa del Mondo, una coppa di superG, argento mondiale 1991 in discesa libera ©Pentaphoto
Teresa, figlia di Peter Runggaldier, 2 vittorie in Coppa del Mondo, una coppa di superG, argento mondiale 1991 in discesa libera ©Pentaphoto

SVOLTA

«In Germania, dal dottor Florian Müller, mi sono state somministrate in totale cinque iniezioni omeopatiche a base di arnica e calendula. Ogni volta mi sentivo un po’ meglio, finché a gennaio ho potuto interrompere il trattamento perché non avevo più dolori sugli sci», racconta Runggaldier. Attualmente avverte ancora dolore quando sollecita i muscoli posteriori della coscia durante l’allenamento di preparazione fisica, quindi servirà un ultimo via libera medico prima della partenza per Ushuaia (Argentina). 

Alla domanda se in questi due anni abbia mai dubitato del suo ritorno, Teresa risponde con un deciso «no». «Certo, avevo questi dolori, ma in fondo potevo fare tutto. In un certo senso ci si abitua a questa quotidianità. E anche se fa male dover seguire le gare in televisione, alla fine si è contenti di fare sempre piccoli passi avanti».

La sciatrice della Val Gardena ha superato la sua prima vera prova di resistenza all’inizio di marzo di quest’anno: in occasione della Coppa del Mondo di casa al Passo San Pellegrino ha respirato di nuovo l’aria delle gare per la prima volta dopo 16 mesi, in qualità di apripista: «Non è stato facile, perché come apripista bisogna testare la pista già un giorno precedente rispetto alla prima prova. Gli organizzatori hanno così la possibilità di perfezionare eventuali salti. Siamo quindi un po’ come cavie», racconta Runggaldier. 

Teresa Runggaldier, classe 1999 ©Pentaphoto
Teresa Runggaldier, classe 1999 ©Pentaphoto

FUTURO 

«Tornare dove ero prima dell’infortunio è il mio grande desiderio. Allo stesso tempo, però, temo che dopo questa lunga pausa mi imponga troppa pressione e che le cose non tornino subito a andare così bene. Ma penso che questi dubbi siano normali». A maggio, Runggaldier, che fa parte della squadra A delle Azzurre, si è allenata per dieci giorni a Les Deux Alpes. Inoltre, si ha lavorato in altre due occasioni con il suo Gruppo Sportivo militare, quello della Guardia di Finanza. Ora non vede l’ora che arrivi il prossimo raduno in Sudamerica: «Sarei partita per Ushuaia già l’anno scorso, se avessi superato il test isocinetico. Questo nulla osta, che dovrebbe garantire la stabilità e la sicurezza del ginocchio, l’ho ottenuto in inverno». 

La stagione 2026-2027 culminerà con i Campionati del Mondo a Crans-Montana: «Non sapevo nemmeno che i Mondiali si sarebbero svolti lì, perché preferisco non conoscere il calendario», confida. La pista della località nel Canton Vallese è di gradimento per l’atleta altoatesina, che nel 2024 ha ottenuto il suo miglior risultato in Coppa del Mondo proprio sulla Mont Lachaux, classificandosi undicesima. Ma non vuole comunque pensare così in anticipo: «Preferirei sapere sempre solo pochi giorni prima delle gare dove andremo, per non farmi troppe preoccupazioni», dice in maniera assai curiosa Teresa.

In boca al lupo! 

Teresa Runggaldier, due stagioni piene saltate dopo l'infortunio al ginocchio destro: 2024-2025 e 2025-2026 ©Pentaphoto
Teresa Runggaldier, due stagioni piene saltate dopo l’infortunio al ginocchio destro: 2024-2025 e 2025-2026 ©Pentaphoto

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