Federica Brignone con i due ori olimpici di Milano-Cortina 2026 ©PentaphotoFederica Brignone con i due ori olimpici di Milano-Cortina 2026 ©Pentaphoto

Ogni anno il circuito della Coppa del Mondo FIS di sci alpino sembra sempre aprire nuovi orizzonti e portare a grandi traguardi, mentre i migliori sciatori del mondo continuano ad alzare l’asticella.

Questa tendenza è proseguita naturalmente nella stagione 2025/26 e, grazie anche allo spettacolo offerto dai fantastici Giochi Olimpici Invernali 2026 nelle splendide località di Cortina d’Ampezzo e Bormio (per lo sci alpino), non sono mancati momenti iconici che hanno caratterizzato tutta l’annata agonistica. Eccoli, grazie al resoconto proprio della Federazione Internazionale.

COMBEBACK

La storia delle storie è stata quella che ben conosciamo in Italia, diremmo imprevedibile per svariati mesi, e proprio questo fattore l’ha resa ancora più avvincente.

Dopo una sensazionale stagione 2024/25, che ha fruttato 10 vittorie in Coppa del Mondo, 16 podi, un oro (gigante) e un argento (superG) ai Campionati del Mondo, e due coppe di specialità, le speranze olimpiche di Federica Brignone (ITA/Rossignol) erano crollate – o almeno così sembrava – a seguito di un infortunio devastante ai campionati italiani, il 3 aprile 2025.

Dopo aver subìto fratture multiple alla tibia e la (sospetta) rottura del legamento crociato anteriore (LCA, poi in realtà non verificatasi al ginocchio sinistro), Brignone non è riuscita a camminare per tre mesi e ha dovuto lottare contro il tempo anche solo per essere ai blocchi di partenza dei Giochi Olimpici in casa sua, 10 mesi dopo.

Deborah Compagnoni con la Coppa di slalom gigante 1997 Sara Hector, Federica Brignone, Thea Louise Stjernesund: il podio del gigante olimpico a Cortina 2026 ©Pentaphoto
Sara Hector, Federica Brignone, Thea Louise Stjernesund: il podio del gigante olimpico a Cortina 2026, tra i momenti più iconici di sempre ai Giochi ©Pentaphoto

È riuscita a disputare solo due gare di Coppa del Mondo prima delle Olimpiadi, a fine gennaio, ottenendo un incoraggiante sesto posto nello slalom gigante di Kronplatz, che in quel momento sembrava un miracolo assoluto.

Ciononostante, a 35 anni, reduce da un grave infortunio alla gamba e praticamente senza alcuna preparazione agonistica, le medaglie olimpiche sembravano un sogno irrealizzabile. Eppure a Cortina d’Ampezzo, dove aveva notoriamente faticato per tutta la carriera prima di riuscire a sbloccarsi nella stagione 2024-2025 (terza in discesa, prima in superG), Federica Brignone è stata semplicemente leggendaria.

Ha conquistato la medaglia d’oro nel superG con un vantaggio di quasi mezzo secondo e tre giorni dopo ha bissato il successo vincendo lo slalom gigante, dominando letteralmente la gara e trasformando la tragedia in trionfo nel giro di pochi mesi. Uno di quei film a cui non credi perché non è possibile che finisca così bene: no, sarà una finzione. E invece… è tutto vero!

Stjernesund, Brignone, Hector a Cortina ©Pentaphoto
Stjernesund, Brignone, Hector a Cortina ©Pentaphoto/ Marco Trovati

Mentre il ritorno olimpico di Brignone si è concluso come una favola, quello di Lindsey Vonn (USA/Head) no. Vonn, rientrata nel circuito di Coppa del Mondo a 40 anni nel dicembre 2024, si era affermata come la sciatrice più in forma della stagione 2025/26, trionfando due volte in discesa libera e stabilendo il nuovo record come vincitrice più anziana (41) in Coppa del Mondo.

Il suo successo a St. Moritz a dicembre, nella prima discesa libera della stagione, è stata la sua prima vittoria in Coppa del Mondo in quasi otto anni, ed è salita sul podio in sette delle sue otto gare di velocità disputate fino a metà gennaio.

Poi, una settimana prima della cerimonia di apertura a Milano Cortina 2026, la Vonn si è rotta il legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, ma, non sentendo dolore, ha scelto di gareggiare ai Giochi senza sottoporsi a intervento chirurgico. Ed è a questo punto che, beffardamente, è entrato in gioco il destino.

Tredici secondi dopo l’inizio della sua discesa libera, infatti, la Vonn ha urtato una porta in volo ad alta velocità ed è caduta, fratturandosi la tibia sinistra e la caviglia destra.

Sebbene Vonn potrebbe non tornare più a sciare nel circuito di Coppa del Mondo, si spera che non sia lo stesso per la campionessa olimpica di slalom del 2022 Petra Vlhova (SVK/Rossignol), che è finalmente tornata in pista ai Giochi dopo una lunga pausa.

Vlhova, che non gareggiava nel circuito di Coppa del Mondo dal gennaio 2024 dopo essersi strappata il legamento crociato anteriore e il legamento collaterale mediale nella “sua” Jasna e aver subìto ulteriori contrattempi, è riuscita a presentarsi al cancelletto di partenza a Milano Cortina 2026 e si è classificata ventesima nello slalom, da medaglia d’oro uscente.

Non è stato proprio il ritorno di cui ha goduto Brignone, ma in uno sport basato sul processo, è stato un passo importante in un percorso che potrebbe vederla tornare al suo meglio un giorno. O almeno si spera.

Alexis Pinturault e Petra Vlhova con la Coppa del Mondo 2020-2021 ©Pentaphoto
Alexis Pinturault e Petra Vlhova con la Coppa del Mondo 2020-2021 ©Pentaphoto

BUONA LA PRIMA

All’inizio della stagione 2025/26, Julia Scheib (AUT/Rossignol) e Laura Pirovano (ITA/Head) non avevano mai vinto una gara di Coppa del Mondo e anzi in tandem avevano collezionato un solo podio individuale in oltre 150 partenze (la prima; nessuno ancora la trentina).

Quando entrambe hanno iniziato la stagione lo scorso ottobre all’età di 27 anni, si saranno sicuramente chieste se la gloria le avrebbe mai raggiunte. E invece sì.

Scheib e Pirovano sono state le grandi rivelazioni del circuito femminile, conquistando otto vittorie in totale (5 l’austriaca, 3 l’italiana) e una Coppa di cristallo ciascuna: Scheib in slalom gigante, Pirovano in discesa libera.

A partire dall’austriaca, che ha vinto la gara di apertura della stagione sulla neve di casa a Sölden, per poi aggiudicarsi altre quattro competizioni in gigante nel corso della stagione, assicurandosi così la Coppa di cristallo prima delle finali. Due DNF sono stati l’unica macchia sulla sua annata di Coppa del Mondo; per il resto è salita sul podio in tutte e otto le gare di slalom gigante disputate, cosa che prima di questa stagione le era riuscita solo una volta in tutta la carriera…

Da sinistra: Camille Rast, Julia Scheib e Sara Hector, il podio della Coppa di gigante stagione 2025-2026 ©Pentaphoto
Da sinistra: Camille Rast, Julia Scheib e Sara Hector, il podio della Coppa di gigante stagione 2025-2026 ©Pentaphoto

Pirovano, nel frattempo, stava diventando nota come la regina del podio mancato; fino all’inizio di marzo, aveva chiuso al quarto o quinto posto 11 volte nelle gare di Coppa del Mondo a partire da gennaio 2021 senza mai riuscire a entrare nella top 3.

Poi, all’improvviso, l’italiana è passata dal bussare alla porta al sfondarla, dominando la parte finale della stagione di discesa libera vincendo le ultime tre gare e aggiudicandosi il titolo di specialità alle finali di Coppa del Mondo a Kvitfjell. Ancora adesso probabilmente stenta a crederlo.

Laura Pirovano con la Coppa del Mondo di discesa libera ©Pentaphoto
Laura Pirovano con la Coppa del Mondo di discesa libera ©Pentaphoto

ALTRE PRIME VOLTE

Sebbene Pirovano e Scheib siano state le “esordienti” più in vista, vista la lunga attesa per il gradino più alto del podio, non sono comunque state le uniche.

La giovane promessa svizzera Malorie Blanc (SUI/Atomic) era destinata a grandi cose quando ha vinto il titolo di superG ai campionati mondiali juniores nel 2024 e poi è arrivata seconda nella sua prima gara di discesa libera di Coppa del Mondo l’anno successivo, a St. Anton, battuta solo da Federica Brignone.

La ventiduenne ha mantenuto quella promessa con la sua prima vittoria in Coppa del Mondo sulla neve di casa in un weekend emozionante a Crans-Montana a fine gennaio, meno di un mese dopo il devastante incendio in un bar a Capodanno nella località svizzera.

Lara Colturi, Sara Hector, Alice Robinson ©Pentaphoto
Lara Colturi, Sara Hector, Alice Robinson. La prima e la terza potrebbero cambiare qualcosa a livello di materiali ©Pentaphoto

Sebbene abbia solo due anni più di Blanc, sembra che Alice Robinson (NZL/Salomon) sia in giro da sempre.

La neozelandese nata a Sydney ha iniziato la stagione alla grande, vincendo due gare di slalom gigante nelle prime tre competizioni tra le porte larghe e poi il Super G a St. Moritz, diventando la prima sciatrice dell‘Oceania a vincere una gara di velocità di Coppa del Mondo.

Sebbene la forma di Robinson sia calata con il progredire della stagione, a 24 anni è già la sciatrice alpina di Coppa del Mondo di maggior successo al di fuori dell’Europa o del Nord America con sette vittorie, un numero che sicuramente continuerà.

LA “GOAT” D’ORO

Mikaela Shiffrin (USA/Atomic) ha dominato lo slalom in questa stagione, vincendo nove delle dieci gare di Coppa del Mondo e arrivando seconda per un soffio nell’altra.

Si è aggiudicata la Coppa di cristallo di slalom già a gennaio, ma ha dovuto attendere l’ultimo giorno della stagione per assicurarsi il suo sesto titolo assoluto, eguagliando così il record di Annemarie Moser-Pröll che resisteva dal 1979.

Nonostante il suo dominio nel circuito di Coppa del Mondo, tuttavia, era la gara olimpica di slalom a dover definire la stagione di Shiffrin agli occhi del pubblico, quattro anni dopo la sua difficile esperienza a Pechino 2022, conclusasi senza medaglie e con tre uscite in sei gare disputate.

A febbraio, Shiffrin è tornata sulla neve olimpica e ha faticato nella prova di slalom della combinata a squadre, scendendo dal primo al quarto posto e mancando nuovamente la medaglia.

Ma nello slalom vero e proprio, otto giorni dopo, la stella americana è stata superba, sbaragliando la concorrenza con un vantaggio di un secondo e mezzo e non lasciando alcun dubbio sul fatto che sia, ancora, la migliore sciatrice di slalom che abbiamo mai visto.

Mikaela Shiffrin con la nona Coppa di slalom ©Pentaphoto
Mikaela Shiffrin con la nona Coppa di slalom ©Pentaphoto

IL RAGAZZO D’ORO DALLA SVIZZERA

All’inizio di Milano Cortina 2026 gli esperti di sci alpino sapevano che un uomo svizzero avrebbe potuto conquistare tre vittorie. Quella previsione si è rivelata esatta, tranne per il fatto che l’uomo che si è aggiudicato tutto quell’oro non era quello che tutti pensavano sarebbe stato.

Franjo von Allmen (SUI/Head) ha letteralmente sbancato Bormio a febbraio, aggiudicandosi i titoli di discesa libera, superG e combinata a squadre alla sua prima Olimpiade, mettendo in ombra il compagno di squadra Marco Odermatt (SUI/Stöckli), dato per favorito.

Così facendo, il ventiquattrenne von Allmen è diventato solo il terzo sciatore a vincere tre medaglie d’oro nello sci alpino in una sola edizione dei Giochi Olimpici. Gli altri due — Toni Sailer (AUT, 1956) e Jean-Claude Killy (FRA, 1968) — sono leggende quasi mitiche di questo sport.

Von Allmen non ha ancora raggiunto quel livello, ma il giovane e intrepido atleta ha dimostrato di essere un campione nelle competizioni di alto livello, con cinque medaglie d’oro olimpiche e mondiali che si aggiungono alle sue cinque vittorie in Coppa del Mondo.

La storia dell’intera carriera di Von Allmen deve ancora essere scritta, ma indipendentemente da come si svolgerà, quei cinque giorni magici del febbraio 2026 la definiranno per sempre.

Olympics Winter Games Milano Cortina 2026.
Bormio (ITA) 07/02/2026, Giovanni Franzoni (ITA), Franjo Von Allmen (SUI), Dominik Paris (ITA) sul podio della discesa maschile
Photo: Gabriele Facciotti | Pentaphoto

100 PODI PER I VETERANI

Sebbene le Olimpiadi di Odermatt non siano andate proprio secondo i piani, ha comunque conquistato tre medaglie e ha vissuto un’altra stagione dominante in Coppa del Mondo.

Conquistando la classifica generale per il quinto anno consecutivo, oltre alla sua quarta coppa di superG consecutiva e al terzo titolo consecutivo di discesa libera, il 28enne ha continuato la sua scalata nei libri dei record.

Con 54 vittorie in Coppa del Mondo, Odermatt ha raggiunto la leggenda austriaca Hermann Maier (AUT) al terzo posto nella classifica maschile di tutti i tempi, e si trova a una sola vittoria da Vreni Schneider (SUI, 55) per il record assoluto di tutti i tempi tra gli svizzeri, uomini e donne.

Mikaela Shiffrin e Marco Odermatt ©Pentaphoto

Per una coincidenza, i 102 podi in Coppa del Mondo conquistati da Odermatt nel corso della sua carriera lo hanno portato, alla fine della stagione, a eguagliare un avversario con cui si è scontrato a lungo sulle piste di slalom gigante: Henrik Kristoffersen (NOR/ex Van Deer).

Il grintoso norvegese ha aggiunto sette podi al suo palmares in questa stagione e ha conquistato anche la sua 34ª vittoria in Coppa del Mondo trionfando nel famoso slalom in notturna di Schladming.

I due sono a pari merito al terzo posto nella classifica di tutti i tempi dei podi di Coppa del Mondo maschile, preceduti solo dal leggendario Ingemar Stenmark (SWE, 155) e da Marcel Hirscher (NED/Van Deer, 138) come numero di podi.

Quando la prossima stagione avrà inizio sul ghiacciaio di Rettenbach a Sölden, riprenderanno la loro scalata alla storia di questo sport.

NUOVI PAESI, NUOVE STELLE

Mentre le tradizionali potenze dello sci alpino continuano a conquistare la maggior parte dei premi, nuovi Paesi stanno emergendo più che mai per sfidare il vecchio ordine.

Sciatori provenienti da luoghi poco conosciuti hanno regalato alcuni dei momenti più belli della stagione 2025/26, tra cui:

  • Jan Zabystran (CZE/Kaestle) che ha conquistato il super G di Val Gardena a dicembre, la prima vittoria in Coppa del Mondo di uno sciatore della Repubblica Ceca o dell’ex Cecoslovacchia.
  • Eduard Hallberg (FIN/Fischer) che ha conquistato il primo podio finlandese in Coppa del Mondo sulla neve di casa nello slalom di Levi, aggiungendone poi altri due nel corso della stagione.
  • Armand Marchant (BEL/Head) si è classificato secondo nello slalom di Gurgl, conquistando il primo podio di sempre per il Belgio in Coppa del Mondo.

FRONTIERE

Al di là di queste prestazioni storiche, l’uomo che sta contribuendo maggiormente a portare lo sci alpino verso nuove frontiere è ovviamente Lucas Pinheiro Braathen (BRA/Atomic), la cui spettacolare stagione ha regalato al Brasile la sua prima vittoria in Coppa del Mondo, la sua prima medaglia d’oro alle Olimpiadi invernali e la sua prima Coppa di cristallo.

L’ex sciatore norvegese ha conquistato quella storica vittoria in Coppa del Mondo nello slalom di Levi a novembre, un anno dopo aver cambiato nazionalità passando al Brasile, ma i suoi momenti più grandi dovevano ancora arrivare.

A febbraio, Pinheiro Braathen ha vinto la prima medaglia olimpica invernale di qualsiasi colore per una nazione sudamericana dominando lo slalom gigante, relegando il campione in carica Odermatt all’argento con un vantaggio di oltre mezzo secondo.

Dopo il suo incredibile trionfo olimpico, Pinheiro Braathen ha riflettuto su cosa significhi sciare per il Brasile. «Spero di poter essere d’ispirazione per alcuni ragazzi là fuori, affinché capiscano che, indipendentemente da ciò che indossano, dal loro aspetto o dalla loro provenienza, possono seguire i propri sogni ed essere se stessi», ha affermato. «Perché questa è la vera fonte di felicità nella vita».

Fis Alpine Ski World Cup 2025-2026. Lucas Pinheiro Braathen (BRA)
Hafjell (NOR) 24/03/2026
Photo: Marco Trovati/Pentaphoto
17 pensiero su “I momenti più iconici della stagione 2025-2026”
  1. Credo che a livello sportivo quanto fatto da Vonn in questa stagione sia al limite dell’irreale. Alla fine uno si chiede: ma allora davvero la velocità è parte della sua natura, umana e divina insieme? Come fai a tornare dopo 6 anni e un corpo riparato mille volte e a stravincere di nuovo?

  2. Personalmente, la vittoria di Saint moritz di Lindsey Vonn rimarrà uno dei momenti sportivi più forti che abbia vissuto. Una favola troppo bella, un film che poi ha avuto un finale drammatico; ma forse questa é sempre stata l’essenza della Vonn: fare dello sci e della sua vita un gigantesco film, con gioie infinite e dolori profondissimi.

  3. Mi associo anch’io sul rientro stravincente di Vonn, mai visto niente di simile! Credo che nessuno potrà mai ripetere quello che ha fatto la statunitense

    1. Sicuro. E dispiace molto per quanto accaduto tra Crans Montana e Cortina. Secondo me un oro olimpico l’avrebbe vinto…

  4. Da super tifoso di Shiffrin, la mia classifica personale è

    1) dominio di Lindsey in gara1 a St Moritz
    2) oro olimpico di Mikaela
    3) doppio podio Franzoni+Paris nella discesa maschile alle Olimpiadi (sulla Stelvio poi…)
    4) coppa di discesa conquistata da Lolli
    5) ritorno e commozione di Brignone a Kronplatz, che era solo un anticipo di quanto sarebbe successo ai Giochi…

    1. Bello. Alternativo almeno. Ma quello che ha fatto Vonn a St. Moritz a 41 anni rimarrà nella storia e nella leggenda. Ci sta. Devo dire che al di là di Brignone l’oro olimpico di Shiffrin ha un peso specifico non indifferente. Perché avevo una pressione addosso enorme

  5. Decisamente, ma poi Vonn ha vinto per 1.16 quando era indietro di 6 decimi da Puchner dopo i primi due intermedi…leggendaria.

    E per Shiffrin concordo, la pressione era enorme dopo Pechino, dopo il disastro della combinata a squadre e dopo un gigante completamente anonimo e dove non è mai stata in gara (in linea con la sciata mostrata in Coppa del mondo, però lei hadetto zero su quella gara e vorrei sapere cosa ne pensa): se nel 2022 tornare a vincere la Generale dopo Pechino avrebbe avuto un peso non da poco (anche per ritrovare le certezze perse da due anni), quest’anno tornare a vincere la Generale non avrebbe mitigato la delusione di un’Olimpiade senza ori

    1. Sono assolutamente d’accordo, soprattutto perché negli Stati Uniti le chiedono “quello”, senza capire l’importanza di una Coppa del Mondo generale. Da qui in avanti secondo me però cambieranno le cose. Ora punterà soprattutto sui prossimi tre grandi eventi, Mondiali 2027-2029, Giochi 20230. Perché per la generale credo stia per aprirsi l’era Aicher. E durerà mi sa a lungo

  6. Rimanendo nel campo americano anche rivincere il titolo olimpico ( dominando) a distanza di 12 anni e’ stato davvero clamoroso e irripetibile

    1. Non c’è dubbio anche perché è record! E in mezzo neanche era salita sul podio in slalom, 4a nel 2018 e fuori nel 2022!

  7. Il trionfo di Federica Brignone nel gigante olimpico è forse il momento topico della stagione dello sci alpino al femminile. Per una o forse la gigantista più grande di tutti i tempi non era ammissibile che nella sua specialità non avesse ancora nessun titolo. Invece in due anni consecutivi ha portato a casa il titolo ai Mondiali e alle Olimpiadi. Il doppio oro olimpico poi nella stagione più assurda e dopo aver avuto e subito tutto quello che abbiamo visto è qualcosa che va oltre qualsiasi logica. Ancora mi vengono i brividi solo a pensarci. A questo punto con 2 titoli olimpici, 2 mondiali e 2 Coppe Generali lancia la propria candidatura ad essere la sciatrice italiana più grande di tutti I tempi sebbene non abbia i 3 titoli olimpici e i 3 mondiali come Compagnoni. Ma non credo che per Fede sia finita qui.

    1. Pensiero corretto. La “sfida” a distanza con Deborah Compagnoni fa discutere tante generazioni. Impossibile dire chi sia stata la migliore anche perché parliamo di uno sci diverso, di anni diversi, e di carriere troppo diverse. Compagnoni fin da giovanissima andava forte dallo slalom alla discesa. Brignone si è costruita cammin facendo. Deborah ha vinto 6 ori, che sono pesantissimi, tre ai Mondiali, tre ai Giochi. Federica però ha vinto più del doppio di Compagnoni in Coppa del Mondo. Ognuno faccia la sua scelta. Nessuno mi toglie dalla testa che senza infortuni Compagnoni avrebbe potuto vincere la Coppa generale, ma neanche che con una gestione diversa la stesa Brignone avrebbe potuto vincere di più. L’attesa di 12 anni tra la prima medaglia iridata (2011, argento in gigante) e la seconda (2023, oro in combinata) è qualcosa di assurdo per Federica. Perché!??!?!?

  8. Deborah Conpagnoni e’ quella sportiva amata da tutti ( forse la più amata). Non è una questione di numeri o trofei, è una delle pochissime atlete che ha sempre unito tutti. Ogni volta che la si vede si ha sempre la sensazione che si sia ritirata il giorno prima, e’ entrata nel cuore di tutti con un grido di dolore che mai si dimenticherà. Con gli anni ha creato una carriera unica per grazia, talento, educazione e sportività! UNICA!

  9. Mi affido sostanzialmente ai vari interventi, nei quali sono stati ricorrenti quelli che nel complesso si sono rivelati i momenti fondamentali, forse già scolpiti nella storia dello sci alpino femminile. Shiffrin, Vonn e Brignone.

    Sull’importante questione pressione tutta su Shiffrin, sulla base della doppia considerazione della stagione di SL disputata fino a quel momento e delle due precedenti olimpiadi senza oro in disciplina, mi rifaccio alla sottolineatura di Rebensburg che ha evidenziato come Shiffrin sia stata l’unica ad aver confermato in sede olimpica il suo ruolo di chiara favorita per la vittoria nella disciplina di riferimento in qualità di atleta dominante in stagione (cosa non riuscita a Vonn per le ragioni che sappiamo, a Scheib, a Goggia favorita anche se non dominante allo stesso modo delle altre due).

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