Saint Gervais (FRA), 30 gennaio 1971. Da sx. Barbara Cochran (USA), Anne Marie Proell (AUT) e Rosi Mittermaier ©PentaphotoSaint Gervais (FRA), 30 gennaio 1971. Da sinistra. Barbara Cochran (USA), Anne Marie Proell (AUT) e Rosi Mittermaier ©Pentaphoto

Ed eccoci giunti alla sesta puntata della nostra storia legata alla nascita della Coppa del Mondo di sci alpino (in fondo trovate i link a tutte le altre puntate). Il protagonista adesso diventa a tutti gli effetti Serge Lang, di cui abbiamo già parlato nei momenti precedenti.

L’istituzione della manifestazione resta complessa: Bonnet, gran capo dello sci francese, e Beatty, idem, ma di quello americano, direttori tecnici rispettivamente di Francia e Stati Uniti, avevano pensato da tempo a un circuito di gare, ma più per squadre nazionali che per singoli atleti (come accaduto proprio al Tour de France, dal 1930 al 1961, e poi ancora nel 1967-1968, anche se la classifica finale restava poi individuale), pur appartenenti alla stessa bandiera. 

Jacques Goddet, patron giusto della Grand Boucle e direttore dell’Equipe, nel luglio del 1965, dopo una tappa del Giro di Francia con arrivo a Roubaix, invita Serge Lang a inventare una formula che possa «aiutare i lettori a capire meglio il circuito delle gare di sci alpino», in effetti frastagliato in più eventi. E lo fa sapendo che un facoltoso imprenditore, legato all’acqua Evian, è disposto a investire tanti soldi nello sci e nella neve.

Il dialogo che ne segue tra Goddet e Lang è divertente. In realtà trattasi di monologo che ritroviamo nel libro di Lang, già citato:

Il libro di Serge Lang del 1986, Ski Racing. Unico nel suo genere

Jaques: “Ciao, Serge. Ascolta, amico mio. Nessuno riesce più a capirci qualcosa tra tutte queste gare di sci. Un giorno vince Killy, quello dopo Schranz, Marielle o Tom, Dick o Harry. Per favore, metti un punto e a capo. Una sfida che determini un vincitore finale, un espediente o qualcosa del genere, come il Super Prestige Pernod. Risolvi la questione con Albert de Wetter
 (altro giornalista dell’Equipe, NdS) e mandami un resoconto prima della fine del Tour de France».

«In un primo tempo – racconta invece il giornalista francese in un’intervista ripresa poi da Guido Oddo ne Il libro dello Sci – pensai a un avvenimento simile alla Coppa Davis nel tennis, cioè a degli incontri tra squadre nazionali da organizzare nei tempi morti tra l’una e l’altra, delle prove classiche. Sarebbero state invitate le squadre più forti, con incontri a eliminazione diretta, fino alla finale. Da questa idea nacque, per esempio, la Coppa dei Paesi Alpini, una manifestazione che venne organizzata per la prima volta nel 1965».

La situazione era questa quando tra lo sponsor Evian e il giornale L’Equipe avvenne qualcosa a sbloccarla… Ma è materiale per la settima puntata! (6 – continua).

Guido Oddo e il suo leggendario “Il libro dello SCI”

PRIMA PUNTATA – Genesi

SECONDA PUNTATA – Urge una svolta

TERZA PUNTATA – I concorsi alpini.

QUARTA PUNTATA – L’importanza dei Media

QUINTA PUNTATA – Entra in gioco anche il Tour de France

Jean-Claude Killy a Wengen ©Pentaphoto
Jean-Claude Killy a Wengen ©Pentaphoto

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