Ed eccoci giunti alla sesta puntata della nostra storia legata alla nascita della Coppa del Mondo di sci alpino (in fondo trovate i link a tutte le altre puntate). Il protagonista adesso diventa a tutti gli effetti Serge Lang, di cui abbiamo già parlato nei momenti precedenti. L’istituzione della manifestazione resta complessa: Bonnet, gran capo dello sci francese, e Beatty, idem, ma di quello americano, direttori tecnici rispettivamente di Francia e Stati Uniti, avevano pensato da tempo a un circuito di gare, ma più per squadre nazionali che per singoli atleti (come accaduto proprio al Tour de France, dal 1930 al 1961, e poi ancora nel 1967-1968, anche se la classifica finale restava poi individuale), pur appartenenti alla stessa bandiera. Jacques Goddet, patron giusto della Grande Boucle e direttore dell’Equipe, nel luglio del 1965, dopo una tappa del Giro di Francia con arrivo a Roubaix, invita Serge Lang a inventare una formula che possa «aiutare i lettori a capire meglio il circuito delle gare di sci alpino», in effetti frastagliato in più eventi. E lo fa sapendo che un facoltoso imprenditore, legato all’acqua Evian, è disposto a investire tanti soldi nello sci e nella neve. Il dialogo che ne segue tra Goddet e Lang è divertente. In realtà trattasi di monologo che ritroviamo nel libro di Lang, già citato: Il libro di Serge Lang del 1986, Ski Racing. Unico nel suo genere Jaques: “Ciao, Serge. Ascolta, amico mio. Nessuno riesce più a capirci qualcosa tra tutte queste gare di sci. Un giorno vince Killy, quello dopo Schranz, Marielle o Tom, Dick o Harry. Per favore, metti un punto e a capo. Una sfida che determini un vincitore finale, un espediente o qualcosa del genere, come il Super Prestige Pernod. Risolvi la questione con Albert de Wetter (altro giornalista dell’Equipe, NdS) e mandami un resoconto prima della fine del Tour de France». «In un primo tempo – racconta invece il giornalista francese a Guido Oddo ne Il libro dello Sci – a un avvenimento simile alla Coppa Davis nel tennis, cioè a degli incontri tra squadre nazionali da organizzare nei tempi morti tra l’una e l’altra delle prove classiche. Sarebbero state invitate le squadre più forti, con incontri a eliminazione diretta, fino alla finale. Da questa idea nacque , per esempio, la Coppa dei Paesi Alpini, una manifestazione che venne organizzata per la prima volta nel 1965». La situazione era questa quando tra lo sponsor Evian e il giornale L’Equipe avvenne qualcosa a sbloccarla… Ma è materiale per la settima puntata! (6 – continua). Guido Oddo e il suo leggendario “Il libro dello SCI” PRIMA PUNTATA – Genesi SECONDA PUNTATA – Urge una svolta TERZA PUNTATA – I concorsi alpini. QUARTA PUNTATA – L’importanza dei Media QUINTA PUNTATA – Entra in gioco anche il Tour de France Jean-Claude Killy a Wengen ©Pentaphoto Navigazione articoli Rulfi su Goggia: «Non stava bene, ma nulla di traumatico»