La foto principale di questo articolo dice già tanto, se non tutto. La 62ª edizione della Coppa del Mondo, in questo ci occupiamo di quella femminile, domani parleremo dei maschi, si apre con non poche novità e con un netto (ma non ancora definitivo) cambio generazionale. La foto è dello scorso 25 ottobre, primo giorno di gara per l’annata 2025-2026. Sul Rettenbach il podio fu quello ritratto nell’immagine, ovvero Moltzan, Scheib, Gut-Behrami. Un anno dopo, poco meno, è già cambiato il mondo: Paula Moltzan è diventata la prima atleta di sci alpino nella scuderia di Van Deer, con tutte le incognite, ma anche il fascino, del caso; l’austriaca Scheib all’epoca era alla prima vittoria in Coppa del Mondo. Oggi è la detentrice della Coppa di specialità e vanta cinque successi all’attivo, anche se non è andata a medaglia tra le porte larghe ai Giochi Olimpici, pur avendo “dominato” la stagione nella specialità; e infine l’atleta sul terzo gradino del podio nello scorso ottobre ci ricorda che il tempo scorre, che le nuove generazioni incombono, ma quelle leggendarie, comunque, non tramontano mai. Lara Gut-Behrami infatti si è appena ritirata, ma il suo nome resterà nella leggenda di questo sport. Per sempre. Lara Gut-Behrami, 48 vittorie in Coppa del Mondo, 1 oro olimpico, 2 mondiali, 7 coppe di specialità, 2 coppe generali ©GettyImages Or dunque, la Coppa del Mondo femminile 2026-2027 ripartirà esattamente fra due mesi, il 24 ottobre, con Mikaela Shiffrin detentrice del trofeo generale (tra le donne, l’Austria guida la classifica storica con 17 trofei assoluti, segue la Svizzera a 13 e proprio il team USA a quota 11, grazie a McKinney, Vonn e appunto Mika), una Petra Vlhova in più nel motore, le incognite che ancora circondano Federica Brignone, 17 atlete in meno, cioè ritiratesi (e parliamo solo di atlete di un certo livello, in realtà sarebbero di più), tra cui la citata Gut-Behrami, ma anche Ilka Stuhec, Mirjam Puchner, Joana Hählen, Clara Direz, le azzurre Lorenzi, Viviani, Zanoner e Haller, e soprattutto 11 cambi marca femminili. Tra questi, quelli clamorosi di Alice Robinson (da Salomon a Head per puntare alla Coppa del Mondo generale); Lara Colturi (da Blizzard a Head con lo stesso obiettivo, anche se intanto c’è da vincere la prima gara nel circuito maggiore), Ester Ledecka (da Kästle a Head per puntare a una coppa di specialità), Roberta Melesi, sorprendente (da Dynastar a Salomon dopo la miglior stagione della carriera), e Paula Moltzan, autentica pioniera (da Rossignol a Van Deer). Anche Peterlini sta per approdare a Head da Rossignol. Tra parentesi, ci sarà comunque da osservare l’adattamento di Marta Bassino ai nuovi materiali, visto che la cuneese di Borgo San Dalmazzo aveva cambiato nella scorsa estate (da Salomon a Head), ma ancora non ha disputato una sola gara con il nuovo marchio. Marta Bassino: prima stagione finalmente con HEAD nel 2026-2027 ©HEAD Una stagione post olimpica, ma estremamente significativa almeno per tre motivi: intanto per l’appuntamento iridato che torna a Crans Montana dopo l’edizione dei record (svizzeri) datata 1987, con tanti campioni a consacrarla quali Zurbriggen, Hess, Walliser, Figini, la prima medaglia mondiale di Alberto Tomba ecc. ecc.; poi perché c’è stato un cambio di guardia in seno alla FIS, con un nuovo presidente federale che deve dimostrare di saper mettere in ordine i conti e provare a lavorare di fantasia per “sbloccare” una manifestazione bella, storica, seguita, ma un po’ troppo uguale a sé stessa, forse, da anni; e poi perché la primavera/estate ha portato con sé, appunto, numerose novità, le abbiamo documentate tutte, tra cambi marca (soprattutto), ritiri e conferme. Mikaela Shiffrin, regina assoluta dello sci alpino. Per quanto ancora? ©GEPA Non è finita: se a livello maschile è difficile pensare a una rivoluzione, detto fuori dalle righe a… una sconfitta di Odermatt in classifica generale (ma sarà interessante vedere gli eventuali progressi di Pinheiro-Braathen in tutte le specialità, come sfidante numero uno, ne parliamo domani), a livello femminile potremmo essere all’anno zero, anche se è giusto e normale dare fiducia a un fenomeno puro come Shiffrin, che oltretutto è in Cile proprio in questi giorni e proprio per allenarsi in velocità, soprattutto in superG, pure con il fidanzato Kilde. Ma Mika, va ricordato, nella scorsa stagione ha disputato due superG senza andare oltre la 22ª posizione (per altro raggiunta alle Finali, quindi senza ottenere punti), e non vince in slalom gigante da due anni e otto mesi, da fine dicembre 2023, a Lienz. E la tedesca Emma Aicher, sulle orme di Seizinger e Riesch, soprattutto di quest’ultima, sembra veramente pronta per dare l’assalto definitivo alla sfera di cristallo assoluta. Nella scorsa stagione “sprecò” nove gare tra uscite e mancate qualificazioni alle seconde manche, arrivando comunque a 77 punti da sua maestà Shiffrin, seconda nella classifica generale, con 2 argenti olimpici a corollario. Shiffrin che per altro ha vinto la sua 6ª Coppa generale, sì proprio come Annemarie Moser-Pröll, con il suo punteggio più basso di sempre, 1.410 punti. Dato che fa riflettere. E occhio ai progressi di Colturi e Robinson in questo senso, per altro entrambe approdate a Head. Emma Aicher, 22 anni, 5 vittorie e 13 podi in Coppa del Mondo. Finora… ©GettyImages Nonostante il ritiro di Stuhec (classe 1990, come Federica Brignone) e Lara Gut-Behrami (1991), tra le donne non è ancora arrivato il cambio della guardia definitivo (giungerà quando diranno basta anche Brignone, Goggia, Hütter, Hector, Holdener, Dürr, Gisin, tra le altre), ma non siamo troppo lontani da quel momento. E sarà una vera e propria rivoluzione. In attesa di capire cosa farà la citata Michelle… A livello di calendari, poco da dire: per le donne, resta fissa la trasferta nordamericana più lunga; torna il gigante a St. Moritz; c’è la novità Gosau in Austria a fine dicembre; conferme ormai quasi definitive o definitive per Val di Fassa e Kronplatz (molto apprezzate, entrambe); ecco di nuovo nel circuito Jasna, Lenzerheide, Narvik (do you remember… Compagnoni-Panzanini-Kostner, 2 marzo 1996, mitica tripletta azzurra in gigante, la prima femminile della storia per l’Italia?) con Finali ancora a Sun Valley. Le azzurre, con Marta Bassino finalmente in salute, abile e arruolabile, attendono di sapere se avranno o meno Federica Brignone nel motore per tutta la stagione, ma ripartono comunque da due coppe di specialità vinte (Goggia in superG, Pirovano in discesa) ed Elena Curtoni confermata in attività ancora per il 2026-2027. Sofia riparte motivata con svariate novità, tra cui Rulfi come allenatore “personale”; Pirovano sarà ancora più forte e in fiducia, si attende la conferma con magari un passo in più in avanti di Lara Della Mea, l’esplosione definitiva di Melesi e Zenere, delle giovani (Collomb, Mondinelli, Valleriani) e delle giovanissime Trocker e D’Antonio, quest’ultima inserita comunque nel gruppo Coppa Europa. Pazzaglia è stata finalmente inserita nel gruppo Coppa del Mondo, torna Marta Rossetti e ci sarà anche Teresa Runggaldier dopo un calvario infinito. Attenzione a Sara Allemand, può sorprendere. Laura Pirovano festeggia Sofia Goggia con tutto il clan Italia ©Pentaphoto Come sempre, ci sarà da divertirsi. Sperando in meno infortuni tra le donne (tra i maschi sono comunque diminuiti, numeri alla mano). Un nome clamorosamente intrigante su cui puntare, non ancora sotto gli occhi dei riflettori? L’italiana Anna Trocker, da Fiè allo Sciliar, 17 anni di talento puro, testa e freddezza. Buon divertimento! Navigazione articoli Ricarda Haaser è tornata sulla neve a Ushuaia! Marta Bassino è pronta per Ushuaia. E per il grande ritorno