Roberta Melesi ©PentaphotoRoberta Melesi ©Pentaphoto

Prima le grandi manovre dietro le quinte, poi gli annunci. Ci vorrà ancora un po’ di pazienza per le ufficialità, ma nemmeno tanta. Da metà aprile in avanti dovremmo esserci, o quasi. E naturalmente, ci riferiamo al periodo veramente “caldo” di sci mercato, non mancheranno cambi-marca eccellenti anche in casa Italia! I primi due nomi a essere (molto) vicini a nuove avventure sono quelli di Roberta Melesi e Christof Innerhofer.

Roberta Melesi da Ballabio, Valsassina, Lecco, a 29 anni è reduce dalla miglior stagione in carriera, anche se ha progressivamente abbandonato quel gigante che è stato il suo trampolino di lancio per la Coppa del Mondo. In stagione non ne ha disputato nemmeno uno, anche per problemi fisici. Sperando possa tornarci in fretta.

In ogni caso, “Roby” ha centrato ben 6 risultati in top20, tra cui il 4° posto in superG a Crans Montana (a lungo sul podio, prima che arrivasse Breezy Johnson) che rappresenta il “best” per ora della carriera. E’ interessante far notare anche il 15° posto in discesa in Val di Fassa, anche questo “highlights” in libera. La sua parabola sembra simile, anche se su livelli più bassi attualmente, a quella di Laura Pirovano, partita dal gigante e capace poi di conquistare addirittura la Coppa del Mondo di discesa.

Anche Zenere se vogliamo (ma con più problemi fisici a rallentarla nel recente passato) sta seguendo un percorso affine. Tutte atlete tra l’altro nate tra il 1996 (Melesi, Zenere) e il 1997 (Pirovano).

Roberta Melesi ©Pentaphoto
Roberta Melesi ©Pentaphoto

NUOVA “VITA” MELESI?

Torniamo a Roberta Melesi, cresciuta nello Sci Club Lecco, ma sciando più a Caspoggio, in Valtellina, che ai Piani di Bobbio, a due passi da casa: da giovanissima era super vincente, giocandosela con la coetanea Marta Bassino (e l’altra 1996 emergente dell’epoca, Arianna Stocco), ma incappando spesso anche in Mikaela Shiffrin (classe ’95) dalla quale non era troppo distante nelle grandi kermesse internazionali, come Topolino e Pinocchio.

Da sempre con Dynastar, del Gruppo Rossignol, marchio che ha tra l’altro ha appena celebrato Elena Fanchini con uno sci speciale limited edition, e che ha vinto svariati ori olimpici anche con atlete italiane quali Paoletta Magoni e Deborah Compagnoni, Melesi, nel momento clou della carriera, dovrebbe cambiare per approdare a… Salomon!

Dalla Francia alla… Francia, comunque, ricordando che con questi sci Alice Robinson ha fatto un definitivo salto di qualità dal 2022 (ma la neozelandese ora potrebbe passare a Head, una voce…), vincendo anche in superG, e la stessa Marta Bassino, da un anno a Head, con Salomon ha ottenuto tutti i suoi più grandi successi, tra cui anche un oro mondiale in superG (che l’Italia non vinceva dal 1997 con Isolde Kostner!) e un trionfo in discesa, il primo della sua carriera, in Coppa del Mondo, a Crans Montana. Come dire, in velocità i Salomon sembrano funzionare piuttosto bene. Poi chiaramente dipende dall’adattamento del singolo atleta.

Christof Innerhofer ©Pentaphoto
Christof Innerhofer ©Pentaphoto

E poi attenzione a Christof Innerhofer, per restare praticamente nel giro della stessa azienda, o quasi. Il Gruppo Rossignol, la cui sede principale si trova nel cuore delle Alpi francesi, vicino a Grenoble (dove si tennero i Giochi Invernali del 1968), ospita infatti una serie di forti e complementari marchi, tra cui Rossignol stessa, Dynastar, Lange, Look, Risport e Kerma. 

Ecco, Innerhofer, da sempre fedelissimo a Rossignol, e in procinto di proseguire ancora con la carriera agonistica almeno per un’altra stagione, 6 vittorie e 18 podi in Coppa del Mondo, tre medaglie iridate (oro in superG a Garmisch 2011) e due olimpiche, a quasi 42 anni (li compirà il 17 dicembre) dovrebbe passare incredibilmente a… Head, giusto per l’ultimo sussulto di una storia leggendaria e infinita.

Si attendono intanto le prime ufficialità per Kristoffersen (Head), Colturi (Head?), Kranjec (Fischer o Nordica?). Ricordiamo per completezza quello che accadde tra primavera ed estate 2025 nel “mercato” dello sci a livello di nomi più “noti”.

CAMBI DI MATERIALE 2025-2026

Ricarda Haaser (AUT) – da Fischer a Salomon

Katharina Huber (AUT) – da Fischer a Völkl

Neja Dvornik (SLO) – da Fischer a Rossignol 

Nina Astner (AUT) – da Fischer ad Atomic

Doriane Escane (FRA) – da Rossignol a HEAD 

Marta Bassino (ITA) – da Salomon a Head

UOMINI

Martin Cater (SLO) – da Salomon a Rossignol 

Max Franz (AUT) – da Fischer a VanDeer 

Daniel Yule (SUI) – da Fischer a Atomic 

AJ Ginnis (GRE) – da Fischer a VanDeer 

Raphael Haaser (AUT) – da Fischer a Atomic 

Joan Verdu (AND) – da Head a VanDeer 

Linus Strasser (GER) – da Rossignol a Head

Billy Major (GBR) – da Fischer a Head.

7 pensiero su “Melesi e Innerhofer, 2 cambi in vista?”
  1. Domande da perfetto ignorante in materia per cui mi scuso in anticipo (seguo tutti gli sport invernali ma, a parte un po’ di sci nordico, non sono stato capace di impararne nessuno):
    – sono veramente così sensibili le differenze tra materiali (non solo sci) e, soprattutto, in cosa consistono ?
    – essendoci sul mercato decine di marche, come fa un atleta a sceglierne una senza sapere se con un’altra si sarebbe trovato meglio ? Ossia: uno che da Rossignol, ad esempio, passa a Head, lo fa dopo aver provato anche altre marche oppure si seguono altre dinamiche ?
    Grazie in anticipo per le risposte e scusate ancora per le domande forse stupide.

    1. Rispondo per quello che ho imparato in questi anni: le marche attuali più utilizzate (Head, Atomic, Rossignol, Fischer, Nordica, Völkl, Kastle, Van Deer, Kästle, ecc ecc), hanno tutte una gamma top di eccellenza. Ma c’è differenza, eccome, magari anche in maniera sottile. E’ noto come Head in determinate condizioni sia molto performante, in velocità e non solo, vedi Giochi di Beijing 2022. Da quello che diceva la mamma di Federica Brignone, poi, Ninna Quario, nello scorsa stagione (2024-2025) Brignone aveva dei razzi sotto i piedi ovunque, anche in gigante, dove in teoria il materiale non dovrebbe fare troppa differenza. Eppure… Dipende anche dall’adattamento dell’atleta a quel materiale e dal tipo di preparazione che viene fatto dagli skiman e dal tipo di materiale scelto per una singola gara, a seconda delle condizioni. Il passaggio avviene dopo vari test, in questo momento gli atleti li stanno facendo eccome e già da settimane. Solo che se ne parla poco. A me l’argomento affascina. Tante prove, sì. Sia per testare semplicemente i materiali nuovi e più adatti in vista del 2026-2027, per chi non cambia marca; sia per provare altro e vedere adattamenti vari, per chi vorrebbe cambiare. Esempio: Colturi ha provato Van Deer, Head e credo proverà anche Rossignol (forse). Ma la scelta dovrebbe cadere poi su Head. E’ tutto molto professionale. Di materiali si parla poco, ma contano tantissimo in questo sport. E conta anche l’adattamento e la preparazione per ogni singola gara. Ciò detto, ribadisco, tutti quelli citati sono comunque marchi top. Ma le differenze possono essere sottili e comunque molto importanti a certi livelli.

      1. Grazie della risposta esauriente Gianmario.
        Ne approfitto per congratularmi con te per il nuovo sito, molto bello, e per farti ancora i complimenti per le tue telecronache, da estendere alle tue socie. Anche se non avete ancora adottato il lodo-roda per la gestione degli asterischi 🙂
        Bravi davvero

    2. Poi ci sono le questioni economiche eh. Io magari voglio andare con Rossignol, perché mi sono trovato benissimo, ma… chiedo troppi soldi, e non me li danno! E resto dove sono. Oppure, ridimensiono le mie aspettative…

      1. Ma quanto sarebbe fico sapere pure le cifre come avviene anche nel calcio e in generale negli sport Americani..non tanto per fare i conti in tasca agli atleti ma proprio per capire le varie dinamiche di ciascun marchio

        1. In parte le conosco. Ma non spetta a me divulgarle, ovviamente 😉 Gli atleti super top viaggiano su cifre buone/molto buone per l’ambiente in sé. Ma si contano sulle dita di una mano.

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