Sue Piller ©PentaphotoSue Piller ©Pentaphoto

Una storia nuova e molto bella, quella di Sue Piller, con lieto fine, non drammatica per carità, ma significativa di cosa significhi essere atleta emergente di Coppa del Mondo, giovane di belle speranze, ma anche caricarsi di troppe aspettative. Soprattutto di questi tempi. E in una squadra nazionale ricca di campioni e gloria. E’ la parabola agonistica, solo all’inizio per carità e in parte tutta da scrivere, di una ragazza di 20 anni, grande promessa dello slalom gigante.

E’ stata la rivelazione della stagione tra le porte larghe, decisamente. Basta dare un’occhiata a classifiche e risultati. Da Friburgo (quella svizzera, però, meno nota della città tedesca della Foresta Nera), dell’omonimo cantone, alla sua prima vera stagione di Coppa del Mondo, Sue Piller ha centrato subito un 6° posto a Spindleruv Mlyn in Repubblica Ceca, clamoroso, lo scorso 24 gennaio (dopo svariate qualificazioni alla seconda manche), già nona a metà gara, con pettorale n.34, guadagnandosi così un posto per i Giochi di Milano-Cortina, i suoi primi ovviamente, dove ha poi chiuso 24ª nella gara dominata da Federica Brignone davanti alla svedese Sara Hector e alla norvegese Thea Louise Stjernesund.

PROBLEMI

In più, brillano due vittorie in Coppa Europa, sempre in slalom gigante, tra Sestriere e le Finali di Schladming. Tutto bene quindi, no? Non esattamente. Perché in mezzo le cose sono andate diversamente e i problemi poi risultano sempre dietro l’angolo: «Mi sono persa». La pressione e l’ossessione per i risultati hanno portato la giovane atleta al limite. Ora ne ha parlato liberamente ai media svizzeri svelando anche i nuovi progetti.

Sue Piller al termine della stagione 2026-2027 ha totalizzato 73 punti nella Coppa del Mondo di slalom gigante, classificandosi al 27° posto nella graduatoria finale. A ciò si aggiungono le sue prime Olimpiadi. In casa sua i grandi ex del passato si sono scatenati: «Ha uno stile di sciata delicato, davvero pulito. Molto danzante», ha analizzato la leggenda dello sci rossocrociato Bernhard Russi (77 anni). Oggi lei dice: «L’inverno è stato fantastico, ho superato le mie aspettative».

Sue Piller ©Pentaphoto
Sue Piller a Mont Tremblant nel 2025 ©Pentaphoto

PRESSIONE PILLER

C’è però un «ma» durante la conversazione con i media svizzeri. Perché? Piller è sincera: «A fine gennaio mi sono persa, vedevo solo i risultati e mi sono messa troppo sotto pressione». Conseguenze? Ha perso la voglia di giocare e divertirsi, anche, e si è irrigidita.

«Guardavo solo le classifiche, mi identificavo esclusivamente attraverso di esse. Non mi vedevo più come Sue Piller, ma come quella persona che era arrivata sesta a Spindler. E che avrebbe partecipato alle Olimpiadi». «Mi sono resa conto che non potevo continuare così. Ho iniziato a concentrarmi di nuovo sullo sci e a smettere di ossessionarmi con i risultati». A poco a poco, Piller è riuscita a uscire dalla crisi.

Il riscatto: la sua vittoria nella finale di Coppa Europa a Schladming (Austria). «È andata davvero bene», dice felice. Piller non ha intenzione di tirarsi indietro. «Ho ancora tantissima voglia di gareggiare». Dopo i campionati nazionali di St. Moritz non ci saranno vacanze, entrerà nella scuola di reclute per lo sport d’élite a Magglingen, Berna. «Durerà fino ad agosto. Non vedo l’ora».

LEZIONE

E cosa farà Piller per non perdere di nuovo la concentrazione il prossimo inverno? Dopotutto non è la prima volta che le capita: già nella squadra regionale la sua grande ambizione era un punto di forza, ma a volte anche una debolezza. «Probabilmente mi capiterà ancora qualche volta. Ma cercherò di tenerlo a mente. Così saprò cosa devo fare. In fin dei conti è un processo di apprendimento».

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Sue Piller in azione nel giorno del suo miglior risultato in Coppa del Mondo: 6° posto ©Pentaphoto

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