Deborah Compagnoni con la Coppa di slalom gigante 1997 Sara Hector, Federica Brignone, Thea Louise Stjernesund: il podio del gigante olimpico a Cortina 2026 ©PentaphotoDeborah Compagnoni con la Coppa di slalom gigante 1997 Sara Hector, Federica Brignone, Thea Louise Stjernesund: il podio del gigante olimpico a Cortina 2026 ©Pentaphoto

L’ufficio della manager, Giulia Mancini, che segue anche (e ancora) Deborah Compagnoni, sarà “rovente” e invaso di richieste per Federica Brignone, la cui parabola dallo scorso aprile fino ai trionfi olimpici diventerà probabilmente anche materia di studio, di fiction, di documentari, di film, perché no. Tutti la vogliono, tutti la desiderano, tutti la invitano.

PRESENZA

E’ normale che sia così, senza dimenticare in ogni caso quanto di grande abbia fatto la campionessa valdostana nata a Milano nel luglio del 1990, prima di questa stagione (le 2 Coppe generali, le cinque di specialità, le 37 vittorie in Coppa con 85 podi, le cinque medaglie iridate). E’ evidente, però, come la cassa di risonanza olimpica superi qualsiasi altra occasione e la stessa Federica avrà toccato con mano (come più volte le avrà raccontato anche Lara Gut-Behrami, anche lei vincitrice ai Giochi all’ultimo tentativo finora, nel 2022) che i successi olimpici ti proiettano davvero in un’altra dimensione. Magari non tecnica, ma mediatica sicuramente sì.

E allora dopo“Che tempo che fa”, con Fabio Fazio, dopo la graditissima presenza alla terza edizione dev’Elly Fanchini Day e molto altro ovviamente, ecco che questa domenica pomeriggio, cioè a Pasqua, il 5 aprile 2026, alle 16 (ovviamente con puntata registrata), Federica sarà ospite a Verissimo, per raccontarsi ancora una vola e ancora di più.

PAROLE

Nel frattempo però ha affidato alcuni suoi pensieri ai social, in mondo particolare a Instagram. Poche righe, ma sentite e significative. Dopo una stagione che per lei è stata bellissima, intensa, ricca di difficoltà, ma anche di gioie uniche. Una manciata di gare in Coppa del Mondo (con il ritorno a Kronplatz che comunque ha pesato tantissimo per la sua fiducia, un 6° posto incredibile), due ori olimpici che l’hanno trasportata direttamente nel gotha dello sport azzurro, non solo invernale, ma anche di quello mondiale, assoluto. Perché nessuna atleta prima di lei, cioè dal 1988, era riuscita a centrare la doppietta superG-gigante ai Giochi Olimpici. Lei sì e per giunta su… una gamba sola!

Federica Brignone con i due ori olimpici di Milano-Cortina 2026 ©Pentaphoto
Federica Brignone con i due ori olimpici di Milano-Cortina 2026 ©Pentaphoto

BRIGNONE SOCIAL

Ecco qua quando scritto sui social, esattamene come è apparso: «Poche gare, ma che gare 🔥
Ogni tanto mi fermo e penso: ma è davvero successo? Due ori che portano dentro molto più di quello che si vede. Grazie a chi ha fatto parte del mio recupero, a chi mi è stato vicino, a chi ha creduto in me, sempre e a chi mi ha mandato delle energie positive!
».

E poi ancora: «È stato un anno difficile… forse anche per questo è tutto ancora più speciale! Le Olimpiadi restano un’emozione che faccio fatica a spiegare. Avrei voluto chiudere la stagione diversamente, ma il mio corpo aveva bisogno di fermarsi».

Sono parole di poche ore fa, quando ovviamene la stagione di Coppa è già terminata da un pezzo. Sul futuro non ci sono grosse novità. Quel che si sa è che Federica tornerà a curarsi al meglio, si testerà negli allenamenti fisici/atletici proprio per capire a che punto si trova, magari proverà anche un’uscita sugli sci, chissà, giusto per avere un’idea delle sensazioni, e poi prenderà la sua decisione.

Di mezzo c’è anche la questione legata ai mezzi di sintesi e non è secondaria: toglierli potrebbe restituire serenità, tranquillità e una vita normale senza dolore a Federica. Per ora, questo è tutto. Non resta che aspettare la decisione sua, così come quelle di Lara Gut-Behrami e Cornelia Hütter, tra le altre. Lasceranno o raddoppieranno? Ai posteri l’ardua sentenza. Che comunque non sarà troppo lontana nel tempo.

Federica Brignone, Lara Gut-Behrami e Cornelia Hütter ©Pentaphoto
Federica Brignone, Lara Gut-Behrami e Cornelia Hütter ©Pentaphoto

2 pensiero su “Brignone: «Mi fermo e penso: ma è davvero successo?»  ”

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