Sara Curtis, nuova primatista del mondo sui 50 dorso in 26"56 ©FINSara Curtis, nuova primatista del mondo sui 50 dorso in 26"56 ©FIN

Sara Curtis è un tornado. Un talento esploso al momento giusto, dopo un percorso (praticamente) perfetto. E’ una campionessa destinata a lasciare un segno profondo in tutto lo sport italiano, non solo nel nuoto, nei prossimi due lustri. Ragazza intelligente, convinta dei propri mezzi, ma umile, grande lavoratrice, con le idee chiarissime, e gestita molto bene. Finora non ha sbagliato una mossa. 

Personalmente ci interessa poco l’epiteto essere “personaggio”, come si dice ormai di questi tempi, ma oggettivamente ha tutto per diventarlo, per la gioia di tanti colleghi, perché parla bene, “buca” lo schermo, vince, stabilisce record del mondo, è giovane e si sta apparecchiando la tavola per un futuro radioso. Per altro, non abbiamo visto tutto agli Europei di Parigi 2026, mancando ancora la gara sui 50 metri stile libero femminili. In più, sembra che il destino si sia divertito a… puntare su di lei, visto l’inserimento delle “altre” competizioni sulla singola vasca ai Giochi 2028, farfalla, dorso, rana. Sara in California avrà 21 anni, età perfetta per (provare a) vincere un oro olimpico, o anche più di uno, nel nuoto. 

Sara Curtis, già due medaglie a Parigi 2026. Ed è tutt'altro che finita... ©FIN
Sara Curtis, già tre medaglie a Parigi 2026, una per ogni “metallo”. Ed è tutt’altro che finita… ©FIN

Nata a Savigliano il 19 agosto 2006, ma cresciuta in realtà a Genola, sempre nel Cuneese – da papà Vincenzo, che è piemontese, e mamma Helen, nigeriana, si sono conosciuti a Torino tra i banchi del mercato di Porta Palazzo – Curtis è un’agonista nata, ma non lo dà a vedere, tutto sommato. Anche davanti ai microfoni non sbaglia una parola, quel suo «è una follia» dopo il primo record del mondo è già la frase del 2026, per lo sport italiano. E ci dice molto di quanto gli atleti tengano ovviamente ai podi e alle medaglie, ma probabilmente ancora di più alle prestazioni (qualcosa che forse solo loro possono capire), visto che il primato assoluto, sempre parole sue, era «il sogno di un vita».

Oltretutto, pur studiando all’Università della Virginia da un anno e 4 mesi, era ed è rimasta legatissima alle tradizioni del suo territorio, a partire anche dalla… cucina. Il suo piatto preferito è la carne di Fassona accompagnata da… un buon vino piemontese. Il papà ha un passato da ciclista dilettante e oggi lavora come camionista, mentre la mamma, in Italia da quando aveva 18 anni, ha praticato atletica ed è attualmente impiegata in un’azienda dolciaria.

Sara Curtis, unica nuotatrice italiana primatista del mondo. Tra gli uomini c'è Thomas Ceccon nei 100 dorso ©FIN
Sara Curtis, unica nuotatrice italiana attualmente primatista del mondo. Tra gli uomini c’è Thomas Ceccon nei 100 dorso ©FIN


Sara è stata una nuotatrice precoce: ad appena due anni dimostrava già una straordinaria acquaticità, a quattro ha iniziato i corsi e a sei le prime competizioni. Sotto la guida del tecnico Thomas Maggiora, che quando è in Italia la segue ancora adesso e ha grandissimi meriti nella sua crescita, la velocista piemontese — tesserata per l’Esercito e per il CS Roero — ha fatto bene (anche se non ha vinto moltissimo, in realtà), nelle categorie giovanili, con medaglie mondiali e podi europei, specializzandosi nelle distanze brevi a stile libero e dorso. Soprattutto, con lei non è mai stato effettuato il passo più lungo della gamba e Maggiora in questo ha meriti enormi ed evidenti.

Il 2024 l’ha vista debuttare sul palcoscenico a cinque cerchi come l’atleta più giovane della spedizione azzurra del nuoto alle Olimpiadi di Parigi, ma il vero salto di qualità definitivo è arrivato nel 2025, quando la nuotatrice ha preso una decisione fondamentale per la sua carriera e la sua vita personale. Nell’aprile 2025 si è infatti trasferita negli Stati Uniti per studiare Psicologia e allenarsi presso la prestigiosa University of Virginia, uno dei centri natatori universitari più rinomati al mondo (dove si sono formate atlete del calibro delle sorelle Walsh e Claire Curzan). E Gretchen Walsh, a quanto si è appreso, avrebbe addirittura “spinto” per avere Curtis in allenamento con lei, tipica mentalità americana (circondati di compagni più forti e crescerai anche tu)… 

Sara Curtis, bronzo europeo nei 100m stile libero. Nuova primatista mondiale dei 50 dorso ©FIN
Sara Curtis, bronzo nei 100sl, argento con la 4x100sl e oro nei 50 dorso a Parigi 2026 ©FIN

Lì attualmente lavora sotto la guida di Todd DeSorbo, ex ct della nazionale femminile statunitense, con lo sguardo già fisso al grande traguardo delle Olimpiadi di Los Angeles 2028. Un’esperienza, questa americana, che le ha permesso di compiere un profondo salto di qualità psicologico, insegnandole a gestire la pressione, a eliminare le frustrazioni post-gara, ad aumentare la forza fisica attraverso un mirato allenamento in palestra, e ad abbracciare una mentalità focalizzata esclusivamente sul lavoro e sulla positività.

Come ha raccontato anche Simona Quadarella, tra USA e Australia si “pensa” diversamente, ci si alza molto presto, il riguardo per l’allenamento a secco è notevole, così come l’attenzione sui dettagli e la disciplina. Non è detto che tutti debbano adattarsi a un metodologia completamente diversa, ma certo scoprirla, adattarcisi e farla propria arricchisce notevolmente il bagaglio personale di un atleta, dentro e fuori i campi di gara. 

Senza contare che organizzarsi una vita da soli dall’altra parte dell’Oceano, che sia in questo o nell’altro emisfero, per giunta a 19 anni, sicuramente ti aiuta anche nello sport perché porta a una maturazione più veloce e a una capacità di superare problemi d qualsiasi natura, che siano nello studio o nell’allenamento, maggiormente sviluppata. 

Sara Curtis, primo oro individuale senior della carriera. Sui 50m dorso, con record del mondo, agli Europei 2026 ©FIN
Sara Curtis, primo oro individuale senior della carriera. Sui 50m dorso, con record del mondo, agli Europei 2026 ©FIN


Il legame con l’Italia e i suoi affetti rimane solidissimo per Curtis. Tra i tantissimi messaggi di congratulazioni ricevuti dopo il fresco record del mondo, uno dei più toccanti è arrivato via social dal fidanzato Andrea al quale è legata da qualche anno. Su Instagram, Andrea, nuotatore anche lui e specialista nel delfino e più grande di Sara di un anno, le ha dedicato parole piene d’amore, ricordando i tanti sacrifici, il coraggio e le rinunce condivise nel tempo, che hanno portato Sara a toccare il tetto del mondo. Ricordando soprattutto che oggi si vedono tempi e medaglie, e tutti la celebrano, ma dietro c’è un lavoro infinito, un percorso a ostacoli da superare, e ci sono anche scelte coraggiose, magari vincenti.

Finora, ci ripetiamo, Sara non ne ha sbagliata una. Anche con Maggiora non è cambiato nulla. Il suo “allenatore” storico avrebbe in realtà rimandato volentieri il viaggio in America post Giochi di Los Angels 2028, ma il suo rapporto con Sara è talmente forte, che ha accettato di buon grado persino una scelta poco condivisa. Da aprile di fatto Curtis si è allenata quasi solo con lui. Come dire, ogni volta che rientra in Italia, Sara ha a disposizione l’allenatore di sempre, di fiducia, quello che la conosce meglio. E nel mirino ci sarebbe anche l’idea di allargare il campo gare individuali (50&100sl, 50 dorso, per ora), ai 100 dorso. Qualche allenamento è già stato effettuato, con discreti riscontri. Vedremo più avanti.

Nella velocità a stile libero è l’atleta che l’Italia aspettava da… 100 anni, ricordando che il primo Europeo di nuoto si disputò a Bologna nel 1927. Le italiane in grado di stabilire primati del mondo nel nuoto in corsia si contano sulle dita di una mano: Novella Calligaris, Federica Pellegrini, Benedetta Pilato. Ora Sara Curtis. Tra queste, però, solo Pellegrini, prima della cuneese, ne ha centrato più di uno (11, tra vasca lunga e corta) ed è stata capace anche di stabilirne due in due giorni. Niente paragoni, non hanno senso e comunque Curtis e Pellegrini fanno (o facevano) gare diverse. Ma certo il dato già di per sé dice moltissimo di quello che ci attende! 

Sara Curtis prima italiana medaglia sui 100m stile libero in una grande manifestazione senior ©FIN
Sara Curtis prima italiana medaglia sui 100m stile libero in una grande manifestazione senior ©FIN

3 pensiero su “Sara Curtis, la forza delle idee. Vincenti.”
  1. Solo un appunto, a livello giovanile non è esplosa come la Mao a 14 anni ma andava già forte. Ai Criteria ha sempre ottenuto grandi risultati considerando anche che, essendo una 2006, in categoria ragazzi ha dovuto fare i conti con il covid.

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