Kilde con Head: questa volta il binomio non ha funzionato ©GettyImagesKilde con Head: quella volta il binomio non ha funzionato ©GettyImages

Proseguiamo il nostro viaggio nel meraviglioso mondo dei materiali all’interno dello sci alpino, per capire l’importanza che ricoprono oggi, magari anche il confronto con il passato, e che cosa fa veramente la differenza.

Ci affidiamo ancora ad Alberto Schieppati, talent RAI, ex gigantista azzurro con un podio in Coppa del Mondo, e direttore tecnico dell’Equipe Crammont Mont Blanc; e Franscesca Marsaglia, oggi commentatrice tecnica e inviata per Eurosport/Discovery+/HBO Max, 227 gare da atleta nel circuito maggiore con 1 podio, dal 2008 al 2022. 

Chiudiamo il discorso già aperto proprio con Schieppati: «Adesso che in tutto c’è più attenzione ai dettagli, tra preparazione, alimentazione, aspetto mentale, l’allenamento, ecc. ecc., insomma, hai tanti più dati. Ecco, allora è logico che ci sia più attenzione anche al materiale. Che oggi è quasi predisposto a seguire di più l’azione dell’atleta. Per me c’è molta più attenzione, meno differenza in assoluto, e quindi con il materiale puoi fare grandi salti in avanti. Poi ricordiamoci che lo sci è fatto principalmente di legno, e per il gigante e la velocità avere il materiale che va, del legno buono dunque, cambia tanto. Noi possiamo parlare quanto vogliamo di set-up, tuning, lamine, delta, chissà che cosa sugli scarponi, ma poi se c’è il legno non buono, lo sci quando è messo sotto stress, non tiene. Quando hai il legno buono invece tiene, scorre. Delle volte il tutto sembra così complesso, e poi invece ritorniamo alla base. Per chiudere: prima cercavi magari di colmare le carenze eventuali del materiale, con la tecnica. Oggi vedo un approccio un po’ diverso, magari cerchi di colmare le tue carenze con il materiale». 

Il ritorno ad Atomic ha lanciato Kilde verso traguardi immensi ©GettyImages
Il ritorno ad Atomic ha lanciato Kilde verso traguardi immensi ©GettyImages

Ecco invece l’aggiunta di Marsaglia: «Sono estremamente d’accordo con Alberto quando dice che Head ti dà certezze, anche perché hai tantissime opzioni di set-up, di modelli. E quindi ovviamente in uno sport tecnico individuale, con tantissime caratteristiche diverse, in primis la struttura fisica di una donna o di uomo, la potenza l’altezza, tutte queste situazioni qui, puoi trovare quello che si adatta meglio a te. Ora quando c’è qualcosa che non va, si cerca di sistemare maggiormente il set-up o comunque si parla più di quello, che non dell’aspetto tecnico. E forse per gli atleti più giovani non è la situazione ideale»

Sul passaggio di Lara Colturi da Blizzard a Head: «E’ stato ovviamente un cambiamento voluto anche in vista dei nuovi progetti legati alla velocità. Con il materiale precedente avrebbe dovuto creare e testare lei. Con Head hai talmente tante certezze che provi ad andare sul sicuro, senza dimenticare l’esperienza dello skiman a disposizione, Vianello. Sono curiosa invece di vedere come si adatterà Alice Robinson, perché secondo me aveva trovato una quadratura molto buona, forte, con Salomon. Magari si era impuntata pensando che in alcune condizioni il “vecchio” materiale non funzionasse al meglio».

Alice Robinson, seconda nella Coppa di superG 2025-2026 dietro Sofia Goggia
Alice Robinson, seconda nella Coppa di superG 2025-2026 dietro Sofia Goggia ©Head

Ancora Francesca: «Ci sono anche, va detto, determinate sciate che magari non si adattano perfettamente a un materiale pur super performante come Head. Pensiamo a un Kilde, per esempio, che è passato a Head quando ancora c’erano Svindal e Jansrud in attività con quella stessa marca, ma ha fatto fatica. E’ tornato ad Atomic e ha iniziato di nuovo a vincere. Lo stesso Werner Heel, terzo nella classifica di discesa nella stagione 2009-2010 (e quarto in superG ai Giochi di Vancouver 2010, NdR), passa a Head da Rossignol e anche lui fa fatica ad adattarsi (tant’è vero che poi sceglierà Atomic per tutto l’ultimo percorso di carriera, NdR). Ci sono determinate tecniche che magari non vanno molto a braccetto con quello che è Head. C’è da dire in ogni caso che oggi hai talmente tante possibilità e tanti set-up differenti, che qualcosa comunque trovi di adatto a te rispetto anche solo a 10-15 anni fa».

Werner Heel: prima Rossignol, poi Head, infine Atomic ©GettyImages
Werner Heel: prima Rossignol, poi Head, infine Atomic ©GettyImages

LA NOSTRA INCHIESTA SUI MATERIALI

PRIMA PUNTATA – L’importanza dei materiali e atleti-immagine.

SECONDA PUNTATA- I cambi di materiale nella storia

TERZA PUNTATA – Come mai così tanti atleti top a Head?

QUARTA PUNTATA – Le parole di Lara Colturi, da Blizzard a Head

Werner Heel con Rossignol ©GettyImages
Werner Heel con Rossignol ©GettyImages

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