Nella primavera-estate più bollente che lo sci mercato ricordi, almeno di recente, forse il colpo più grande, se letto in prospettiva futura, è quello che ha portato Lara Colturi da Blizzard a Head, per altro annunciato da mesi, come avevamo scritto più e più volte. Per Top Ski News la piemontese battente bandiera albanese racconta i motivi della scelta, conferma tra le righe che vi erano anche altri marchi interessati a lei (l’abbiamo scritto, nei dettagli), e soprattutto guarda al futuro con enorme fiducia, dopo un quadriennio di esperienza in Coppa del Mondo. Peccato che… non abbia ancora compiuto 20 anni: lo farà il prossimo 15 novembre, esattamene come… Sofia Goggia! Qualche estratto dall’intervista. Sul cambio Blizzard-Head: «Ho avuto l’occasione di provare altre attrezzature, perché c’era interesse da parte di nuovi marchi. Penso che fosse abbastanza normale: stavamo arrivando alla fine di un ciclo olimpico di quattro anni e, da parte mia, avevo già disputato quattro stagioni in Coppa del Mondo. Ho avuto subito ottime sensazioni, sia con l’attrezzatura che con il team Head. È un marchio che ha dimostrato di essere tra i migliori. Tutti i pezzi del puzzle sono andati al loro posto e abbiamo deciso di provarci». Lara Colturi, 19 anni, 7 podi in Coppa del Mondo. E poi ancora: «Per scegliere e sviluppare l’attrezzatura, è necessario lavorare in stretta collaborazione con i tecnici. Da parte mia, continuerò ad essere affiancata dal mio skiman delle ultime tre stagioni, Andrea Vianello. Fin dall’inizio c’è stata un’ottima dinamica con tutto il team Head. Ciò che ha davvero contato è stata la sensazione durante i test, le prestazioni dell’attrezzatura, ma anche l’immensa esperienza di Head nello sci di alto livello. Ho iniziato i test dopo le finali di Coppa del Mondo in Norvegia. Ci sono stati molti aspetti positivi, soprattutto a livello di sensazioni e di sciata. Naturalmente, l’obiettivo è sempre quello di migliorare, e sono convinta di poter continuare a farlo con Head». Infine, sul futuro: «Come sempre, il mio obiettivo rimane innanzitutto quello di divertirmi e continuare a migliorare. I risultati sono una conseguenza di tutto questo. Non mi metto sotto pressione, soprattutto perché so di avere solo 19 anni». Navigazione articoli Della Mea, ancora problemi alla schiena: «Ma sogno già… Alpes 2030» Cannaferina: «Cerco basi solide. Il percorso è più importante dei risultati»