L’idea della FIS, non ancora realtà comunque, fa discutere, com’è normale che sia. Non si tratta di rendere i Mondiali di sci annuali, perché di fatto non è così, ma di… riempire un vuoto nel calendario quadriennale, cioè quella stagione priva dei cosiddetti “grandi eventi”. E dunque la Federazione internazionale Sci&Snowboard sta pensando proprio di colmare questo vuoto (eventuale) inserendo un altro Mondiale di sci nell’anno pari non olimpico. In questo Mondo ogni singola stagione avrà il suo bel evento globale, a febbraio! Giusto, sbagliato? L’amarcord ci può stare nell’era dei social e del marketing prima di tutto, ma altri sport lo fanno da sempre, ciclismo, biathlon, canottaggio, canoa. Non vogliamo dire che sia per forza corretto, ma che è quasi… inevitabile. In ogni caso, abbiamo sentito il parere di un grande campione come Giorgio Rocca, valtellinese, classe ’75, 11 vittorie in Coppa del Mondo, tre medaglie iridate, una coppa di specialità in slalom nella stagione 2005-2006: «Può essere l’inizio di un nuovo corso, di un cambiamento – esordisce Rocca -. Tutto gira intorno al grande evento, se funziona quello siamo già a buon punto. Il pubblico si può abituare in fretta. I Mondiali poi sono un evento sempre particolare, bisogna tenere conto di tante situazioni diverse: per esempio, durante i Mondiali uomini e donne sono tutti concentrati nella stessa località di solito, gli spostamenti sono ridotti al minimo e insomma le squadre si ritrovano 15 giorni senza muoversi. Non è poco, fa risparmiare anche le varie Nazioni, invece di 15 giorni abbondanti di Coppa del Mondo in giro magari per il mondo. Il Mondiale intrattiene di più». Saalbach 2025, Team Parallel. Oro azzurro con, da sinistra: Della Vite, Collomb, Della Mea, Vinatzer ©Pentaphoto L’aspetto economico regna sempre sovrano: «Lavoro tanto in Svizzera e la Svizzera in questo momento sta incentivando gli Sci Club a ottimizzare gli spostamenti. Per dire: usate un autobus solo, più grande, invece che andare in giro con 10 furgoni. Gli aspetti legati al green e alla sostenibilità qua sono molto considerati». Esiste il rischio di svalutare un po’ la manifestazione in sé, cosa per altro già avvenuta con l’inserimento del Mondiale ogni due anni, a partire proprio da Crans Montana 1987: «Il rischio c’è, esiste, è concreto. Immagino che l’intento sia riempire totalmente il quadriennio e facilitare in qualche modo la ricerca degli sponsor ed è più facile attirarli con un grande evento come il Mondiale. Tutto sommato, non sarebbe male». E la Coppa del Mondo? «Lo sci e la Coppa del Mondo devono essere svecchiati. Qualcuno mi dice che lo sci in in TV è noioso. Sicuramente un bravo telecronista magari aiuta, ma non può essere tutto lì. La visibilità per l’atleta è minima e gli intrattenimenti pochi. Guardate la F1, con 50 telecamere, particolari ovunque, non sfugge nulla dell’azione. Con il Mondiale ogni anno può essere che anche la Coppa perda un minimo di importanza, ma in realtà è tutto relativo: il grande evento è a febbraio, e le super classiche del circuito, soprattutto quelle maschili, ma non solo (pensiamo a Cortina tra le donne, NdR) sono a gennaio. Quindi va bene lo stesso. Badia, Campiglio, Wengen, Kitz, Adelboden… quelle tappe rimangono, non le tocca nessuno. Ergo, l’opinione personale è più pro ,che contro. Rimane comunque una bella opportunità. Qualcosa di diverso per questo sci va fatto. Non basta certo il Mondiale annuale, ma intanto partiamo!». Rocca, Tomba e Razzoli alla presentazione dello slalom di Madonna di Campiglio ©Pentaphoto Navigazione articoli A Gosau lavori da completare per l’arrivo della Coppa del Mondo L’Uruguay si prepara a entrare nella storia… dello sci!
Tutto ruota tutto intorno al denaro. E’ comprensibile. Ogni Sport ha il proprio limite di efficacia. Lo Sci lo ha già raggiunto oppure no? Al business l’ardua sentenza. Rispondi