Prendiamo atto delle nuove decisioni della FIS, la Federazione internazionale Sci&Snowboard, attese, anticipate, confermate, non ancora completamente regolamentate. Trovate tutto a questo link o almeno quanto è stato deciso fino a ora. Resta solo da capire se la nuova calendarizzazione dei Mondiali di sci alpino (in questo contesto, quelli ci interessano) sarà operativa già dal 2028 (se ne parlerà a breve) oppure “solo” dal 2032. Ricordando che i Mondiali nascono nel 1931, restano a cadenza annuale fino a Zakopane 1938, e rinascono poi, dopo la cancellazione dell’edizione di Cortina 1941, al termine della Seconda Guerra Mondiale. Qui la vicenda si fa più complicata, perché la rassegna iridata di per sé sarebbe quadriennale negli anni pari (1950-1954-1958-1962-1966 ecc ecc, fino al 1982), ma i Giochi Olimpici invernali dal 1948 al 1980 valgono in realtà anche come Mondiali. E quindi di fatto assistiamo a una competizione iridata biennale dal 1948 al 1982 (Schladming). Da Bormio 1985, con l’intento di avere una nuova cadenza biennale per i Mondiali di sci negli anni dispari, e i Giochi che non valgono più come rassegna iridata, si rimescolano le carte. Ed ecco che da Crans Montana 1987 (rassegna dove tra l’altro fa il suo esordio assoluto il superG) i Mondiali rimangono biennali fino all’ultima edizione disputata, quella di Saalbach-Hinterglemm 2025. Ora vedremo quello che accadrà, come detto: se si tornerà già negli anni pari dal 2028 e o se la nuova “calendarizzazione” inizierà nel 2032, post Giochi 2030. Fatta questa doverosa premessa, veniamo alla notizia di per sé, che era annunciata ed è stata confermata. Il “gigantismo” delle grandi manifestazioni sportive ha colpito anche lo sci alpino, inevitabilmente. Persino in ritardo, se vogliamo. La pallavolo ha da poco cambiato la formula del Mondiale, ora biennale; i Mondiali di atletica e nuoto, gli sport estivi olimpici “per eccellenza”, sono a cadenza biennale ormai da Tokyo 1991 (atletica) e da Fukuoka 2001 (cioè 10 anni dopo, nuoto). Poi ovviamente esistono quegli sport dove il Mondiale è annuale da sempre , vedi scherma, ciclismo, canoa&canottaggio. Da una parte è questione di abitudine, ci si abituerà anche a questa nuova formula. Dall’altra, chiaramente, i motivi che hanno portato a questa scelta non sono prettamente sportivi. Ma il punto è: tra le tante novità, se non rivoluzioni, di cui necessiterebbe lo sci alpino (e a seguire la Coppa del Mondo), questa è (era) certamente la meno importante e soprattutto la meno urgente. Moreno Argentin in maglia iridata vince in maniera incredibile la Liegi-Bastogne-Liegi 1987, beffando Roche e Criquelion proprio sul traguardo Chiaro, la prima reazione istintiva è negativa da parte degli appassionati, degli atleti e degli addetti ai lavori. Negli sport invernali da sempre la Coppa del Mondo ha un valore (tecnico) altissimo, perché va a premiare i più bravi in un arco di tempo ampio, dove le vittorie degli outsider diventano episodi: la classifica generale e quelle di specialità sono sempre state conquistate da grandi campioni, mai da carenadi, dal 1967 a oggi. La gara “secca” è soggetta alle mille variabili di uno sport outdoor, e infatti spesso è stata vinta da sconosciuti o atleti poco noti, il che può comunque avere un suo fascino. Ma appunto a volte la “competizione di un giorno” è meno veritiera rispetto a un circuito a punti che si snoda su piste, pendii, continenti, nevi, specialità, condizioni e avversari diversi. Il pubblico dello sci alpino sa benissimo come vanno le cose, in questo senso. In tale contesto, certo, l’idea migliore sarebbe… avere una sola rassegna iridata a quadriennio, ma nel 2026 questa rimane soltanto una visione romantica, del tipo “quanto erano belle le partite di calcio della serie A alle ore 15 e i primi gol visti solo a 90° minuto a partire dalle 18.10”. Personalmente appartengo proprio a quella generazione, cresciuta così, per cui figuratevi. Ma nel frattempo il mondo (e lo sport) è cambiato. Tanto. Non necessariamente in meglio, ma le piattaforme di fruizione ora sono molte, frazionate, diverse, e l’aspetto economico-mediatico ha la preminenza su tutto. Non vale mica solo per lo sci. Le recenti proteste per il Mondiale di calcio 2026 troppo lungo e con un numero eccessivamente elevato di squadre, sono ben note. Ma piaccia o no, è così. Ergo, il romanticismo fa sorridere e sospirare, ma lo lasciamo lì, accanto alla porta; il mondo dello sport guarda ormai più in là, ad altri modelli. Ogni quattro anni resistono quasi esclusivamente Mondiali di calcio e Olimpiadi e per fortuna. Ma per quanto ancora? In FIS hanno sicuramente preso atto del valore globale degli ultimi eventi assoluti di sci alpino, cioè quelli tenutisi nel 2023, nel 2025 e nel 2026. E febbraio è un mese perfetto per lo spettacolo “top”. Ma, attenzione, bisogna anche rendersi conto che un discorso è disputare i Mondiali di sci alpino a Courchevel-Meribel (cioè immersi nel comprensorio sciistico più grande del mondo, Les Trois Vallées, 600 km di piste!, in Francia), a Saalbach-Hinterglemm (in Austria, la nazione più potente e vincente di questo sport) o i Giochi a Bormio/Cortina (Italia, non servono presentazioni per la bellezza del nostro Paese), cioè in ambienti naturali per lo sci alpino, con esperienza, tradizione, unicità, calore del pubblico, competenza, cibo perché no, organizzazione collaudata, piste difficili, atmosfera, paesaggio, contorno, eventi collaterali ecc. ecc.. Un conto è andare, per esempio, nel nulla cosmico delle montagne sventrate nello loro altezza, a centinaia di chilometri da Beijing, come accaduto per le Olimpiadi del 2022… Ma, e qui veniamo al dunque, la Cina è anche uno dei nuovi enormi mercati mondiali in grande espansione, in ogni settore, così come l’India. Ci sono anche Vietnam, Indonesia, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Messico e Brasile. Or dunque le domande da porsi sarebbero altre, a nostro avviso: Come si può migliorare la sicurezza degli atleti, in gara e soprattutto in allenamento Come si può fare per suscitare interesse nello sci in questi mercati emergenti citati, ammesso sia possibile? Come svecchiare un prodotto, la Coppa del Mondo, splendido per carità, seconda “nata” dopo la FIFA World Cup di calcio, ricordiamolo, nell’estate del 1966, ma statico e uguale a sé stesso, anche nelle regole, da tanti, troppi anni (esempi a caso: ha ancora senso la classifica generale? La risposta può anche essere sì, ma parliamone… Il sistema di punteggio è uguale dal 1991-1992 o al massimo dal 1992-1993, con qualche modifica. Non sarebbe ora di cambiarlo?) Come rimediare ai problemi legati al cambiamento climatico, che certo non interessa solo la FIS e non sono colpa della FIS, ma vanno a impattare fortemente sulle discipline di area FIS? Quale sarà il futuro di questo sport, lo sci alpino, se ci sarà un futuro, in base anche al cambiamento climatico? Come ovviare alla problematica relativa alla prematura chiusura o scomparsa dei ghiacciai, che rendono ormai praticamente impossibile allenarsi d’estate in Europa per gli atleti dello sci alpino? Come attrarre nuovi sponsor e visibilità per questo sport? Come sfruttare le nuove piattaforme mediatiche per suscitare interesse nello sci alpino tra i giovani, ricordando, giusto per fare un esempio, la serie TV di successo su Netflix, “Formula 1: Drive to Survive”, che ha fatto esplodere la popolarità della Formula 1 negli Stati Uniti, un mercato clamoroso? Servirebbero nuove idee per dare maggior visibilità ai campioni più acclamati e noti. E’ arrivato il momento di ripensare a un nuovo calendario? Come si può sfruttare, nel caso, l’altro emisfero, leggi l’inverno in Sudamerica o in Australia/Nuova Zelanda? Perché non compiere intanto un’indagine di mercato e poi agire di conseguenza? Sono solo alcuni spunti. Lo sport di per sé (sci alpino) non se la passa affatto male se ne facciamo una questione di fruizione mediatica, visto che le possibilità di vedere e rivedere i gesti dei migliori atleti sono oggi infinite, dalla TV ai social, dalle piattaforme ai siti specializzati ecc. ecc.. Ma, e torniamo all’incipit, in questo momento i problemi e le questioni più impellenti che dovrebbero essere sul tavolo della FIS e del nuovo presidente Alexander Ospelt sono ben altri che non la trasformazione di una manifestazione biennale, come il Mondiale, in una annuale (in realtà non sarà nemmeno così, in quanto i Mondiali di sci nel quadriennio olimpico diventeranno adesso tre, mentre nella stagione dei Giochi non verranno disputati). Dite la vostra: potete commentare direttamente sotto questo articolo, basta andare più in basso e lasciare il proprio pensiero, è gratis e non è necessario nemmeno registrarsi. Grazie. Navigazione articoli Ufficiale: Campionati Mondiali di sci ogni anno! Mancano 50 giorni a Sölden!
Bravissimo, anche se qualcosa è stato fatto. Leggi qui, scritto a marzo: https://sporttales.it/markus-waldner-meno-infortuni-tra-i-maschi-e-in-futuro/ Ma sei tu Augusto? Ci siamo conosciuti. Che piacere enorme! Tra l’altro vorrei sentirti, poi ti spiego perché… Rispondi
Accetto tutto il tuo discorso, ma sono contrario al 100% alla modifica proposta. Prima o poi (spero prima, ma temo poi, ed io credo non mi godrò il momento) ci si renderà conto che il gigantismo sportivo è una iattura: tecnica, di prestigio, organizzativa (un conto è vincere 3 volte i mondiali, ma in 6 anni, un altro in 3), e prima o poi lo sarà anche economica Rispondi
Ci sarebbe uno squilibrio di palmares tra gli atleti del passato (ma anche solo Goggia e Brignone che sono agli sgoccioli) e le nuove generazioni privilegiando queste ultime con il doppio delle opportunità di accaparrarsi una medaglia. Secondo me non è giusto, altera il confronto tra gli atleti e non di poco Rispondi
Vero, ma c’è comunque: oggi hai più gare, materiali diversi, più specialità ecc. ecc. E’ vero quello che dici, ma non è una questione che interessa molto ai responsabili FIS… Rispondi
Articolo strepitoso. Di estrema chiarezza. Veramente ben fatto. Tutta la questione, per lo Sci come per lo Sport tutto è ormai una sol: ricerca di mercati. Se questo è il filo conduttore, tutto può succedere. Nel bene ma soprattutto nel male. Ulisse si ferma di fronte alle Colonne d’Ercole? No. L’Uomo Europeo non si arresta. L’evoluzione di tutto ciò potrebbe anche essere catastrofica, per lo Sport. Lo Sci non è escluso. Il Mondiale ogni anno nello Sci? La risposta giusta la darebbe il Fantozzi della Corazzata Kotiemki. La conosciamo bene tutti. Rispondi
Difficile darti torto, caro Fabio. Purtroppo è così e credo non ci fermeremo mai. Fino a quando… non si imploderà completamente! 😉 Rispondi
Sarebbe un vero peccato. Non oso immaginare quando si dovesse, ci si arriverà, cominciare a parlare di AI con tutto il connesso e l’annesso. Atro che pelle d’oca. Un grande saluto Rispondi
Come al solito articolo perfetto, poco o niente da aggiungere. Se non che io adoro(av)o la stagione senza eventi e l’ho sempre pensata al contrario: l’eccesso di mondiali fa sì che il valore di una medaglia già ora è medio/medio-bassa. E sarà ancora un po’ peggio. 😥 mi ero tipo dimenticato della Flury recentemente. Ultima considerazione: il cambio è talmente marginale e ridicolo se si pensa che alla fine ogni 4 anni c’è solo un anno che cambia Rispondi
E’ vero. Attenzione: non è stato ancora approvato dal consiglio FIS. E’ solo una proposta, per ora. Se ne riparla a ottobre. Rispondi
Di per sè non ci vedo nulla di male. In altri sport si alternano mondiali con europei (nuoto, atletica per esempio) proprio per avere un evento da medaglia all’anno (peraltro nuoto e atletica ne hanno due all’anno visto che ci sono anche le competizioni in vasca corta e indoor). Mi preoccupa molto di più la mancanza di sicurezza negli allenamenti e lo sfruttamento fuori da ogni logica dei ghiaccia estivi. Rispondi
Brava i punti sono questi più altri. Ti dirò anche: a un primo giro rapido di consulto, gli atleti sono d’accordo con la FIS… Ma fra poco ne parlerò sul sito. Grazie! Rispondi