Mondiali di sci alpino a Portillo, nel 1966

E siamo giunti all’ottava puntata del nostro viaggio a tappe per raccontare la “genesi” di un trofeo unico e bellissimo, ancora oggi: la Coppa del Mondo di sci alpino. Ci siamo lasciati con le idee appena abbozzate da Serge Lange e un incontro importantissimo a Kitzbühel nel gennaio del 1966. Ecco, la svolta è veramente vicina.

Perché arrivi dobbiamo approdare in… Cile, Paese che nel 1966 è attraversato da forti tensioni politiche. Salvador Allende deve però ancora essere eletto a capo del Governo e il ‘golpe’ che porterà poi il potere nelle mani di Augusto Pinochet rimane lontano, sullo sfondo.

Proprio nell’estate di quell’anno i Mondiali di sci alpino, nati come detto nel 1931 a Mürren, in Svizzera, approdano per la prima volta nell’emisfero australe, sulle Ande, a Portillo, nella regione Valparaiso, ancora oggi meta delle squadre di Coppa del Mondo per gli allenamenti estivi. Oltre 50 anni fa la storia è diversa: la rassegna iridata non è, o meglio non è ancora, la kermesse di due settimane abbondanti che conosciamo oggi; le gare (gigante, slalom, discesa, combinata, sia al maschile che al femminile) si disputano in nove giornate, prima del Ferragosto ’66. E a Portillo, dove esiste un solo albergo a due passi dalle piste, un po’ come a Lake Louise, ma in…. sedicesimo, accade di tutto dal 5 al 14 agosto, dopo una candidatura inizialmente osteggiata dai Paesi alpini, che non volevano tale rassegna in piena estate nell’emisfero nord. Ma il meeting FIS di Atene, tre anni prima, aveva poi prodotto quel risultato grazie soprattutto all’opera di convincimento di Sergio Navarete, delegato FIS cileno che in futuro verrà persino osteggiato dal suo Paese. 

Si parte e il Mondiale inizia con una rissa fra austriaci e francesi, a causa di una visita non gradita di Schranz al deposito sci dei transalpini, che poi saranno in grado di conquistare 7 ori su 8 e 16 medaglie complessive su 24 nella rassegna iridata! L’evento si rivela in ogni caso un successo clamoroso sotto ogni profilo e termina con una meno cruenta, ma altrettanto agitata, battaglia a «torte in faccia» nel corso della gran festa finale. Un gioco, movimentato dalla mano troppo pesante di qualcuno, che approfitta dell’occasione per esibirsi in colpi di karate, ma che finisce per divertire un po’ tutti, fatta eccezione per i poliziotti cileni che, come già avvenuto “nel match d’apertura”, anche questa volta traggono in arresto un francese! Per rilasciarlo poco dopo. 

Périllat, Senoner, Jauffret, il podio iridato dello slalom mondiale a Portillo 1966
Périllat, Senoner, Jauffret, il podio iridato dello slalom mondiale a Portillo 1966 ©Pentaphoto

Mentre tutto questo e molto altro si verifica durante le giornate di gara, in Cile si compiono i giorni della Coppa del Mondo. Nel bar dell’unico albergo esistente, per un istante lontano dalle competizioni che magari si stanno svolgendo anche in contemporanea, spesso facendo le ore piccole, si ritrovano a discutere a lungo quattro protagonisti di questa storia, anche se lo stesso Demetz da noi interpellato non giurerebbe sulla presenza dell’ultimo che nomineremo: sono Serge Lang, ovviamente, ex sciatore; Bob Beatty, direttore tecnico americano e anche il più scettico di tutti perché secondo lui il presidente FIS, lo svizzero Hodler, non avrebbe mai accettato un circuito a punti, nello sci (la storia dirà altro, per fortuna); Sepp Sulzberger, gran capo dello sci alpino austriaco e Honoré Bonnet, responsabile della squadra francese «che però – aggiunge Erich Demetz – non parla né inglese, né tedesco, per cui non penso fosse coinvolto più di tanto…». 

Ancora Serge Lang nei suoi scritti: “Sebbene Hodler fosse da tempo entusiasta di un progetto del genere, a Portillo nulla era certo. Anche dopo lunghe giornate e notti di trattative con i miei tre soci e con il progetto finalmente pronto, Bob Beattie dubitava che avremmo ottenuto l’approvazione della FIS. Per una settimana, Beattie elencò le possibili obiezioni, nonostante fosse uno dei più grandi sostenitori dell’idea della Coppa del Mondo. Una sera si alzò dal tavolo, indicò un foglio su cui avevamo annotato i vari punti del nostro accordo — le date del primo calendario, le regole, il sistema di punteggio e così via — e disse: «Marc Hodler non accetterà mai questa proposta»”. Fortunatamente si trattava di una grave sottovalutazione di Marc Hodler, della sua sportività, del suo entusiasmo, della sua buona volontà e della sua lungimiranza. Il giorno seguente, verso mezzogiorno, nello stesso bar dove, con l’aiuto di abbondante «Pisco» e caffè, avevamo appena trascorso buona parte delle nostre notti cilene, Marc Hodler studiò la proposta per qualche minuto, poi chiese semplicemente: «A che ora volete che mi presenti nella sala stampa per annunciare la creazione di questa Coppa del Mondo?». (8 – continua)

Il libro di Serge Lang del 1986, Ski Racing. Unico nel suo genere

PRIMA PUNTATA – Genesi

SECONDA PUNTATA – Urge una svolta

TERZA PUNTATA – I concorsi alpini.

QUARTA PUNTATA – L’importanza dei Media.

QUINTA PUNTATA – Entra in gioco il Tour de France.

SESTA PUNTATA – L’intuito di Serge Lang.

SETTIMA PUNTATA – Punto e a capo.

2 pensiero su “Coppa del Mondo – Storia – Dal Cile arriva il… via libera!”
  1. Molto interessante e documentata queste storia della nascita della Coppa del Mondo di sci. Sui giornali la notizia apparve il 12 agosto 1966, compreso un calendario di massima. Da quanto risulta la scelta dei concorsi e delle relative gare della prima Coppa fu fatta da Bonnet (FRA), Little (rappresentante USA nella FIS), Sulzberger (AUT), Lang e Clare del giornale l’Equipe. Marc Hodler (SVI), presidente della FIS fu nominato alla presidenza della neonata Coppa del Mondo, il cui consiglio era composto da Conci (ITA), Faure (FRA), Little (USA) e Martel (FRA). Non mi risulta tuttavia (ma potrei sbagliare) che la prima Coppa fosse stata «ufficialmente» riconosciuta dalla FIS (sebbene Hodler ne fosse il presidente) ma credo più per ragioni «burocratiche», mancando appena tre mesi all’inizio della stagione e probabilmente mancando il tempo per ufficializzare con un atto formale.

    1. No, hai assolutamente ragione. Venne riconosciuta solo l’estate successiva a Beirut. Ne parleremo nelle prossime puntate. Se riesco poi farò anche una storia per ogni singola stagione di Coppa, a partire proprio dal 1966-1967. Ce n’è di materiale…

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