E siamo giunti al settimo capitolo della nostra storia a puntate riguardante la “genesi” della Coppa del Mondo di sci alpino. C’è quel dialogo, tra il patron de L’Equipe e del Tour de France e Lang, che fa epoca. Così avevamo chiuso la sesta puntata, così la riapriamo, giusto per riprendere il filo del discorso. Il dialogo tra Goddet e Lang è divertente. In realtà trattasi di monologo che ritroviamo nel libro di Lang di cui abbiamo già parlato a lungo. Jaques: “Ciao, Serge. Ascolta, amico mio. Nessuno riesce più a capirci qualcosa tra tutte queste gare di sci. Un giorno vince Killy, quello dopo Schranz, Marielle o Tom, Dick o Harry. Per favore, metti un punto e a capo. Una sfida che determini un vincitore finale, un espediente o qualcosa del genere, come il Super Prestige Pernod. Risolvi la questione con Albert de Wetter (altro giornalista dell’Equipe, NdS) e mandami un resoconto prima della fine del Tour de France”. E de Wetter procura il contatto decisivo proprio con il ricco magnate di cui si era parlato nelle puntate precedenti, interessato a spendere 250.000 dollari (dell’epoca!) per apporre il suo logo alla eventuale neonata manifestazione, che in realtà nella mente di de Wetter è una “Challenge” ristretta, e in quella di Serge Lang è la Coppa del Mondo. Nasceranno tutte e due, anche se la prima avrà vita breve. In ogni caso, trattasi del “signor” Evian, per farla breve. Jean-Claude Killy e Nancy Greene, vincitori della prima edizione della Coppa del Mondo generale ©Pentaphoto IDEA VINCENTE E Lang partorisce la sua idea: una dozzina di gare, 25 punti al primo atleta classificato (sarà così nello sci fino al 1991!), 20 per il secondo, 15 per il terzo, fino a un punto per il decimo classificato. Si parte da Hindelang, nell’allora Germania Ovest, per concludere il circuito a Mürren, sede del primo Arlberg-Kandahar (1928) e dei primi Mondiali di sci (1931). E il Challenge effettivamente si tiene, pochi mesi dopo, nella stagione 1965-1966, durando solo un anno e precedendo di fatto la nascita della Coppa stessa. Per la cronaca, vincono Karl Schranz e Marielle Goitschel, i migliori sciatori dell’epoca assieme all’emergente Killy. La denominazione è “Challenge de L’Equipe” e non “Challenge Evian” per via di un banale malinteso che porta a non completare l’iniziale accordo commerciale. 1965-1966. E’ QUASI COPPA DEL MONDO. QUASI Poco male. Una stagione sprecata quella 1965-1966? Non proprio, si rivela in realtà il gran preludio alla Coppa del Mondo assoluta. Anche perché Evian alla fine non si tira indietro: una volta intuito che ben altro sta bollendo in pentola (e non è un semplice “Challenge”, ma un vero circuito mondiale sotto l’egida della F.I.S.), vuole diventarne partner. Non va dimenticato che lo stesso Serge Lang, pochi mesi prima, nel marzo ’65, aveva assistito estasiato a Vail, in Colorado, negli Stati Uniti, al cosiddetto Nations Team Event, competizione a punti dove atleti delle tre migliori nazioni ai Giochi di Innsbruck 1964 nello sci alpino (le uniche andate a medaglia, Austria, Francia, Stati Uniti, clamorosamente esclusa la Svizzera, mentre l’Italia è in crisi da tempo) si erano date battaglia in sfide emozionanti. Lì si convince definitivamente che era arrivato il momento di allargare l’orizzonte un po’ limitato delle gare del “suo” sport tanto amato. Dunque la stagione 1965-’66 è caratterizzata dal citato circuito europeo di sci alpino, ancora non ufficiale, denominato appunto “Challenge de L’Equipe“. Pochi mesi dopo, ecco la svolta: “La storia della Coppa del Mondo – scrive Lang – nasce in una tarda mattinata di gennaio del 1966”, durante il tradizionale trofeo dell’Hahnenkamm a Kitzbühel, mentre si stavano disputando le prove della discesa. Serge si riunisce con lo storico direttore tecnico dell’Equipe de France, Honoré Bonnet, e il capo della squadra americana, Bob Beattie, che da tempo premeva per avere i Campionati Mondiali di sci alpino ogni anno (erano calendarizzati ogni due e guardate cosa sta per succedere, 60 anni dopo… ): «Colpito da un’improvvisa ispirazione – le parole del giornalista – mi voltai verso di loro e dissi: “Quello che faremo è… creare una Coppa del Mondo!”. E parlavo in inglese a beneficio di Beattie». Prende il nome ‘in prestito’ dalla Coppa Rimet, ‘inglesizzata’ appunto in World Cup di calcio (allora veniva chiamata così da tutti, oggi si parla di ‘Mondiale’), che proprio nell’estate del ’66 si sarebbe disputata in Inghilterra; era anche… l’unica Coppa del Mondo disputata all’epoca in qualsivoglia competizione sportiva. Il libro di Serge Lang del 1986, Ski Racing. Unico nel suo genere L’idea c’è, ora bisogna svilupparla e renderla concreta. Ma questo è materiale per l’ottava puntata. Siamo quasi giunti al capolinea. Quasi… (7- continua) PRIMA PUNTATA – Genesi SECONDA PUNTATA – Urge una svolta TERZA PUNTATA – I concorsi alpini. QUARTA PUNTATA – L’importanza dei Media QUINTA PUNTATA – Entra in gioco il Tour de France SESTA PUNTATA – L’intuito di Serge Lang E’ il 23 marzo 1975. Si assegna la Coppa del Mondo maschile a Ortisei, in Val Gardena. Il podio del parallelo. Da sinistra: Tresch, Thöni, Stenmark. Navigazione articoli Alta Badia: la Gran Risa si accenderà di notte per lo slalom! Jasmine Flury e la prossima sfida