Camille Rast, 27 anni, campionessa mondiale juniores di slalom nel 2017 ad Åre e seniores nel 2025 a Saalbach-Hinterglemm ©PentaphotoCamille Rast, 27 anni, campionessa mondiale juniores di slalom nel 2017 ad Åre e seniores nel 2025 a Saalbach-Hinterglemm ©Pentaphoto

Un inizio di stagione può cambiare una carriera. Esageriamo? Forse. Se Sölden ha parlato chiaro sulla favorita d’obbligo per la corsa alla Coppa del Mondo generale 2026/2027, a livello femminile, non bisogna dimenticare il fattore calendario, quello in cui Colturi e soprattutto Rast sperano, almeno inizialmente, per proporre la loro candidatura quali avversarie quanto meno credibili o possibili della tedesca, oltre naturalmente a Shiffrin.

DISCIPLINE TECNICHE

Delle prime 18 gare previste in questa stagione, e cioè fino all’inizio di gennaio 2027, ben 13 sono slalom o giganti. Un bottino clamoroso accumulato in questi mesi, una media punti vicina a quota 60 o oltre, potrebbe lanciare Colturi, che comunque disputerà anche dei superG, e Rast, che in superG si allena, ma non ancora non vi gareggia in Coppa del Mondo, verso traguardi molti alti, anche per via del morale e della carica agonistica che ne conseguirebbe. E se la piemontese battente bandiera albanese è partita alla grande, destando forse l’impressione tecnica migliore sul muro della seconda manche, Rast è uscita dal Rettenbach con un 6° posto, tre posizioni perse nella II manche, chiusa con il 21° tempo parziale.

Pubblicità Race

«Tra me e questa pista non è ancora amore», ha detto al parterre di gara in Tirolo, anche è stata comunque la migliore delle svizzere. Più indietro, infatti, sono terminate le connazionali Wendy Holdener, Simone Wild, Stefanie Grob e Vanessa Kasper. In tutto, cinque delle dieci rossocrociate al via si sono qualificate per la seconda manche, riuscendo così a conquistare punti.

«Mi do un voto scolastico di 4», le parole di Camille. La vallesana non ha nascosto la delusione: «In questo momento sono sicuramente un po’ delusa, soprattutto perché dopo la prima manche ero in corsa per il podio». Il sesto posto resta comunque il suo miglior risultato in carriera sulla pista del Rettenbach, non va dimenticato.

SENZA SCUSE

A complicare la seconda manche ci ha pensato il meteo. Dopo una mattinata di bel tempo, durante la pausa pranzo il cielo si è coperto e la neve ha iniziato a cadere sempre più intensamente, cambiando le condizioni della pista e riducendo la visibilità: «A Sölden serve sempre anche un po’ di fortuna con il tempo», ha spiegato Rast. «Quando non si vede dove vanno i piedi, non è così semplice. Non si sa mai se ci sarà un colpo o meno». La sciatrice svizzera, però, non cerca scuse: «Questo non deve assolutamente essere una scusa. Siamo le migliori al mondo, dobbiamo saper gareggiare anche in queste condizioni».

Il rapporto con il gigante austriaco resta complicata: «Non è mai stata davvero la mia gara preferita e so anche perché», ha commentato sorridendo. «Sölden e io non siamo ancora una storia d’amore». Rast cerca comunque di vedere il lato positivo: «Accetto il risultato così com’è. Se sono tra le prime sei, è sicuramente un passo nella giusta direzione». La vallesana ha anche ammesso di faticare a trovare il ritmo nelle prime gare della stagione e di non vedere l’ora che arrivi il periodo delle competizioni ogni fine settimana.

LAPPONIA

Il prossimo appuntamento del Circo Bianco è in programma a Levi, Finlandia, il prossimo 14 novembre , dove torneranno in pista le specialiste dello slalom. La gara in Lapponia ha una particolarità: la vincitrice può diventare madrina di una renna e sceglierne il nome. Un riconoscimento che Rast non ha ancora conquistato. E senza Shiffrin nei paraggi, che di renne ne ha una collezione intera, le chance aumentano: «Sarebbe davvero bello! Anche se devo dire che nemmeno Levi è mai stata davvero la mia gara», ha ammesso la svizzera.

La concorrenza, però, si preannuncia agguerrita, pur senza Mikaela: «Credo che il livello dello slalom sia ancora migliorato quest’anno. Tra le prime sette è davvero molto combattuto e altre stanno arrivando da dietro. A Levi tutto è possibile per tutte». Per Rast sarà quindi un’altra occasione per cercare un risultato di prestigio e, magari, dare finalmente un nome a una renna.

Camille Rast, svizzera, 27 anni, 4 vittorie e 12 podi in Coppa del Mondo ©Pentaphoto
Camille Rast, svizzera, 27 anni, 4 vittorie e 12 podi in Coppa del Mondo ©Pentaphoto
7 pensiero su “Camille Rast, urge un cambio marcia”
  1. Non comprendo però, ma se e’ già una missione impossibile per Shiffrin, come può Rast e o altre ad arginare il ritmo della Aicher?

    1. Tenendo una media di 80 punti a gara nelle discipline tecniche. In realtà non lo può fare, ma ovviamente lei vuol darsi giustamente una speranza. Aicher la Coppa la vince a mani basse, come ho detto anche in TV. Ma siamo solo all’inizio, c’è tempo e spazio per elucubrazioni. Sennò che gusto c’è?

  2. Ma certo, fa bene a porsi un obiettivo ci mancherebbe! Anche come motivazione a fare sempre meglio. Sulla Aicher l’hai sempre detto,vedremo….

  3. Lo dico..per me Rast ha overperformato la scorsa stagione,non voglio dire non sia forte ma secondo me la scorsa stagione ha beccato la classica annata della vita,piuttosto quella che mi preoccupa è Alice,dalle olimpiadi la vedo regredita tanto in Gigante..

    1. Mah, attenzione che lei tra Soelden e Levi non inizia mai bene. Ed è ancora condizionata dalla caduta di Sestriere. Fino al Sestriere, era in una forma clamorosa. In più, scia veramente bene. Solo che non può essere per ora al 100% per via dei problemi di cui ancora soffre. Ma sono sicuro che crescerà eccome cammin facendo. Ha i Mondiali in “casa” (nel “Vallese”…). Io la reputo veramente forte. Ma l’ha ampiamente dimostrato. L’hanno scorso ha battuto la Shiffrin più forte di sempre in slalom. Fai te…

      1. Si però te ad esempio la vedi da Coppone?
        Io no,e neanche nel futuro,se le varie Aicher,Colturi e Shiffrin(che fa slalom) stanno bene finisce sempre dietro a queste 3,anzi in una coppa meritocratica,in cui ci sono lo stesso numero di gare per Specialità probabilmente rischia anche da una Pirovano

        1. Con questa Aicher è difficile per tutti. Ma lei ci deve comunque credere, perché ci sono tante gare tecniche all’inizio. E se ne vinci parecchie e ti gasi, tutto può succedere….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *