Loic Meillard e Marco Odermatt, rispettivamente secondo e terzo nel gigante di Sölden. Riusciranno a mettere in dubbio la leadership di Braathen? Photo: Marco Trovati/Pentaphoto.Loic Meillard e Marco Odermatt, rispettivamente secondo e terzo nel gigante di Sölden. Riusciranno a mettere in dubbio la leadership di Braathen? Photo: Marco Trovati/Pentaphoto.

Sarà sicuramente una provocazione la domanda del titolo, ma che l’inversione di tendenza nei risultati tra Marco Odermatt e Lucas Pinheiro Braathen possa dare nuova linfa al gigante maschile non siamo noi a dirlo.

Chi si è espresso per primo in questo senso è stato Walter Reusser, co-CEO di Swiss Ski, che dopo la gara di Sölden ha rilasciato alcune dichiarazioni piuttosto sorprendenti riportate da diversi media svizzeri: «La vittoria di Braathen è in realtà un’ottima notizia per noi», le sue parole, che vanno assolutamente in controtendenza rispetto ai risultati dei suoi. Il motivo, come spiegato dallo stesso Reusser, è piuttosto semplice: «Negli ultimi anni, Odermatt si è trovato quasi esclusivamente nel ruolo di preda. Ma ora possiamo dare la caccia a Pinheiro. Questo dà nuova motivazione alla nostra squadra. Sono sicuro che troveremo un modo per decifrare Braathen».

Quindi, tutto sta nell’inversione del ruolo tra lo svizzero e il brasiliano. Per la prima volta dopo molti anni, complice anche l’infortunio prima del ritiro sudamericano, Odermatt non inizia la stagione come favorito in gigante e questo non può fare altro che dare una nuova spinta al 4 volte vincitore di Coppa del Mondo di specialità. A ciò si aggiunge sicuramente la volontà di ribaltare ai Mondiali casalinghi di Crans Montana le delusioni dello scorso anno, in cui Braathen ha ottenuto sia la coppa di specialità, sia l’oro olimpico a Bormio.

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L’ESORDIO

In effetti, già prima dell’opening stagionale “Odi” aveva avvertito che la sua condizione ancora non fosse al massimo, cosa che ha ribadito anche dopo la gara. «sapevo, mentre andavo a Sölden, che non sarei stato in grado di dominare questo slalom gigante come avevo fatto qualche anno fa», ha detto ai microfoni dopo la seconda discesa. Inoltre, ha aggiunto che il suo atteggiamento iniziale è stato fin troppo remissivo: «Nella prima manche ho affrontato il pendio in modo troppo pulito», ha affermato a proposito.

Dall’altro lato, un Odermatt molto più vicino alla sua miglior versione si è visto nella seconda manche, dopo aver capito che scendere come nella prima manche non avrebbe portato ad un buon risultato: «Quando ho guardato alcune discese sull’iPad nella zona di partenza, mi sono reso conto che il livello tra i primi 30 era incredibilmente alto; tutti spingevano al massimo. È stato allora che ho capito che dovevo dare il massimo anch’io, per non scivolare in classifica».

All’ottimo terzo posto si è aggiunto però un meteo avverso, come notato dall’ex sciatore tedesco Felix Neureuther. Dal suo punto di vista, il 29enne avrebbe incontrato vento a sfavore nel piano finale, che probabilmente gli ha fatto perdere la seconda posizione a favore del compagno di nazionale Loic Meillard.

Loic Meillard, 9 vittorie e 37 podi in Coppa del Mondo ©Pentaphoto
Loic Meillard, 9 vittorie e 38 podi in Coppa del Mondo ©Pentaphoto

Il classe ’97, come abbiamo riportato nelle interviste, si è comunque definito soddisfatto del suo weekend e ha per certi versi, con questa affermazione, confermato le parole di Reusser. «Qualche anno fa, a volte vincevo lo slalom gigante semplicemente sciando normalmente. Una prestazione normale non basterà per battere Braathen adesso. Ma con due discese di alto livello, sciando al limite, si può battere», ha obiettato, aprendo scenari molto interessanti per il futuro prossimo.

GLI ALTRI SVIZZERI

Tornando a Reusser, si è esposto anche sulle prestazioni non così positive dei suoi altri atleti. Oltre ad Hächler, alla prima qualificazione in seconda manche in Coppa del Mondo post Beaver Creek 2025 (fu 19°), per Tumler, ventitreesimo, Aerni e Janutin, fuori dai 30, le aspettative non sono state rispettate.

«Il vento è cambiato in modo molto più drastico in questa gara di quanto molti possano immaginare. Ho visto diversi atleti che hanno gestito molto bene i tratti chiave eppure hanno perso molto tempo. Pertanto, analizzare questa competizione è una questione estremamente delicata» ha affermato il dirigente svizzero, trovando quindi l’attenuante del tempo avverso per giustificare le delusioni di giornata.

Lenz Hächler, 23 anni, 12 gare finora disputate in Coppa del Mondo: 19§° nel gigante di Beaver Creek 2025 come unico risultato ©Pentaphoto
Lenz Hächler, 23 anni, 13 gare disputate in Coppa del Mondo: 19° nel gigante di Beaver Creek 2025, 25° a Sölden 2026 come unici risultati, finora. Ha dominato l’ultima Coppa Europa ©Pentaphoto

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