Fermi tutti. Il nome è scontato, ma i ragionamenti, le statistiche, le preferenze, gli argomenti, i ragionamenti, sono comunque sempre molto interessanti. Chi è stata la più grande slalomista della storia? Risposta ovvia dati palmarès, numeri e il fatto che è ancora in attività, dunque può ampliare il suo bottino. Mikaela Shiffrin da Avon, Colorado, Stati Uniti, classe 1995, è indiscutibilmente la numero uno di specialità, di sempre. Eccoli, quei numeri in slalom: 73 vittorie, dicasi 73; 99 podi (sì, a Killington 2026 potrebbe già toccare quota 100 in una singola specialità!); 4 titoli iridati consecutivi (2013-2015-2017-2019); 2 titoli olimpici a distanza di 12 anni l’uno dall’altro (ovviamente, record: 2014-2026); 9 coppe di specialità (primato di sempre in ogni singola disciplina, uomini o donne non fa differenza). Serve altro? No, non serve altro, ma i numeri sono destinati a crescere ancora. A impressione ancor di più sono altri due dati: intanto, la percentuale di vittorie sui podi ottenuti in slalom, 73 su 99, cioè 73,74%. Tradotto: se entra nelle prime tre della specialità in Coppa, vince! E poi quel giorno lì, ve lo ricordate? Il 28 novembre del 2015, quando ad Aspen, sempre in Colorado, stabilì il nuovo primato della specialità per distacchi inflitti alla concorrenza. Aveva 20 anni. Sembrava una marziana. Si impose in slalom rifilando 3″07 alla slovacca Veronika Zuzulová, dopo che a metà gara la precedeva già di 1”38, ma non era comunque l’ultima arrivata; e 3″26 alla svedese Frida Hansdotter, che comunque in carriera ha conquistato una coppa di specialità (2016) e un oro olimpico in slalom (a PyeongChang 2018, con Shiffrin quarta!). Quella fu LA gara di Shiffrin anche se tante altre belle sono arrivate prima e dopo. Batté il primato precedente, 3 secondi tondi tondi, rifilati dalla francese Florence Steurer alla connazionale Annie Famose nello slalom dell’Abetone del 1968. Lo sport si diverte a produrre campioni in serie a ogni generazione, lo sappiamo, ma questi numeri, soprattutto in slalom, saranno veramente difficili da superare. Aspen, 28 novembre 2015, la gara della storia. Da sinistra: Zuzulova, Shiffrin, Hansdotter ©GEPA Ciò detto, altri grandi campionesse non sono mancate nella specialità, anzi. A lungo la detentrice del record di successi in slalom in Coppa del Mondo (34) è stata l’immensa Verena detta “Vreni” Schneider, svizzera del Canton Glarona (una rarità per Swiss Ski), capace di vincere comunque tutto: 34 gare appunto nella specialità, 2 ori olimpici (1988, 1994) e il titolo iridato del 1991 a Saalbach-Hinterglemm, perché quello del 1989, quando dominava in Coppa, glielo soffiò una certa Mateja Svet, grandissima campionessa slovena, dell’allora Jugoslavia, ritiratasi troppo presto (1990). A superare per la prima volta Vreni Schneider e raggiungere quota 35 successi in slalom (all’epoca sembrava un tetto massimo…) fu la stiriana Marlies Schild, austriaca, attuale moglie di Benny Raich, e mamma di tre figli. Il tutto avvenne nel dicembre 2013: il 17 a Courchevel Schild eguagliò Schneider a quota 34 successi, e poi la staccò a Lienz, il 29 dicembre successivo, giusto prima che il tornado Shiffrin, in realtà già iridata in carica, si prendesse la scena. Schild in Coppa ha saputo comunque vincere anche in gigante e combinata e ha sfiorato la “generale” nel 2007. La top 10 femminile per vittorie in slalom in Coppa del Mondo ©FIS E Shiffrin è stata proprio colei che in qualche modo ha impedito, come Maria Riesch a Vancouver 2010, il coronamento di una grande carriera, a cui però è mancato il titolo olimpico. Marlies, infatti, è stata bronzo a Sestriere 2006, dietro Pärson (oro) e Hosp (argento) e seconda alle spalle di Riesch a Vancouver e proprio di una 18enne Shiffrin a (Sochi 2014. Ma attenzione: tre podi consecutivi ai Giochi nella stessa specialità sono un primato assoluto in slalom. E Schild è stata la prima a riuscirci a livello femminile in ogni specialità. Solo alle ultime Olimpiadi italiane l’hanno eguagliata Sofia Goggia in discesa (oro a PyeongChang 2018, argento a Beijing 2022, bronzo a Milano-Cortina 2026) e Federica Brignone in gigante, con il percorso inverso (bronzo a PyeongChang 2018, argento a Beijing 2022, oro a Milano-Cortina 2026). La differenza è che sia Goggia sia Brignone almeno un oro sono riuscite a conquistarlo (due Federica), Schild mai. Peccato. Ma la storia dello slalom è piena di campionesse, un’altra è ancora in attività, Petra Vlhova: 22 successi in Coppa del Mondo, due coppe di specialità, l’oro olimpico senior (2022) e juniores (2012), non l’oro mondiale, che ha però vinto in gigante (2019) e a livello jr in slalom (2014). E poi naturalmente Erika Hess, Janica Kostelic, Anja Pärson, Maria Riesch, Perrine Pelen, Pernilla Wiberg, Hanni Wenzel e tante, tante altre. La top10 femminile per podi in slalom in Coppa del Mondo ©FIS Se guardiamo solo ai podi in Coppa del Mondo, beh attenzione a Wendy Holdener, sesta di sempre con 41. Hess (42), Vlhova (46, ma è tornata…) e Schneider (47) possono essere ancora nel mirino. Schild (56) e ovviamente Shiffrin (99, per ora) sembrano lontane o lontanissime. E l’Italia? Ahinoi qui si fa in fretta. Solo sette atlete azzurre hanno saputo vincere gare di Coppa del Mondo in slalom per l’Italia femminile: Maria Rosa Quario detta “Ninna” (4, record; mamma di Federica Brignone); Claudia Giordani (2), Daniela Zini (2, bronzo iridato a Schladming ’82); Deborah Compagnoni (1), Lara Magoni (1), Paola Magoni (1, oro olimpico a Sarajevo 1984) e Chiara Costazza (1). A quando la prossima? E soprattutto: chi? Deborah Compagnoni: 1 vittoria in slalom in Coppa del Mondo (1996, Semmering), ma anche 1 oro mondiale (1997, Sestriere) e un argento olimpico (1998, Nagano) ©Pentaphoto Navigazione articoli Michelle Gisin e la conferenza stampa di martedì. Sarà ritiro? Francia femminile, dov’è finito lo slalom gigante?
1. Shiffrin; 2. Vlhova; 3. Schild e Schneider 1. Shiffrin per tutti i motivi possibili e impossibili. Se nelle altre specialità si può discutere se il suo tocco sulla neve sia il migliore – e probabilmente in GS non è la prima ed è “solo” tra le cinque migliori di sempre con licenza di eguagliare la sciata delle migliori (esempio paradigmatico ma non esaustivo Brignone, Fenninger e Scheib) – tocco, aderenza massima e taglio sui pali nell’azione sullo stretto è il non plus ultra. 2. Vlhova perché – potrebbe sembrare una mezza provocazione ma non lo è – sarebbe stata la prima di sempre se non avesse corso nella stessa epoca della sua coetanea. Quel quid infinitesimale di più brusco e aggressivo ma con una dinamica non da meno della statunitense. 3. Schild altro tocco magico sulla neve tra i pali stretti pur cedendo il passo alla più grande per perfezione e centralità dell’insieme + Schneider va da sè. – Menzione speciale di una sciatrice di oggi diversa da Shiffrin ma riassuntiva di varie epoche: Rast perché a differenza di una pur magnifica Holdener ha una maggiore centralità rispetto alla pendenza di busto della sua connazionale, con meno aderenza ma con un’azione che quando è al suo meglio, sfrutta una dinamica particolare della leggera elevazione delle code degli sci per incrementare l’efficacia delle transizioni. Rispondi
Aggiungo. La Shiffrin che vinceva con oltre tre secondi non era ancora – per quanto già fenomenale – la migliore Shiffrin di sempre in specialità, perché ancora più “sottile” in attesa di mettere su il fisico per la polivalenza da assalto alla generale. La migliore – ca va sans dire – quella 2025/2026 a 14 centesimi dall’en plein assoluto in stagione. – Italiane, tante bravissime, brave o bravine senza mai arrivare alla sequela wow delle altre tre specialità, che si è concretizzato in questi anni. Rispondi