L’infortunio all’adduttore rimediato lo scorso 30 giugno durante le batterie dei 200 metri rana ai campionati francesi di nuoto; la ricaduta, i dubbi, gli allenamenti meno costanti del solito, le rinunce dolorose a 200 e 400 misti e 200 rana nel suo programma personale agli Europei 2026, tutte specialità in cui è campione olimpico in carica. Poi però scende in acqua nella capitale transalpina e… dimostra a tutti di essere ancora una volta il miglior nuotatore del mondo. Nella prima frazione della staffetta 4x200sl, infatti, in cui la Francia ha conquistato un podio non certo scontato alla vigilia, Leon Marchand ha fatto qualcosa di diverso, a sé stante, un assolo fin dai primi metri, che tra l’altro fa ben sperare in vista del suo debutto sui 400sl: ovvero ha nuotato in 1’43”76, sesta prestazione all-time, un sub 1’44” che dall’oro olimpico di Yannick Agnel a Londra 2012 si è visto solo tre volte, con Popovici agli Europei di Roma 2022 e poi ancora con Hobson e Hwang nel 2025. Fine. E’ un dato impressionante perché le specialità dei 200sl e 400sl in teoria non sarebbero nemmeno le preferite del quadri campione olimpico, che però resta un fenomeno unico nel panorama mondiale e che in vista di Los Angeles 2028 apre a sé stesso prospettive financo surreali. I miglior tempi di sempre sui 200sl maschili ©Swimming Stats La Francia – che si era qualificata settima senza Marchand nelle batterie mattutine, lunedì 10 agosto – ha stabilito il record nazionale di 7’02”23 nella 4x200sl dopo che Roman Fuchs, incitato da un pubblico in delirio, ha superato il tedesco Cornelius Jahn negli ultimi 50 metri; i tedeschi hanno conquistato il bronzo con 7’02”28. «Mi sento davvero bene. Mi è sembrato di fare il mio debutto, ed è stato esplosivo. Mi sento davvero in forma», le parole di Leon. Auguri agli avversari. Leon Marchand alla conferenza stampa della vigilia ©European Aquatics Per il resto un Centro Acquatico Olimpico quasi al completo ha assistito a una impressionante dichiarazioni d’intenti da parte di una campionessa del mondo nella sessione di apertura delle gare di nuoto a Parigi 2026. L’olandese Marrit Steenbergen, infatti, che alla vigilia, in conferenza stampa, aveva parlato di voler ottenere “una sorta di rivincita” dopo i risultati di Parigi 2024 (7° posto in 52”83 nella distanza regina, per esempio), rimasti al di sotto delle sue aspettative, ha dato il via a questo percorso stabilendo subito il record degli Europei nei 100m stile libero femminili, con il tempo di 52”62 nelle batterie, e abbassando poi quel crono in semifinale fino a 52”44. E’ pronta per un altro sub 52”, in finale. Ritoccherà il suo stesso primato del mondo? Non è impossibile. Impressionante comunque il fatto che le prime tre finali del nuoto in corsia ai Campionati europei di Parigi 2026 siano state vinte con altrettanti record del campionati, tra 400 misti, 4x200sl donne e uomini. Marrit Steenbergen, bi-campionessa del mondo in carica sui 100m stile libero e primatista assoluta in 51″68 ©European Aquatics In tutto questo l’Italia sogna il primo oro nel pomeriggio di martedì 11 agosto 2026 dal nuoto in corsia. Martinenghi è tornato davvero quello di Parigi 2024 e anche meglio, se vogliamo, visto che lì “bastò” un tempo poco sopra i 59” per conquistare il titolo più ambito del nuoto, nei 100 rana, mentre ieri ha nuotato sempre in progressione tra batterie e semifinali, centrando l’ultimo atto con il miglior crono assoluto di 58”67, davanti all’irlandese Jack Kelly, residente in Texas, con 58,90 e al pluricampione mondiale e olimpico Adam Ramsay-Peaty, che ha vinto la seconda semifinale con il miglior tempo stagionale (per lui) di 58”94, un posto davanti al diciottenne connazionale britannico Filip Nowacki, che ha registrato un tempo di 59”03. Finale aperta a ogni pronostico, con Tete però leggermente avanti a tutti, ai blocchi di partenza. Ci sarà anche Cerasuolo, che in semifinale ha provato un passaggio forte per testarsi e poi perdersi nel finale, limitando i danni. La costruzione dei 100 passa anche da questi momenti per il campione iridato dei 50 in vasca lunga. La chance più grande per l’Italia l’avrà comunque Simona Quadarella, che cerca il poker d’oro negli 800sl dopo Glasgow 2018, Budapest 2020 nel 2021 e Roma 2022. Si rinnoverà il duello infinito con la Gose, che si è detta stanca per le fatiche del nuoto in acque libere. In batterie le due sono rimaste separate da meno di 3”, 8’23”17 per la romana, 8’26”01 per la tedesca. Simona ha anche nuotato la finale della 4x200sl, poi quinta, in seconda frazione, chiudendo in 1’57”72 lanciato, che certifica più o meno il suo personale sulla distanza, 1’58”23, e anche il buono stato di forma. Sugli 800sl detiene il primato europeo dal 2025 con 8’12”81. Il record personale di Isabel Marie Gose nelle 16 vasche in lunga è di 8’17″53, nuotato nel febbraio 2024 ai Campionati Mondiali di Doha, quando fu argento dietro proprio a Quadarella, per soli 9 centesimi. Occhio ovviamente anche alla crescita costante di Sara Curtis, che forse nel pronostico per l’oro è chiusa dalla citata Steenbergen, ma che può valere una medaglia nei 100m stile libero: sarebbe la prima di sempre agli Europei (ma in generale in una grande manifestazione) per l’Italia del nuoto femminile! Simona Quadarella, già 3 volte oro europeo sugli 800m stile libero ©FIN Navigazione articoli Europei Parigi: splendidi Curtis, D’Ambrosio e Martinenghi. Grande Italia! D’Ambrosio esalta. Pilato c’è. Ma l’attesa è per il pomeriggio da medaglia