Una celebrazione a casa sua probabilmente dovuta, ben organizzata, e che ha coinvolto tutte e tre le atlete di un paesino di 1200 abitanti capaci di… partecipare ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026! Niente male, no? La star sarà anche stata lei, perché successivamente ha saputo vincere tre gare di Coppa del Mondo e la sfera di cristallo in discesa libera, Laura Pirovano, ma che bello festeggiare anche Elonora Bonfini e Andrea Chesi, presenti alle Olimpiadi tra hockey su ghiaccio e skicross. Il Comune di Spiazzo in Van Rendena, Dolomiti di Brenta, ha fatto le cose in grande, in collaborazione con l’Azienda per il Turismo Madonna di Campiglio. Insieme alle tre olimpiche sono saliti “sul podio di casa” anche altri atleti e atlete di tutto l’ambito turistic,o da Campo Carlo Magno al Lago d’Idro, che si sono messi in luce a livello nazionale e internazionale nelle diverse discipline sportive. È stato un bel momento di condivisione aperto a tutti con il quale si è voluto far sentire ai giovani talenti dello sport la vicinanza e il sostegno di tutto il territorio. Foto Bisti – Apt Madonna di Campiglio STORIA È un primato singolare quello che quasi certamente detiene il paese di Spiazzo, in Val Rendena, tra i piccoli comuni alpini sotto i 1.300 abitanti. Nell’ultima edizione delle Olimpiadi, quelle di casa e diffuse, ha infatti portato a Milano-Cortina 2026 ben tre atlete, non solo nate, ma che hanno trascorso infanzia e giovinezza e che tuttora vivono nel comune rendenese. Si Tratta di Eleonora Bonafini, giocatrice di hockey e attaccante delle Bolzano Eagles, Andrea Chesi, sciatrice di freestyle specializzata nello skicross del quale è campionessa italiana 2026, e Laura Pirovano, sciatrice azzurra detentrice della Coppa del Mondo di discesa libera 2025/2026 conquistata dopo tre stupende vittorie firmate a marzo, nel finale di stagione tra Val di Fassa e Kvitfjell, quest’ultima ottenuta su una pista che non sembra così adatta alle sue caratteristiche. Ma ormai Laura è entrata in una nuova dimensione, quella di campionessa purissima. Lì, tra i monti della Val Rendena, dove la storia di queste giovani donne è iniziata, ecco il tributo di una comunità che ha desiderato non solo applaudire il successo di chi è riuscito ad arrivare sul tetto del mondo sportivo, ma soprattutto festeggiare l’impegno e la determinazione di Eleonora, Andrea e Laura nel raggiungere i propri sogni e migliorarsi sempre. Così Sergio Lorenzi, Sindaco di Spiazzo: «La festa è stata voluta dai nostri concittadini per celebrare non solo tre campionesse, ma un esempio positivo per i giovani. Le nostre atlete insegnano che senza fatica, determinazione e capacità di sollevarsi dalle sconfitte non si arriva da nessuna parte». Paola Mora, Comitato provinciale Coni: «Il successo non arriva mai da solo, arriva dalle famiglie, dalla comunità, da tutti coloro che si incontrano e hanno per gli atleti un messaggio positivo». Monsignor Lauro Tisi, Arcivescovo di Trento: «Al pranzo di San Vigilio dell’anno scorso, ho detto a Laura che nella stagione successiva avrebbe vinto e così è stato. Oggi è un bel momento per festeggiare lo sport e il territorio». GENUINA Laura tra l’altro si era appena raccontata a Il T Quotidiano, giornale locale autonomo del Trentino-Alto Adige, nato nel novembre 2022, in edicola tutti i giorni tranne il lunedì, oltre alla versione digitale. Segnaliamo alcuni estratti molto significativi: «Per celebrare la stagione a me andrebbe benissimo una polenta con i paesani, d’altronde sono sempre stata una persona semplice. E se c’è una cosa che mi ha fatto piacere è stato l’affetto che mi è stato manifestato anche da diverse atlete di altri Paesi»». Sui cambiamenti post trionfi: «Nella mia zona mi conoscevano già prima delle vittorie in Coppa del Mondo, quindi di fatto non è cambiato nulla. Mi capita di accorgermi della mutata popolarità quando mi sposto in altre località. In generale è una cosa che mi fa piacere, certo non ci ero molto abituata». Sulla squadra azzurra femminile di Coppa del Mondo, fortissima: «Sicuramente è una bella sensazione stare in un gruppo così, anche se io ho fatto davvero pochissimo rispetto a Federica Brignone, Sofia Goggia e altre azzurre. Oltre alle emozioni, scendendo nel concreto avere la fortuna di far parte di una squadra del genere è stimolante, perché in ogni allenamento ci si può confrontare su livelli davvero alti, inoltre ci si incita l’una con l’altra e i risultati si vedono». Sullo sport in generale: «Da una parte oggi è più facile crescere nello sport, penso che in generale ci siano più opportunità. Però allo stesso tempo noto come lo sport sia sempre più serio già dalle categorie giovanili, con l’ansia da risultato che si fa avanti talvolta troppo presto. Da un certo punto di vista potrebbe anche essere positivo, perché fa capire ai ragazzi la serietà che serve nello sport. Però se mi guardo indietro, mi accorgo che per me lo sci è rimasto un gioco per molto tempo: mi era capitato di fare una settimana in ghiacciaio da giovanissima, ma più che altro per divertirmi, quindi auguro ai giovani atleti di oggi di riuscire a affrontare lo sport nella stessa maniera. Insomma, forzare troppo i tempi potrebbe essere negativo e stufare i ragazzi ancor prima del salto nelle categorie in cui i risultati contano davvero». Laura Pirovano in posa al FISI Media Day con la Coppa di specialità in discesa libera ©Pentaphoto Navigazione articoli Kranjec: «Da Rossignol a Nordica? Non avevo più fiducia negli sci» Mikaela Shiffrin, numeri folli. Sono davvero imbattibili?