Ester Ledecka, ceca di Praga, classe 1995, 4 vittorie e 12 podi in Coppa del Mondo di sci alpino, 1 oro olimpico, 1 bronzo mondiale ©HEADEster Ledecka, ceca di Praga, classe 1995, 4 vittorie e 12 podi nella Coppa del Mondo di sci alpino, 1 oro olimpico, 1 bronzo mondiale ©HEAD

Oltre trenta “cambi di materiale”, più di 40 atleti ritirati (tra cui Alexis Pinturault e Lara Gut-Behrami, entrambi classe 1991, entrambi vincitori, lei due volte, della classifica generale di Coppa del Mondo): se non è una svolta epocale quella avvenuta tra la primavera e l’estate del 2026 (per altro non ancora finita, anche a livello di notizie), nello sci alpino, poco ci manca.

Esiste una spiegazione? Non oggettiva, non solo una. All’inizio di un quadriennio olimpico è normale assistere a movimenti di questo tipo, forse però non così tanti e non con indirizzo ben preciso e marcato da parte di una singola azienda. Ci riferiamo a HEAD, ovviamene, per qualità e non per quantità di investimenti, visto che anche Nordica (Kranjec, Zubcic, Popov), per esempio, si è mossa benissimo sul “mercato” e con idee ben precise. 

Albert Popov, bulgaro, classe 1997, una vittoria in Coppa del Mondo a Campiglio in slalom ©Instagram
Albert Popov, bulgaro, classe 1997, una vittoria in Coppa del Mondo a Campiglio in slalom ©Instagram

Chiaro, i cambiamenti sono figli anche delle circostanze singole, soprattutto al femminile, ma non solo. Tra le donne siamo estremamente vicini a una sterzata generazionale importante, soprattutto dopo l’addio di Lara Gut-Behrami (ma la sterzata avverrà definitivamente nel momento in cui si ritireranno anche le varie Brignone, Hector, Goggia, Hütter, Vlhova, Shiffrin, Hütter), ma, allargando il discorso anche agli uomini, Pinturault e Stuhec sono e restano nomi clamorosi, che lasciano. In più, alcune atlete sono proprio arrivate al giro di boa, cioè pronte a lanciarsi per la fase più importante della carriera e quindi questo era il momento giusto per cambiare, perché da qui in avanti l’obiettivo sarà… solo vincere, possibilmente! Discorso che vale sicuramente per Colturi (seppur ancora giovanissima) e Robinson.

Non va dimenticata poi la potenza economica di certi marchi rispetto ad altri, in primis Head e Van Deer (che lanciandosi anche sul mercato femminile ha un po’ rimescolato le carte e cambiato equilibri ormai consolidati), ma guardate pure, come detto, Nordica quanti acquisti ha fatto (qui trovate il riassunto di tutti i movimenti)… Infine ci sono i veterani (Kristoffersen) o veteranissimi (Innerhofer) che vogliono proseguire sulla base di certezze e probabilmente, anche qui, accordi economici vantaggiosi per l’ultimo sussulto di carriera. A parte questi e altri (pochi) nomi, va osservato, i cambi di materiale più significativi hanno riguardato però atleti ancora giovani o giovanissimi. Non è un dato da sottovalutare, anzi è il dato più interessante in assoluto.

Alice Robinson, seconda nella Coppa di superG 2025-2026 dietro Sofia Goggia
Alice Robinson, seconda nella Coppa di superG 2025-2026 dietro Sofia Goggia ©HEAD

FUTURO

Analizzando nel dettaglio la situazione al femminile, quel che salta all’occhio è la forza complessiva attuale del marchio HEAD, anche e soprattutto in ottica futura. Vero, nella stagione 2025-2026 la Coppa generale è andata a Shiffrin, griffata da sempre Atomic (così come quella di slalom), la coppa di superG a Goggia (Atomic), con il gigante tornato in Austria grazie a Scheib (Rossignol). La sola Pirovano, se vogliamo, ha portato un trofeo di cristallo in Head (discesa libera).

Ma guardiamo avanti: mai sottovalutare Shiffrin perché venderà cara la pelle nella overall, ne siamo certi, però è altamente probabile che in futuro la lotta per la sfera generale venga ristretta a tre atlete: Aicher su tutte, magari con Robinson (che crescerà in discesa) e Colturi (che punterà forte anche sul superG) a darle un po’ di fastidio. Bene. Notate qualcosa? Ovviamente, sono tutte e tre “griffate” Head! Idem Rast, terza nella generale 2025-2026. Fate voi le vostre considerazioni. Ovviamente l’obiettivo più vicino per la citata Colturi sarà vincere… la prima gara in Coppa del Mondo!

Emma Aicher, Mikaela Shiffrin e Camille Rast sul podio della classifica generale di Coppa del Mondo 2025-2026
Emma Aicher, Mikaela Shiffrin e Camille Rast sul podio della classifica generale di Coppa del Mondo 2025-2026

HEAD VUOLE TUTTO?

Non è finita: vogliamo guardare alle classifiche di specialità, sempre con lo sguardo rivolto al futuro? In slalom ci sono, per HEAD, Rast e Aicher (certo, favorita rimane sempre Mikaela Shiffrin, marca Atomic), volendo ancora Holdener; in gigante Robinson, Rast ed Hector; in velocità, Aicher, Hütter, Pirovano, Corinne Suter (se mai tornerà, Vonn), Elena Curtoni, Ledecka. Certo, verrà a mancare l’apporto clamoroso di Gut-Behrami, come accaduto però (causa infortunio) anche nel 2025-2026. Con questo quadro, appare chiaro che l’obiettivo per il marchio austriaco è… provare a vincere tutte le coppe, dalla generale a quelle di specialità, in una singola stagione.

In questo momento tra le ragazze top, Head ha sotto contratto Emma Aicher, Camille Rast, Lindsey Vonn, Ester Ledecka, Corinne Suter, Sara Hector, Laura Pirovano, Lara Colturi, Alice Robinson, Cornelia Hütter, Wendy Holdener, Kajsa Vickhoff Lie, Lena Dürr, Elena Curtoni, Ariane Rädler, Nina Ortlieb, Anna Swenn-Larsson, Marta Bassino e ci fermiamo qui… 

Marta Bassino: prima stagione finalmente con HEAD nel 2026-2027 ©HEAD
Marta Bassino: prima stagione finalmente con HEAD nel 2026-2027 ©HEAD

Infine, ci ripetiamo: Shiffrin-Goggia (Atomic) e Brignone (Rossignol) non sono marchiate Head, no. Federica, però, 36 anni appena compiuti, ancora non sa se continuerà o meno, pur avendo più certezze, forse, oggi; Goggia va per i 34 a novembre, è super competitiva, ma forse la grande occasione per la overall l’ha avuta proprio nell’ultima stagione. E Shiffrin attualmente non è praticamente presente in velocità, mentre non vince da due anni e mezzo in gigante (Lienz, dicembre 2023).

Morale, Head contro tutti tra le donne? Attualmente, sembra proprio così, posto che in passato qualcosa di simile era già accaduto quando Vonn, Riesch, Pärson e la giovane Fenninger primeggiavano nella stessa epoca, senza dimenticare Görgl o Mancuso. Tra i maschi, sono comunque sotto contratto con HEAD attualmente i vari McGrath, Kristoffersen, Von Allmen e Kriechmayr, cioè quattro tra i primi otto classificati della classifica generale di Coppa 2025-2026.

Lara Colturi
Lara Colturi, 7 podi in Coppa del Mondo ©HEAD

COLTURI 

Sarà il più grande rimpianto dello sci alpino italiano? Chissà. Intanto il passaggio di Lara Colturi da Blizzard a Head farà (o potrebbe fare) epoca. E al suo fianco avrà sempre uno skiman storico come Andrea Vianello.

Per Lara ci sono altri ragionamenti da fare. E’ la più giovane del lotto tra tutti nomi citati, in primis. E, a 19 anni, vanta già sette podi in Coppa del Mondo. Alcuni dati incredibili, i prossimi che elenchiamo, li aveva già citati il collega di Eurosport, Massimiliano Ambesi, qualche mese fa. Per l’esattezza, il settimo piazzamento nelle prime tre posizioni è stato ottenuto a 19 anni e 43 giorni dopo avere preso parte a 67 gare.

Lara Colturi nella nuova campagna Oakley ©Instagram
Lara Colturi nella nuova campagna Oakley ©Instagram

«Nella sessantennale storia della Coppa del Mondo di sci alpino – scriveva Ambesi – altre 20 atlete sono state capaci di collezionare almeno sette presenze sul podio entro i 19 anni e 43 giorni. Tuttavia, se si restringe il campo alle ultime 38 stagioni, l’impresa è stata coronata dalle sole Mikaela Shiffrin (16 podi a 19 anni e 2 giorni), Janica Kostelic (13 podi a 19 anni e 21 giorni) e Anja Pärson(8 podi a 18 anni e 329 giorni).

La più precoce di sempre resta con margine la fuoriclasse austriaca Annemarie Moser-Pröll, arrivata a 31 podi prima delle diciannove primavere. Erano anche altri tempi, in cui si gareggiava in Coppa già a 14/15 anni, per poi smettere magari a 22.

Isolde Kostner ed Hermann Maier con la coppa di discesa. Stagione 2000-2001 ©Pentaphoto
Isolde Kostner ed Hermann Maier con la coppa di discesa. Stagione 2000-2001 ©Pentaphoto

Sul fronte italiano, le atlete che hanno ottenuto almeno sette podi nel corso dell’intera carriera ammontano a 14. Ma l’unica sciatrice battente bandiera azzurra ad avere raggiunto il traguardo dei sette podi prima di compiere 21 anni porta il nome di Isolde Kostner (20 anni e 141 giorni), che ci riuscì prendendo parte a sole 31 gare.

In tempi recenti, balza all’occhio anche il percorso di Sofia Goggia, salita sul podio per la settima volta a 24 anni e 53 giorni dopo avere affrontato 50 competizioni. Peraltro, le prime sette presenze nelle prime tre posizioni sono state distribuite tra quattro specialità differenti.

In sostanza, analizzando percorso, numeri e risultati, non mancano i presupposti per collocare Lara Colturi – scriveva sempre Massimiliano Ambesi – nella categoria delle predestinate. Di certo, il fatto di avere debuttato in Coppa del Mondo a 16 anni compiuti da pochi giorni è stato fondamentale per maturare esperienza e abbassare progressivamente il pettorale di partenza, ma, al contempo, esprimere un livello realmente competitivo prima di raggiungere la maggiore età rappresenta un fatto sempre più raro e, di conseguenza, un enorme merito».

Lara Colturi, notte speciale a Tirana
Lara Colturi, notte speciale a Tirana qualche settimana fa. Ora sugli sci

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