Mancano le capitane, lo sappiamo, Brignone&Goggia, Goggia&Brignone, i due simboli azzurri degli ultimi tre lustri abbondanti. Ma non manca qualità, gioventù, voglia di emergere e anche DNA vincente, perché comunque Marta Bassino, che non sarà ancora al 100% né in questa specialità né magari per il feeling con i nuovi materiali, sul Rettenbach ha già trionfato, nel 2020, e proprio davanti a Federica Brignone. OBIETTIVI Detto ciò, cosa aspettarsi dal contingente in assoluto più numeroso tra tutte le squadre femminili a Sölden, cioè quello italiano, con 11 atlete al via, una in più della Svizzera (10)? Un buon risultato sicuramente. E’ probabile che a questo giro, come nel 2025, si guarderà vincere le altre (il Rettenbach non è pista da grandi sorprese, storicamente), ma c’è del buono, eccome, in casa Italia. Analizziamo la situazione nel dettaglio: il pettorale impossibile lo avrà Mondinelli, ma è anche la rivelazione dell’estate azzurra, o meglio la novità in slalom gigante. Tutta da scoprire tra le porte larghe, con grande attesa e attenzione. L’obiettivo non è la qualificazione per la seconda manche a Sölden, ma costruirsi un buon bottino di punti in questa stagione, anche in gigante, passando pure dalla Coppa Europa, per poi partire molto più in basso fra un anno, stesso posto, stessa pista. Se poi riuscisse nell’impresa… NUCLEO CENTRALE Non saranno bassissimi neanche i pettorali di Collomb (per ripartire con fiducia) e Bieler (bronzo iridato juniores uscente), ma accettabili, mentre il gruppetto “centrale”, Ghisalberti, Mathiou, Pazzaglia, Trocker e Pirovano, (subito fuori dalle 30, già a punti qua in Austria sul Rettenbach, 19ª nel 2017), può oggettivamente fare grandi cose. La già citata Bassino, a cui non dobbiamo chiedere tutto e subito, rientra abbondantemente nelle 30 della start list stante le assenze, per infortunio o ritiro, di Gut-Behrami, Grenier, Goggia, Brignone, Liensberger, Astner e Direz. E per lei già questo significa un’iniezione di fiducia. Infine ecco Della Mea (nel primo gruppo, schiena ok) e Zenere (nel secondo) pronte a dare “battaglia”. Morale? Morale, se fossimo il responsabile tecnico firmeremmo eccome per due piazzamenti nelle 10 (è possibile) e 6 atlete qualificate (su 11) nella II manche (poi vadano come vadano, nella seconda). Ovvio, la tarvisiana in giornata di grazia, su una pista così, potrebbe anche ambire alle “top5” o al podio, ma finora in tre tentativi sul Rettenbach non ha raccolto neanche un punticino, quindi andiamoci cauti. Idem Zenere: se mette assieme due manche ben fatte, tutto è possibile e nel 2025 fu la migliore delle italiane, non va dimenticato. Lara Della Mea, 27 anni, cerca la prima “top5” in Coppa del Mondo dopo il 4° posto in gigante ai Giochi di Milano-Cortina 2026 ©Pentaphoto GIOVANI Per quanto si cerchi di buttare acqua sul fuoco, è chiaro che l’attesa per Trocker è alta, ma ribadiamo il concetto: talento sopraffino sì, testa da campionessa sì, fisico già ben sviluppato, margini di miglioramento enormi, concediamole però anche di sbagliare. Soprattutto a inizio stagione potrebbe alternare manche fatte bene ad altre dove magari ci infila l’errore, pure grave, buttando tutto all’aria. Può capitare, capiterà. Accettiamolo. Partirà con un pettorale tra il 34 e il 40, la qualificazione è ampiamente alla portata. Così come per Pazzaglia, che però è all’esordio a Sölden, e che deve almeno provare a rischiare un po’ di più nelle seconde manche (in caso di accesso, ovviamente) e Mathiou, che il Rettenbach lo assaggiò giusto un anno fa. Ghisalberti sarà motivatissima e in ogni caso è reduce dalla miglior stagione in carriera, ma anche lei in Tirolo non è mai andata a punti in quattro presenze (in un caso però non gareggiò) e spesso carbura dopo qualche gara. Stavolta però, essendo fuori squadra, dovrà fare benissimo al… contrario, cioè nei primi quattro giganti (gli altri tre saranno in nord America), per garantirsi poi l’intera stagione in gara. MORALE Ricapitolando: Della Mea e Zenere sono da top 10 (magari anche altre, ci mancherebbe), e oltre a loro, nel caso, ci aspettiamo almeno quattro atlete qualificate alla seconda manche. Per carità, pure 7-8 sono possibili, ma in tal caso rasenteremmo quasi la perfezione e… la perfezione non è di questo mondo. Di sicuro sappiamo che l’Italia femminile è la squadra più numerosa a Sölden, ha il giusto mix di esperienza e gioventù, può fare bene (o benissimo) anche senza Brignone&Goggia, ma Federica e Sofia poi rientreranno e aggiungeranno “pepe” in dose abbondante a un piatto azzurro già piuttosto appetitoso. Sperando in un lauto pranzo, su due manche, già fra quattro giorni. Le 11 italiane in gara: Lara Della Mea, Asja Zenere, Marta Bassino, Laura Pirovano, Anna Trocker, Ilaria Ghisalberti, Alice Pazzaglia, Sohpie Mathiou, Giorgia Collomb, Tatum Bieler, Emilia Mondinelli. Ricordiamo che su questa pista l’Italia si è imposta 4 volte, sempre al femminile, con Karbon (2007), Brignone (2015 e 2024, più tre secondi posti) e Bassino (2020). A sabato. Ski World Cup 2015-2016. Ninna Quario e Federica Brignone il giorno della prima vittoria in Coppa del Mondo della valdostana, il il 24 ottobre 2015, sul Rettenbach ©Pentaphoto Navigazione articoli Sölden: ecco le squadre norvegesi e svedesi Sölden, do you remember? La storia, il 1993, Piccard…
Gut-Behrami, Grenier, Goggia, Brignone, Liensberger, Astner e Direz, anche Lisa Nyberg non ci sara´. Al momento 30. sarebbe quindi Hilma Lövblom, ma con una sola assenza in piu´, anche Ilaria Ghisalberti entra nelle 30. Rispondi
Personalmente sarei soddisfatto – in contumacia di Brignone e Goggia – se ne mettessimo una nelle 10, un paio tra la 11 e la 20 ed un paio a fare qualche punticino. Solden arriva sempre un po’ presto … se andrà bene meglio, se andrà male in America arriveremo pronti. Per mettere la stagione sui giusti binari sarebbe importante che Marta consolidasse la posizione nelle 30 della WCSL e che Ilaria provasse ad entrarci (e non servirebbe un risultato clamoroso). Fino al pettorale 40 (zona Pazzaglia) tutte e 8 hanno una bella chance. Provarci e vada come vada. Per Collomb – che partirà più dietro – l’obbiettivo è mostrare equilibrio tra atteggiamento e stabilità tecnica, libera da pressioni e direi anche dai paragoni con Colturi. Ognuna ha la sua parabola di crescita. Quando si allineeranno queste cose sono sicuro che i risultati arriveranno perché Giorgia ha talento. Bieler parte per fare esperienza, Mondinelli è la “rivelazione” dell’estate … I pettorali però hanno un peso e se parti tanto tanto dietro diventa dura. Giusta la convocazione … Mi piacerebbe sicuramente rivederla sciare quando (spero presto) avrà dei pettorali più bassi per poter mostrare cosa sa fare con una pista in condizioni fattibili. In tanti siamo curiosi ed impazienti di vedere di nuovo Trocker. Le auguro di poter vivere una stagione in cui mostri quel che sa fare (e ci divertiremmo alla grande) e che sia anche lasciata “libera di sbagliare”. Mia previsione: Della Mea: top 10. Zenere: 10/15. Bassino: 15/20. Ghisalberti: 20/30. Trocker: 20/30. Rispondi