Una lunga chiacchierata con il bergamasco Luca Agazzi, dalla scorsa primavera responsabile di slalom e gigante femminile, per capire tanto di quello che è stato fatto finora, da Ushuaia in avanti, ma non solo, analizzando anche nei dettagli ogni singola atleta della “sua” squadra, composta di otto sciatrici: Giorgia Collomb, Lara Della Mea, Emilia Mondinelli, Alice Pazzaglia, Martina Peterlini, Marta Rossetti, Anna Trocker e Giulia Valleriani. Ovviamente a ridosso delle gare e anche nel raduno in Argentina, per esempio, tutte queste ragazze si allenano quasi sempre assieme al gruppo Elite, con Bassino e Pirovano in questo caso, più Brignone e Goggia non appena torneranno. Di modo da avere anche confronti fondamentali con chi vince gare, coppe e medaglie pesanti. Siccome, e torniamo all’incipit, cinque di queste atlete (quattro sicure, Collomb, Trocker, Pazzaglia, Della Mea; una, Mondinelli, all’80%) gareggeranno a Sölden il prossimo 24 ottobre, per l’incipit stagionale 2026/2027, proprio con “Gas” passiamo in rassegna, a una a una, le sciatrici sotto la sua “giurisdizione”. Per capire come procedono gli allenamenti, quali sono le ambizioni e come stanno reagendo a quello che non è stato e non sarà uno stravolgimento tecnico, no, ma è comunque un cambiamento apportato, da questo punto di vista, da Agazzi, Simoncelli e gli altri allenatori del team, tutti ovviamente sulla stessa lunghezza d’onda. Giorgia Collomb ©Pentaphoto GIORGIA COLLOMB Nel parleremo, nel dettaglio. Ora ci occupiamo di Giorgia Collomb, 20 anni fra quattro giorni (il 17 ottobre), valdostana di La Thuile, già iridata e olimpionica juniores in gigante, ma anche oro, e da protagonista assoluta, nel Team Parallel ai Mondiali di Saalbach-Hinterglemm 2025. Così Agazzi: «Con lei le cose stanno girando per il verso giusto – dice -. Ha già fatto uno “switch” notevole, e lo posso ben dire sentendo anche chi l’ha vista in allenamento negli ultimi giorni. E’ da recuperare assolutamente. Ha vissuto un anno complesso: dopo l’oro mondiale nel Team Parallel del 2025 le sono piovute addosso così tante pressioni che probabilmente l’hanno un pochino messa fuori equilibrio, destabilizzata, condizionata. Ho parlato ovviamente anche con suo papà, che l’allena da quando è nata, come faccio sempre in questi casi, perché secondo me c’erano anche delle situazioni tecniche da mettere a posto. E questo tipo di lavoro lo abbiamo fatto, fin dall’inizio». E poi ancora: «Ovvio, ora ci vuole tempo – continua Agazzi -, ma già siamo sulla buona strada. Io dico sempre che servono due stagioni per vedere i frutti di un lavoro tecnico nuovo. Perché? Perché d’estate metti DUE, esempio, e poi perdi UNO, in gara, con le piste difficili che ci sono; perché lo sci è uno sport che si pratica… poco, anche in allenamento, i minuti sono relativi, rispetto ad altri sport. Mi spiego meglio: devi sistemare qualcosa nel dritto nel tennis? Ti metti lì e fai 2 ore solo su quel colpo. Bene. Per noi fare due ore di slalom, dico per dire, significano 20 giorni sulla neve, dato che le manche sono corte, no? E ancor di più in allenamento. La fase di apprendimento in questo sport è diversa rispetto ad altri. In ogni caso, i frutti li stiamo già vedendo, soprattutto in gigante. In slalom manca ancora qualcosa, però è stato fatto un bel lavoro anche sui materiali, sul set-up. In più, ha cambiato anche preparatore atletico, ora spesso va in Svizzera dove la segue Patrick Flaction, che aveva lavorato con Lara Gut -Behrami quando io collaboravo con il team. Garanzia assoluta. E infatti anche fisicamente secondo me ha già fatto un bello step in avanti, così come di testa. E’ su di giri, in fiducia, sta bene e ripeto, va recuperata al 100%. Ma serve anche un po’ di pazienza. Siamo sulla buona strada». Giorgia Collomb, valdostana, 20 anni, due presenze sul Rettenbach (2024, 2025) senza qualificazione alla seconda manche. Per ora… ©Pentaphoto Navigazione articoli Loic Meillard: obiettivo Coppa, ma senza pressioni Peso degli sci: velocità più condizionata