Moreno Argentin vince in maniera incredibile la Liegi-Bastogne-Liegi 1987, beffando Roche e Criquelion proprio sul traguardoMoreno Argentin vince in maniera incredibile la Liegi-Bastogne-Liegi 1987, beffando Roche e Criquelion proprio sul traguardo

L’Italia del ciclismo, attualmente un po’ in crisi per talenti, praticanti e mancanza di squadre top, ha fatto comunque la storia di questo sport, com’è ben noto, e l’ha fatto spesso anche nelle classiche cosiddette “Monumento”.

Lo sapevate, per esempio, che in ben quattro di queste corse leggendarie, tra Italia, Belgio e Francia, cioè Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix (che si corre oggi), Liegi-Bastogne-Liegi e Giro di Lombardia, l’Italia è riuscita a piazzare un proprio corridore vincente anche per tre anni consecutivi? Addirittura con un poker nel Lombardia, mentre l’impresa non è mai riuscita solo alla Milano-Sanremo (a nessuno, a dire il vero?

PAVE’

Forse la striscia più iconica di tutte queste citate (forse), rimane quella di Francesco Moser, primo nella Parigi-Roubaix nel 1978, in maglia iridata conquistata in Venezuela nel 1977, nel 1979 e nel 1980, vestito del tricolore. Sempre da solo al velodromo di Roubaix, sempre inarrestabile e potente, sempre nettamente superiore a tutti, dopo aver per altro centrato due secondi posti nel 1974 e nel 1976. Sarà anche terzo nel 1981, nell’anno della “chiacchierata” vittoria di Hinault in volata, e nel 1983, e pure grande protagonista nel 1986 e ancora all’ultima stagione, nel 1987.

Ha disputato ben 13 volte la regina delle classiche, senza ritirarsi mai nemmeno una volta e sempre arrivando al traguardo quanto meno tra i primi 20 classificati. Leggendario Moser.

Moser sempre protagonista a Roubaix tra anni ’70 e ’80

COTES

E che dire di Moreno Argentin? Cinque anni dopo l’ultima Roubaix di Moser, cioè nel 1985, apriva un trittico da leggenda nella Doyenne, la classica più antica e considerata anche la più dura di tutte, in Belgio. Nel suo caso, vincendo sempre in volata, e beffando in ben due occasioni, 1985 e 1987, sempre gli stessi due ciclisti, ovvero Stephen Roche (irlandese, quello della tripletta Giro-Tour-Mondiale nel 1987) e il belga Claude Criquelion, oggi purtroppo scomparso, vincitore del Fiandre 1987, del Mondiale 1984 e anche 5° classificato al Tour 1986.

Argentin, che trionferà poi ancora a Liegi nel 1991, militando nell’Ariostea, per chiudere il trittico mitico 1985-1986-1987 si affidò a un colpo ai limiti dell’assurdo nel 1987, quando Roche e Criquelion, in fuga da soli, si guardarono e studiarono troppo negli ultimi due chillometri, consentendo a un gruppo di inseguitori che sembrava ormai battuto, tra cui proprio Argentin, di rientrare sul tandem di testa a nemmeno 400 metri dall’arrivo, che era posto lontano da dove è oggi.

Moreno, più veloce in volata, superò Roche e Criquelion, ormai scorati, in scioltezza, chiudendo così il suo tris da leggenda. Nel 1987 vincerà anche il Giro di Lombardia con traguardo posto in Piazza del Duomo, a Milano. Solo Merckx e Pogacar hanno vinto Liegi e Lombardia nello stesso anno (loro, due volte. E non è finita per Tadej, ovviamente).

Argentin e Fondriest
Argentin e Fondriest nel 1987

MONUMENTO

E poi ci sono i miti, Fiorenzo Magni, il “leone” delle Fiandre e Fausto Coppi, che non ha bisogno di presentazioni. Magni trionferà in tre edizioni consecutive del Giro delle Fiandre, primo e unico a riuscirci, tra il 1949 e il 1951. Poi gli faranno ponti d’oro per tornare, ma non accadrà più.

Fausto è stato l’unico, prima di Pogacar che ha fatto pokerissimo, a conquistare quattro Giri di Lombardia consecutivi, tra il 1946 e il 1949. Va detto che almeno la tripletta consecutiva nella “classica delle foglie morte” riuscì anche ad Alfredo Binda, tra il 1925 e il 1927.

Coppi, Magni, Moser, Argentin. Firme leggendarie su Lombardia, Fiandre, Roubaix e Liegi. Alla Milano-Sanremo nessun ciclista nella storia è mai riuscito a imporsi per tre anni consecutivi, nemmeno chi l’ha vinta ben 7 volte, come Merckx, o quattro, come Zabel. Sarà un caso? Non crediamo.

2 pensiero su “Quelle triplette italiane nelle classiche Monumento”
  1. Ottimo promemoria di quello che eravamo, in un contesto sicuramente meno globale. Io ricordo anche un immenso Michele Bartoli che sfiorò la tripletta alla Liegi ’99, dopo i trionfi di del ’97 e ’98. Che tempi!

    1. Arrivò 4° a 44″ Bartoli in quella Liegi. Il periodo è stato leggendario, ma sembra lontanissimo. Secondo me non torneremo mai più a quei livelli. Anche se… mai dire mai. Ci sono voluti 40 anni per trovare un erede di Panatta nel tennis

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