Tadej Pogacar al Fiandre 2026Tadej Pogacar al Fiandre 2026

Ok, Tadej Pogacar sta riscrivendo la storia del ciclismo moderno e questo era ed è ben noto da tempo. Il fatto, però, è che se non potrà raggiungere Eddy Merckx per numero complessivo di vittorie (286, primato assoluto, ma vale comunque il belga dal punto di vista di carriera complessiva e non è certo finita), potrà superarlo nel caso dovesse stabilire un paio di primati poi al massimo eguagliabili e che sarebbero veramente clamorosi.

NUMERO 1

Primo obiettivo: conquistare tutte e 5 le grandi classiche cosiddette Monumento in una singola stagione, posto che in generale gli manca solo la Parigi-Roubaix nel palmarès, affrontata per la prima volta nel 2025 e chiusa al 2° posto, anche per via di una caduta nel momento decisivo. Ma qui l’idea è comunque di vincerle tutte (quindi, nell’ordine: Sanremo, Fiandre, Roubaix, Liegi e Lombardia) nello stesso anno solare. E già siamo a 2/5 del cammino, con la perla forse più complessa ormai agguantata.

E’ dunque possibile riuscire in questa impresa? Forse mai come in questo 2026, verrebbe da pensare, proprio perché il campionissimo sloveno ha vinto la Classicissima di Primavera, a cui teneva maggiormente, e che sembrava la più difficile per lui, dato che non ci sono troppi tratti dove poter fare la differenza e in una volata a due o tre sul traguardo può sempre trovare colleghi più veloci, magari di poco.

Ma la Milano-Sanremo è stata ormai conquistata e sappiamo anche come: dopo caduta, con abrasioni varie, in rimonta, bici rovinata, e in volata, di mezza ruota su un grandissimo Pidcock. Come dire, oltre alla storia ha aggiunto l’epica. Il Fiandre l’ha visto trionfare per la terza volta proprio oggi, a Pasqua, domenica 5 aprile 2026, arrivando ancora in solitudine. E tre volte significa record di questa corsa, certo in buona compagnia, con Buysse, Leman, Museeuw e Boonen (belgi), Magni (italiano), Cancellara (svizzero) e Van der Poel (olandese).

Tadej Pogacar con la maglia della Nazionale slovena al Mondiale 2024
Tadej Pogacar con la maglia della Nazionale slovena al Mondiale 2024

DUE

E ora all’orizzonte, cioè domenica prossima, 12 aprile 2026, si staglia la seconda impresa più complicata, posto che poi con Liegi e Lombardia Pogacar è in striscia aperta rispettivamente di due e cinque successi consecutivi. La Parigi-Roubaix si ha adatta comunque al “telaio” dello sloveno (come ogni corsa, praticamente…), ma ha due grossi punti interrogativi, che valgono per tutti, da sempre: non c’è un metro di salita, dove comunque Pogacar fa sempre la differenza; e risulta completamente imprevedibile, soprattutto in caso di maltempo, perché cadute, sbandate, forature, terreno pesante, difficoltà di stare in sella ecc. ecc., sono sempre dietro l’angolo. E staccare Van der Poel senza muri, cote o salite stile Lombardia, risulterà complesso anche per Tadej. In ogni caso, ce la può fare.

Dovesse conquistare anche l’Inferno del Nord, allora l’impresa delle cinque monumento in un solo anno solare sarebbe davvero possibile. E a quel punto si potrebbe pensare a un 2027 più dedicato ai grandi giri.

EPICA

Ecco, se la cinquina nelle classiche più prestigiose sarebbe comunque clamorosa, l’impresa di conquistare i grandi giri tutti in un anno solare sarebbe unica. Per la vicinanza delle tre corse (soprattutto Tour e Vuelta, dal 1995) e per le tossine che inevitabilmente si lasciano dopo 21 giorni di gara, a giro. Si è viso comunque un Pogacar normale a fine Tour 2026, dopo che aveva già messo al sicuro la quarta Gran Boucle, segno che è umano anche lui. Se ne parlerà, eventualmente, solo nel 2027.

Al Giro difficilmente avrebbe grandi avversari, visto che Vingegaard ci andrà proprio quest’anno, ma al Tour il danese al top comunque potrebbe stargli vicino o farlo soffrire in qualche tappa, e a quel punto sarebbe complicato recuperare energie fisiche e mentali per provarci al meglio anche alla Vuelta (che lo sloveno non ha mai vinto in carriera), con tutti gli arrivi in salita che prevede la divertentissima corsa spagnola. Onestamente, sembra un muro impossibile da scalare.

Ma lui, Tadej, può farcela. Sarebbe un back-to-back di successi completi nell’arco di due anni solari senza precedenti nella storia di questo sport. Già solo il fatto di poter vedere in azione un “cannibale” simile a Merckx ha dell’incredibile, nel ciclismo moderno, iper-specializzato ormai dagli anni ’90. Non si pensava possibile trovare un atleta quanto meno paragonabile al “cannibale” belga. Ma dovesse spingersi anche oltre, potrebbe persino essere considerato non solo il miglior ciclista della storia, ma uno dei più grandi atleti di sempre, ogni epoca e ogni sport.

Ce la farà? Già fra una settimana capiremo tanto.

11 pensiero su “Pogacar: prima le 5 Monumento, poi i 3 grandi Giri (nel 2027)?”
  1. Considerando che liegi e Lombardia le vince letteralmente senza neanche mettere la quarta marcia tutto dipende da domenica per le 5 monumento in una stagione. Per i tre grandi giri in un anno sarebbe forse un po troppo, nessuno ci è mai riuscito anche in epoche con meno specializzazione. Sarebbe non umano.

    1. Concordo in pieno. Per i 3 giri, bisogna capire anche se ha la voglia di provarci. Ma il rischio e di arrivare alla Vuelta stravolti. E poi… la storia ci dice che prima o poi arriverà qualcuno che lo batterà. E dunque bisogna un po’ affrettarsi…

  2. Nelle ultime 9 monumento ha cumulato 7 vittorie, un secondo e un terzo posto. Oltre a 2 tour e 2 mondiali. Già questa striscia di successi è incredibile. Frase scontata, ma è bene si concentri su una corsa alla volta. Alla Roubaix ha comunque più chance di quante ne aveva alla Sanremo, certo contro VDP sarà durissima. Sarà un grande spettacolo
    Quanto ai 3 giri, forse sarà più un questione mentale che sportiva o atletica

    1. Concordo su tutto. Solo, VdP non mi sembra nella solita condizione. Ha perso anche sul piano da Pogacar. Vediamo.

  3. Se riesce a vincere la Roubaix (che non dipende solo dall’essere il più forte….serve anche fortuna), è a metà dell’opera.
    Perché vinta quella, sicuramente la Liegi e il Lombardia sono le più “facili” per lui.
    A quel punto, avendo già compiuto il miracolo delle 5 monumento nello stesso anno…..potrebbe benissimo programmare il 2027 per vincere i 3 grandi giri…e se c’è uno che può riuscirci, di certo è lui.
    Poi, a quel punto, potrebbe anche ritirarsi.

    1. Sono d’accordo, come scritto nel pezzo. Puoi anche essere il più forte e non vincere la Roubaix. E’ successo a Moser, Ballerini, Museeuw e tanti altri, di volta in volta. Vediamo, se è l’anno giusto avrà anche quel pizzico di fortuna decisiva.

  4. Fenomeno che si nutre di sfide e record. Vincerà tutte le monumento ed i tre grandi giri, ne sono certo, ma non credo nello stesso anno. Le monumento si, ma i 3 grandi giri non penso gli interessi vincerle nello stesso anno. Avrebbe potuto farlo due anni fa, ma per logiche di squadra e di sfinimento fisico rinunciò. E per me fece bene.
    Mil pronostico: quest’anno o al massimo nel 2027 vince la Roubaix, nel 2027 vince la Vuelta e nel 2028 l’oro olimpico. E poi il meritato riposo!

    1. Possibilissimo. Continuo a pensare che i 3 grandi giri nello stesso anno solare siano impossibili da vincere. Però con Pogacar mai dire mai…

  5. Per me l’ostacolo più grande è domenica la roubaix..se vince domenica il più è fatto.. non vedo un problema i 3 giri..considerando l’ampiezza della squadra che potrebbe schierare..e la sua superiorità in giro e vuelta..

  6. È incredibile pensare che fino a 5/6 anni fa il ciclismo era uno dei pochissimi sport dove si poteva dire quasi con certezza chi fosse il migliore di sempre. Ed era ancora più impensabile che arrivasse un corridore che mettesse in discussione Merckx nell’epoca attuale.
    Detto questo, secondo me vincere le 5 Monumento nello stesso anno dal punto di vista tecnico è ancora più difficile per Pogacar perché Sanremo e Roubaix sono due scogli molto grandi per le sue caratteristiche. Sono corse che può vincere adesso grazie alla superiorità del suo “motore”, ma che difficilmente rivincerà nei prossimi anni se ci dovesse tornare. È quasi certo che questa sia la sua unica possibilità per vincerle tutte e cinque nello stesso anno.
    Vincere i tre Grandi Giri nello stesso anno invece è un’impresa che non ha bisogno di spiegazioni, non essendoci mai riuscito nessuno. Partendo dal presupposto che devi essere nettamente superiore alla concorrenza per fare un’impresa del genere, il limite poi è dettato dal fisico. Con Vingegaard ancora acciaccato, nel 2024 aveva un’occasione unica, e forse ce l’avrebbe fatta se avesse corso la Vuelta. Probabilmente però è stata la squadra ad impedirgli di correre tutti e tre Grandi Giri con la paura che sarebbero potute rimanere delle scorie nelle stagioni successive. Anche perché ne aveva sempre corso solo uno a stagione.
    La paura dei dirigenti UAE secondo me è questa, perché per il resto il Pogacar visto negli ultimi due anni è più forte anche di Vingegaard, ammesso che i valori in campo tra i due rimangano questi. Per fare questa impresa però potrebbe avere poco tempo perché una superiorità del genere non dura in eterno, e perché (presto per dirlo) uno come Paul Seixas potrebbe arrivare molto prima di quanto si pensi.

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