Asja Zenere, vicentina, 29 anni, 1 podio e quattro top10 in due specialità in Coppa del Mondo. Finora ©PentaphotoAsja Zenere, vicentina, 29 anni, 1 podio e quattro top10 in due specialità in Coppa del Mondo. Finora ©Pentaphoto

Due risultati tra i primi dieci e poi, sostanzialmente, il vuoto. Un po’ si sapeva e non a caso nessun responsabile, né generale né di settore, aveva fatto voli pindarici alla vigilia delle prime gare stagionali, da una parte o dall’altra. Anzi, se vogliamo l’unico aspetto positivo può essere ricercato solo nelle 3 qualificazioni alla seconda manche degli azzurri, domenica, considerata la presenza misera di due atleti nei primi 30 della start list (Vinatzer, Borsotti; erano 3 al femminile, Della Mea, Zenere, Bassino) e di 7 pettorali totali. Ecco, questo ci sembra davvero l’unico dato che abbia in qualche modo il segno + davanti.

Per il resto, il 5° posto di Zenere (pettorale 21, secondo tempo nella manche decisiva, 11 posizioni recuperate) e il 7° di Vinatzer (9° tempo nella II prova, 7 posizioni guadagnate), regalano comunque all’Italia una sufficienza stiracchiata. Senza una sbavatura nel finale la vicentina probabilmente sarebbe anche salita sul podio, mentre Vinny avrebbe potuto osare maggiormente sul muro, tra prima e seconda manche, per avvicinarcisi di più, a quel podio. E sul Rettenbach per altro è alla terza top10 dal 2024.

RAGAZZE

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Detto ciò, e parliamo delle ragazze, quando sei la Nazione con più atlete al via (11) e 7 di queste partono tra il n.28 e il 49, è lecito aspettarsi di più. Ma qui subentrano anche due discorsi che è giusto fare. Il primo. L’assenza di Federica Brignone: è vero che una sciatrice delle sua età (36 anni) in teoria potrebbe pure essere già ritirata, a maggior ragione dopo aver vinto tutto. Ne avrebbe tutto il diritto. E’ anche vero però che per il momento non ne ha intenzione e in Coppa del Mondo manca di fatto dal marzo 2025. In Coppa, ribadiamo. E stiamo parlando della campionessa del mondo e olimpica in carica della specialità, non può essere dimenticato.

Secondo discorso: Luca Agazzi, anche da questi “microfoni”, aveva parlato chiaro, da responsabile del team delle discipline tecniche: “Abbiamo impostato un nuovo lavoro tecnico, per come è fatto lo sci alpino servono 2 anni per vederne i frutti” il sunto del suo pensiero. Si riferisce soprattutto al fatto che in allenamento le manche sono di 40″, massimo 50″ secondi, quindi se hai bisogno di sistemare proprio una situazione tecnica globale, vedi per esempio Collomb, te ne servono di passaggi prima di assimilarla, prima che si vedano i frutti insomma. E sulla neve, ci ripetiamo, 2h di gigante equivalgono a… 20 giorni di sci, che non sono poi nemmeno facili da trovare e incastrare, di questi tempi. Insomma, da questo punto di vista lo sci è uno sport davvero diverso da tutti gli altri o quasi. Niente alibi, per carità. E’ stato impostato un nuovo indirizzo tecnico, lo si accetta, ma non si può nemmeno pretendere di vedere tutto e subito.

Anna Trocker, 17 anni, 8 gare in Coppa del Mondo ©Pentaphoto
Anna Trocker, 17 anni, 8 gare disputate in Coppa del Mondo ©Pentaphoto

Va detto però che anche Trocker, forse per quel problema alla spalla che le ha fatto saltare una parte della preparazione atletica estiva e che l’ha condizionata un minimo anche nei primi giorni in Argentina, sugli sci, è sembrata ben diversa da quella che avevamo lasciato alle Finali di Hafjell, a marzo. E’ piaciuto sicuramente l’atteggiamento dell’esordiente Bieler, mentre per il resto, come cantavano Morandi-Tozzi-Ruggeri vincendo il Festival di Sanremo nel 1987, “si può dare di più“. In attesa del rientro anche di Sofia Goggia, che avverrà comunque prima rispetto a Brignone.

RAGAZZI

A livello maschile, questi siamo e questi restiamo. Detto di Vinatzer, la prima manche ci aveva anche regalato un buon Borsotti, ma se poi non si concretizza in mano non resta nulla. Franzoni fa bene a insistere sul gigante, ma le sue priorità sono comunque altre e dietro non sono in tanti a spingere.

Come aveva raccontato Mauro Pini in un’intervista rilasciata a Race Ski Magazine, al sottoscritto, un anno fa, il problema sembra in realtà chiaro: “Per quello che ho potuto vedere in queste settimane, al di là dei risultati, i numeri legati agli atleti di alto livello non sono grandissimi, quello sì”. Questa è LA frase, su cui riflettere, lavorare e ripartire.

Ma per ora i ragazzi sono quelli visti a Sölden, più o meno, ed è inutile gridare allo “scandalo” a ogni gara andata diversamente da come vorremmo. Accadrà ancora. Lo diciamo una volta: servono i giovani che “spingano da dietro”, e poi non lo diremo più, per non diventare un disco rotto.

Però c’è da lavorare sulle base. Questo è quanto, già lo si sapeva, ma oggi giova ribadirlo. Almeno oggi.

Giovanni Borsotti, piemontese, 35 anni, 6° nel gigante di Val d'Isere 2015 come miglior risultato in Coppa del Mondo ©Pentaphoto
Giovanni Borsotti, piemontese, 35 anni, 6° nel gigante di Val d’Isere 2015 come miglior risultato in Coppa del Mondo ©Pentaphoto

5 pensiero su “Sölden: Italia, sufficienza stiracchiata grazie a 2 atleti”
  1. In campo maschile la situazione è, dal mio punto di vista, molto più allarmante proprio perché, come da te notato, non ci sono ricambi. Bene Vinatzer (un settimo posto dopo la terribile seconda parte di stagione dello scorso anno dà quantomeno fiducia) e Borsotti (che però ha 35 anni). Molto positivo Franzoni, al di là dell’uscita. Ma se Franzoni, dopo aver ripreso il gigante solo da pochissimo e avendo il focus altrove, fa molto meglio degli specialisti che fanno da anni solo quello…non ci siamo proprio. De Aliprandini mi ricorda Bassino, Kastlunger non cresce.
    Al femminile la situazione non è così drammatica. Serviranno tempo e pazienza ma almeno le ragazze ci sono e sono promettenti.

    1. La differenza è che Bassino ha vinto molto di più di Luca, che avrebbe a sua volta potuto dare molto di più, ahimè. Avrebbe meritato anche di più.

  2. In campo femminile c’è luce , bisogna avere pazienza e fiducia aspettando una ragazza di 17 anni ( sperando che non venga “bruciata”) . In Italia siamo i migliori in quel campo. Argomento Bassino meriterebbe un discorso a parte, mi permetto di dire e ( di sperare) che non molli, e’ molto fragile ed emotiva.
    Tra i maschi ( velocità a parte) c’è il buio totale….

    1. Non so che dire nemmeno io su Marta. Attendiamo e vediamo. Non mi stupirei di nulla, nemmeno di un… ritiro anticipato. Vediamo.

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