È passato quasi un anno dal 15 ottobre 2025, una data nefasta per Marta Rossetti, quando in allenamento ha subìto la rottura del legamento crociato anteriore e la lesione del menisco mediale del ginocchio destro. A poco meno di 365 giorni dall’infortunio che le ha fatto saltare tutta la stagione 2025/2026 e, soprattutto, le Olimpiadi di Milano-Cortina, la ragazza di Raffa di Puegnago del Garda, cresciuta agonisticamente in Trentino, ha parlato a Sport Tales del suo stato di salute, degli allenamenti, dell’imminente ritorno in gara a Levi, senza celare la delusione per la mancata partecipazione alla rassegna olimpica, dopo la miglior stagione della carriera almeno in termini di velocità. Di seguito, le sue parole in esclusiva alla nostra redazione. Marta, come sta? Allenamenti ?«Abbastanza bene, non sono ancora al 100% come è normale che sia. L’infortunio e la conseguente riabilitazione sono stati piuttosto complessi, anche se nei tempi, dato che il recupero totale è stimato intorno all’anno per questo tipo di lesione. Gli allenamenti sono andati in crescendo: l’inizio dell’estate è stato piuttosto complesso, il ginocchio faceva male e doveva trovare stabilità, ma poco alla volta si mette tutto insieme, allenandosi soprattutto in slalom, ma anche in gigante. Il ritiro in Argentina è andato bene, ora ci si concentra sulla preparazione pre gara e si torna a spingere di più!». A proposito, è già riuscita a ritrovare la velocità che aveva prima dell’infortunio?«Al momento ancora no, i ritmi anche in allenamento non sono quelli di prima dell’infortunio. Ora il focus è soprattutto sulla tecnica, non sulla velocità. In generale, la preparazione è molto diversa da quella dell’anno scorso ed è tutto un po’ più in ritardo, non si spinge a tutta fin dall’Argentina. A esempio, non è ancora stato provato il ritmo gara e comunque i carichi aumenteranno con il passare del tempo». Marta Rossetti con Martina Peterlini ©Pentaphoto «Parlando della scorsa stagione, com’è andata l’annata senza gare? E come ha vissuto le Olimpiadi?«Sarò sincera, l’infortunio è stato come un fulmine a ciel sereno. Vedere la stagione da fuori non è stato facile, ho pensato tanto al recupero dall’infortunio al ginocchio. Allo sci ho pensato soltanto all’inizio, poi ho praticamente smesso di guardare le gare, non riuscivo sostanzialmente a farlo. Comunque, spero che questa annata possa avermi insegnato tanto per il futuro. Per quanto riguarda le Olimpiadi, ho deciso soltanto due giorni prima della gara di slalom di comprare il biglietto per andare a supportare e tifare le mie compagne!» A proposito, chi ha sentito e chi l’ha supportata di più durante l’infortunio? Slalomiste e non, pensando anche a Federica Brignone, visto il suo calvario«Federica mi ha scritto per farmi forza quando mi sono infortunata, così come Sofia Goggia, che al camp in Argentina è stata molto carina, chiedendomi come stessi. Tutte le mie compagne di slalom mi sono state vicine, soprattutto Martina Peterlini, che è la mia migliore amica e con cui mi sento quotidianamente. Abbiamo fatto riabilitazione nello stesso periodo, anche se in strutture diverse (Martina si è sottoposta ad aprile a un intervento chirurgico al tendine rotuleo del ginocchio destro) e ha avuto lo stesso infortunio qualche anno fa. Pensa che quando guardavo le gare questa stagione, lo facevo soprattutto per lei». Tornando agli allenamenti, su cosa si è lavorato di più quest’estate? Sia a livello individuale, sia di squadra?«A livello tecnico gli obiettivi sono diversi dagli altri anni, visto il cambio di allenatori (il responsabile del team di gigante e slalom è Luca Agazzi, NdC). Quello principale è ritrovare equilibrio, stabilità e taglio giusto, cosa che è stata più facile con il primo infortunio che con il secondo (nel 2021 si era rotta il legamento crociato del ginocchio sinistro). Ulteriori obiettivi individuali e di squadra sono top secret. Per quanto riguarda le specialità, l’attenzione è totalmente e unicamente rivolta allo slalom, ma ho provato anche il gigante in Argentina, che mi piace molto e in cui andavo bene l’anno scorso in allenamento. Vedremo se ci sarà l’occasione tra qualche mese di riprovarlo, magari in Coppa del Mondo, anche se al momento è soltanto propedeutico per la mia disciplina». Marta Rossetti, 25 anni, da Raffa di Puegnago del Garda (Brescia): vanta due top10 in slalom in Coppa del Mondo ©Pentaphoto Parlando della squadra, come ha visto le tue compagne in allenamento? E cosa ci dice di Trocker, che alle scorse Finali è andata fortissimo…?«Sono rimasta molto sorpresa da “Annina”, ha tanto talento, va molto forte e spinge sempre al massimo in ogni allenamento e in qualsiasi disciplina. Ho visto molto bene anche Emilia Mondinelli e Lara Della Mea, che ovviamente è più completa e costruita, come si è gia potuto vedere nella scorsa stagione. Tornando ad Anna, io e lei siamo molto diverse sul piano fisico, ma mi ha impressionata». Cosa dobbiamo aspettarci da Marta Rossetti in questa stagione? «Sarò sincera, non lo so nemmeno io; ora gli obiettivi sono soprattutto il ritrovare l’equilibrio e la sciata. Si sogna, è ovvio, ma adesso l’importante è concentrarsi sul lato tecnico. Non ho ancora pensato agli obiettivi per la gara, mi sto concentrando solo sull’allenamento, soltanto con il passare del tempo si penserà alle gare vere e proprie e agli obiettivi». Come vede la lotta per la Coppa di specialità in slalom visto l’annuncio di Shiffrin, che disputerà meno gare? «Secondo me se la giocheranno Rast e Colturi, anche se molte altre possono mettersi in mezzo, spero anche italiane, ovviamente! Per quanto riguarda Shiffrin, bisognerà capire quante gare farà, visto che parte per vincere sempre e, se si presenterà al cancelletto, vorrà dire che sarà indubbiamente in grado di farlo». Slalomiste pronte per la nuova stagione! ©Instagram Navigazione articoli Aicher e Weidle contro l’aumento delle gare! Brignone omaggia Gut: «Campionessa e grande esempio»