Una chiacchierata diversa, particolare, tra amici, perché Sofia Goggia, che non ha bisogno di presentazioni, e Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport-Stadio, si stimano. C’è empatia tra loro. Magari non ci fu al primo incontro, come Zazzaroni ha più volte raccontato, ma da tempo c’è eccome. E sul nuovo canale You Tube del quotidiano con sede principale a Roma è andata in scena un’intervista alternativa, informale, atipica. Ecco qualche estratto interessante. Al link la trovate integrale. Sui Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026: «Il bronzo era l’unico colore che mi mancava. Ma avrei preferito bissare l’oro, sinceramente. In discesa. Dopo il superG ero amareggiata per come erano andate le cose. Sei in testa, hai un bel vantaggio, butti via una gara… ». Sofia Goggia al FISI Media Day con la Coppa del Mondo di superG, prima per lei in carriera, seconda per l’Italia femminile. Al collo il bronzo olimpico in discesa a Milano-Cortina 2026 ©Pentaphoto Molto interessante la risposta alla domanda “Cos’ha Brignone che tu non hai e viceversa“: «Lei ha un tocco sulla neve che io non ho. Una classe infinita. Io quella non ce l’ho. Io sono sempre andata più di istinto, grinta, anche potenza. Forse in più ho solo avuto una predisposizione al rischio, che rasenta anche l’incoscienza». Sul ripartire dopo una delusione sportiva: «Quando non riesci a esprimere te stesso quando sei al cancelletto di partenza, ecco quella cosa lì a me fa male nell’anima. Ma poi si riparte da lì, da quel dolore che provi, per dare il tuo meglio nella gara successiva». Sul futuro: «Non sono preoccupata per quello che sarà il post sci». Sulla vita “particolare” da atleta: «280 giorni lontano da casa, da Bergamo. Ma rifarei tutto, pur togliendo magari qualche infortunio. Nella gestione del mio fisico sono cambiata tanto e sono migliorata tanto». Sofia Goggia, 29 vittorie e 69 podi in Coppa del Mondo ©Pentaphoto Navigazione articoli Cento giorni a Sölden. Parte un nuovo quadriennio olimpico Vonn shock: «La mia caviglia è ancora fratturata!»
Sincera, iconica e comunque grande personaggio. A Bergamo e nel quartiere Longuelo/Astino devono essere orgogliosi di avere un’atleta così innamorata delle sue origini Rispondi