Federica Brignone, 2 ori da leggenda a Millan-Cortina 2026 ©PentaphotoFederica Brignone, 2 ori da leggenda a Millano-Cortina 2026 ©Pentaphoto

Sensazione, così al primo impatto dopo averla sentita raccontare tutto di questa (mezza) gloriosa stagione, a Milano? L’intenzione di continuare c’è, eccome, per Federica Brignone. E’ proprio quello che percepiamo sentendola parlare, certo con la soddisfazione enorme di chi ha vinto tutto in carriera, pur nella sofferenza degli ultimi mesi. Se poi accadrà o meno (il ritorno a tempo pieno), impossibile saperlo adesso.

Ma non ci dà l’impressione di un’atleta che abbia già altro nella testa, ecco. Dipende da come starà il suo fisico e soprattutto, crediamo, dal fatto di riuscire a togliere o meno questi benedetti mezzi di sintesi che ha ancora nella gamba sinistra.

PRIMATO EGUAGLIATO

Intanto per la quarta volta, per acclamazione popolare e decisione FISI, senza aspettare le votazioni e la consueta finestra di ottobre per la proclamazione, Federica Brignone ha vinto il premio “Atleta dell’anno” della Federazione, record di Stefania Belmondo eguagliato.

Federica, dopo due mesi, che emozioni prova dentro?
«Non guardo spesso le immagini delle Olimpiadi, anche se sono emozionanti. Il mio percorso è stato duro e terribile, era già un regalo essere a Cortina. Mi chiedo ancora come abbia fatto a vincere. È stato un privilegio gareggiare in casa, l’orgoglio è ancora più grande. Il risultato di squadra è stato incredibile. Durante le Olimpiadi ho cercato di non perdere una gara anche degli altri sport, sono emozioni uniche; anche dopo la terza e ultima prova della discesa femminile non ho voluto sapere il risultato della gara maschile per godermela dopo, con calma. E ci sono anche riuscita!».

Ora come sta?
«Ho fatto tante cose belle, ma ci sono comunque i due lati della medaglia. Chiaramente la mia gamba non sta bene e c’è ancora bisogno di tanto lavoro, questo è chiaro. E’ sicuramente così. Non è andata come volevo io fino in fondo, perché avrei voluto concludere la stagione sino alle Finali».

Federica Brignone a Cortina dopo lo slalom gigante vinto in maniera dominante ©Pentaphoto

BRIGNONE AL LAVORO

Come procedono le sue giornate?
«Ho tanto lavoro da fare, non solo per tornare in pista, ma per la mia salute personale. Sono sempre in fisioterapia a Torino, è dura dare tanta continuità al lavoro a causa dei vari impegni. Anzi, al momento è impossibile. Devo dare tempo alla guarigione, pensando giorno per giorno. È brutto non avere programmi precisi, ma almeno non ho le stampelle. Se prima la mia reazione è stata soprattutto di testa, adesso in gioco ci sono il corpo e la gamba sinistra in particolare, quella danneggiata. Fisicamente non ho mai fatto fatica a fare tante gare in una stagione. Adesso penso che sarà diverso».

Sogna quelle emozioni lì di Cortina, le capita?
«In alcuni momenti di viaggio, per esempio, ripenso a tutto quello che è successo e quando rivedo i video di questo inverno l’emozione è ancora altissima e mi chiedo ancora davvero come io abbia fatto. La cosa più difficile? Ve la spiego. D’accordo, torni sulla neve, dolore o non dolore alla fine sei lì, sei in pista, ci sei, sei tornata, ce l’hai fatta, fisicamente comunque riesci a sopportare certe tipi di carichi anche se un po’ a sprazzi, a mezze… manche, a porte, a pezzettini. Arrivi lì e il giorno giusto devi poterti fidare! Ecco l’aspetto più complicato. Io sono riuscita ad arrivare al cancelletto e… fidarmi, dire “Io voglio andare più veloce!”. Questo è stato l’aspetto più difficile. Dopo un incidente del genere, con così poco tempo a disposizione, di solito c’è il riadattamento, un nuovo tipo di allenamento, ci sono momenti di non fiducia. C’è paura dopo un incidente del genere e tanta, io ne avevo. Arrivare il giorno della gara olimpica, anzi delle gare olimpiche, mettere tutto a posto e pensare comunque: “Io voglio andare più veloce” è stata una delle cose più difficili della mia vita, della mia carriera, e mi chiedo ogni giorno come ho fatto».

 Cosa c’è ancora nella sua testa, guardando avanti?
«Voglia e rabbia agonistica? Ci sono ancora. Da una parte non ho più voglia di rendere conto di tutto questo, avrei bisogno solo di un periodo per me. Ma c’è anche altro. Io non sono riuscita a fare l’atleta, tornare a essere sana e fare l’atleta ogni giorno. Volevo farlo come in passato e non ci sono riuscita. Sto ancora inseguendo il fatto di stare bene e tornare a essere totalmente un’atleta e questo è l’obiettivo, attualmente».

Romane Miradoli, Federica Brignone, Cornelia Hütter sul podio del superG a Milano-Cortina 2026 ©Pentaphoto
Romane Miradoli, Federica Brignone, Cornelia Hütter sul podio del superG a Milano-Cortina 2026 ©Pentaphoto
9 pensiero su “Brignone: «Voglia e rabbia ci sono ancora»”
  1. Sempre più convinto che (se i problemi fisici “spariscono” ovviamente) la rivedremo a Söelden. E non sarà la sua ultima sul Rettenbach. Dita incrociate. Se va come spero ce la godremo fino ai prossimi Giochi Olimpici

    1. Se sta bene anche io sono convinto andrà avanti. Ma credo solo per un’altra stagione. Piena e sana, possibilmente

  2. Sul togliere i mezzi di sintesi non si sa nulla di concreto?
    Parli di “se”,quindi non c’è la sicurezza che li toglierà?

  3. Non posso immaginare cosa voglia dire un infortunio del genere ,ma se non ha idee di famiglia all orizzonte perché non continuare ?! Tutti che scrivono che dovrebbe smettere, ha vinto molto nelle ultime stagioni decisamente da over 30 , le olimpiadi hanno dimostrato che è ancora all ‘apice soprattutto in gigante dove è in grado di dominare . La sua fame agonistica non credo sia svanita.

    1. Credo le idee di famiglia le abbia, ma lei è proprio un’agonista nata. A luglio saranno 36. Per me continua, almeno per un’altra stagione. Avrei smesso dopo i 2 ori, ma un atleta è libero ovviamente di fare quello che vuole. Non sono troppo d’accordo con la teoria per cui ci si debba ritirare al massimo. Jordan è rientrato due volte e nel II caso non andò bene. Ma i due anni a Washington non hanno tolto nulla alla sua grandezza precedente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *