Le piste estive stanno un po’… scomparendo, idem i ghiacciai, e le squadre di sci devono riorganizzarsi. La riduzione degli allenamenti in piena estate modifica la pianificazione stagionale. Soprattutto le giovani leve si trovano ad affrontare nuove difficoltà. E’ un bel tema quello affrontato da SRF con un esperto “speciale”. Dopo Zermatt e Saas-Fee, anche il Passo dello Stelvio sospende l’attività estiva: viene meno un’ulteriore possibilità di allenamento sciistico estivo. Faceva semplicemente troppo caldo, come afferma la società che gestisce il comprensorio sciistico in Alto Adige. In queste condizioni non è più in grado di garantire la sicurezza e la qualità. Già all’inizio di agosto Zermatt aveva dovuto sospendere la normale attività estiva sul ghiacciaio del Theodul a causa del forte scioglimento del ghiacciaio. Swiss Ski può comunque continuare ad allenarsi in parte grazie a una soluzione speciale. Per altre squadre e in particolare per le giovani leve, però, le possibilità si stanno riducendo. IL TEMA Lo sci si trova in difficoltà per gli allenamenti estivi anche a causa dello scioglimento dei ghiacciai: «Diventa sempre più difficile svolgere allenamenti sciistici sui ghiacciai nei mesi di luglio e agosto», afferma Marc Berthod, esperto di sci della SRF. Per l’élite della Coppa del Mondo è più facile far fronte a questa situazione rispetto alle squadre giovanili. SKI DOME I professionisti possono spostarsi nell’emisfero sud per i ritiri di lunga gittata. Per le squadre giovanili, invece, tali viaggi sono costosi e logisticamente complessi: «È anche una questione di costi», afferma Berthod. Se le possibilità di allenamento adeguate dovessero diventare più scarse, ciò potrebbe rendere lo sci ancora più costoso. Le piste da sci al coperto stanno quindi acquisendo importanza. In passato erano in parte malviste, dice ancora Berthod. Ma oggi l’atteggiamento è cambiato. Le condizioni sono costanti e gli atleti possono completare molte discese in breve tempo. Tuttavia, anche lì la domanda è in aumento: ormai è difficile trovare posti liberi per gli allenamenti: «Come in un frigorifero»: così Marc Berthod descrive i centri sciistici al coperto, sempre più popolari. L’allenamento estivo sta quindi diventando più difficile da organizzare per gli sciatori e anche per gli sciatori svizzeri, tra i più avvantaggiati, solitamente. Ciò influisce anche sul calendario dei vari training. In passato, dopo le ultime gare seguiva solitamente una pausa, poi il potenziamento fisico e, a partire dalla fine di luglio o agosto, di nuovo l’allenamento sulla neve. Ora le squadre cercano di sfruttare più a lungo l’inverno e soprattutto la primavera. A quote più elevate, le piste al mattino sono spesso ancora compatte e dure, afferma Berthod. Solo successivamente arriva il periodo più lungo dedicato al condizionamento fisico. In autunno si torna sulla neve il prima possibile, in alcuni casi già all’inizio di ottobre, a esempio, dove i comprensori sciistici utilizzano depositi di neve artificiale. Il periodo senza allenamento sugli sci, dunque, non diventa per questo necessariamente più lungo: «La pausa sciistica rimane più o meno della stessa durata. Semplicemente, si svolge in altri mesi». Per la Svizzera, con la «neve sciolta», si perde una parte di un vantaggio competitivo di lunga data, afferma l’esperto di sci Berthod. Zermatt e Saas-Fee sono state a lungo luoghi affidabili per l’allenamento. L’altitudine rimane certamente un vantaggio per gli allenamenti in primavera e in autunno: «Ma l’attività in piena estate verrà sicuramente meno nel medio termine». Navigazione articoli Tina Maze e il suo “Camp”: «Voglio avvicinare i bambini allo sport». E Kostelic… HEAD, potenza di fuoco impressionante. E Nordica…