La migliore sciatrice alpina slovena di tutti i tempi, Tina Maze (detiene ancora il record di punti nella Coppa del Mondo generale, 2414. Ha vinto, tra l’altro, 2 ori olimpici, 4 mondiali, una coppa generale, 2 di specialità), ha già concluso a Kopa il suo secondo “camp” estivo sportivo, ovvero l’accademia per giovani. Questa volta, tra gli altri, le hanno fatto compagnia anche Janica Kostelić e Sara Isaković, argento olimpico sui 200m stile libero di nuoto a Pechino 2008 dietro Federica Pellegrini. «Ho sentito il bisogno di creare qualcosa di nuovo», ha raccontato Tina Maze, quando ha chiuso la seconda edizione del campo estivo della sua accademia. «Voglio avvicinare i bambini allo sport. Voglio che trascorrano le giornate praticando sport e non davanti al telefono. Anche io qui non ho tempo per il telefono», ha sorriso la due volte campionessa olimpica. «È un progetto che mi è rimasto nel cuore per molto tempo. Ho sempre sentito il bisogno di lavorare con i bambini. Lavorare con loro mi riempie di energia e, allo stesso tempo, ritengo importante poter condividere ciò che ho raggiunto e ciò che so», sottolinea l’unica sciatrice slovena ad aver vinto la Coppa del Mondo generale, che presto festeggerà il decimo anniversario della fine della sua magnifica carriera. Sotto la sua guida, con l’aiuto di diversi esperti, quasi 30 bambini si sono cimentati in una vasta gamma di sport. Acrobatica, atletica leggera, ciclismo, pattinaggio, esercizi di equilibrio e forza… Un tocco speciale al camp è stato dato anche dall’ex nuotatrice di alto livello, medaglia d’argento olimpica e affermata psicologa slovena, Sara Isaković, che ha tenuto una lezione ai partecipanti su come il cervello reagisce alla concentrazione sugli schermi dei telefoni. Ospite d’eccezione è stata anche la migliore sciatrice alpina croata di tutti i tempi e rivale di lunga data di Tina, Janica Kostelić, che ha portato a Kope alcuni promettenti sciatori: «È stato bello rivederla e rivivere i ricordi. Ma soprattutto è un’esperienza positiva anche per i bambini. Perché? Senza rendersene conto, vedono che gli atleti di successo, anche i campioni olimpici, sono persone del tutto normali. Se ci riusciamo noi, possono farcela anche loro, pensano», racconta Tina, che è anche laureata in pedagogia. Ha confermato che organizzerà il campo a Kopa anche l’anno prossimo e sta valutando l’idea di un’edizione invernale: «Già quest’anno, nell’ambito del progetto di sostegno, abbiamo portato un gruppo di bambini ai Giochi Olimpici di Cortina d’Ampezzo. In futuro, però, mi piacerebbe organizzare anche un ‘camp’ invernale. Dal punto di vista organizzativo sarà più impegnativo, anche per via delle date. Infatti, non vorrei stravolgere il programma di lavoro dei club. Per questo sarebbe opportuno organizzarlo prima della stagione o subito dopo. A mio avviso, novembre sarebbe il mese ideale, quando potrei preparare un camp di sci tecnico», aggiunge e conclude Tina Maze. Gisin-Maze oro, Gut bronzo. Il podio della discesa a Sochi 2014 ©GettyImages Navigazione articoli Le idee di Yule: «Coppa? Massimo 45 atleti a gara. E in Argentina…» Allenamenti estivi: ghiacciai in difficoltà, quali le soluzioni?