La rana è azzurra a Parigi 2026, almeno nelle distanze più veloci: storica doppietta di Nicolò Martinenghi, che dopo i 100 metri vince anche i 50 rana agli Europei, in 26”57. E’ tutto identico a Roma 2022, quando Martinenghi fece la stessa cosa e sui 50 si lasciò alle spalle Simone Cerasuolo. E’ accaduto ancora, con tre differenze principali però: Cerasuolo era campione del mondo in carica e principale favorito, per quanto visto finora in Francia; il suo argento è ex aequo con l’olandese De Groot; in batteria venerdì mattina, 14 agosto, Cerasuolo aveva nuotato 26”20, primato italiano, seconda prestazione di sempre al mondo assieme al cinese Qin, dietro Peaty. Ovviamente, la tensione della Finale è un’altra cosa e Simone non è riuscito a ripetersi rispetto a batterie e, parzialmente, semifinali. L’argento è un bel risultato, ma questa volta non lo lascerà troppo appagato rispetto a 4 anni fa. Mentre Martinenghi da Parigi 2024 è entrato veramente nella categoria dei fuoriclasse e sa vincere anche quando non è il favorito o senza realizzare tempi clamorosi. Conta nulla: resta il migliore a toccare davanti a tutti quando vale di più. Eccezionale. Campione unico, agonista fenomenale, un po’ come Gianmarco Tamberi nel salto in alto, con la differenza che lui, il varesino, ha a disposizione due specialità e non una sola come Gimbo. Simone Cerasuolo, campione mondiale in carica sui 50m rana ©FIN CRONACA Nicolò Martinenghi conferma un feeling speciale con Parigi e, dopo il successo nei 100, vince anche la finale dei 50 precedendo il campione mondiale Simone Cerasuolo: 26″57 contro 26″62. Insieme sul podio come nei 100 (con Cerasuolo di bronzo) e come agli Europei di Roma 2022. Il 27enne campione olimpico di Varese – tesserato per CC Aniene e allenato al centro federale di Verona da Matteo Giunta – ha la rara capacità di cogliere le occasioni in maniera cinica. Una dote che Cerasuolo, diventato secondo performer all time con 26″20 in batteria e 26″23 in semifinale, deve ancora affinare. Il 23enne romagnolo – tesserato per Fiamme Oro ed Imolanuoto, seguito da Cesare Casella – tocca in ex aequo l’olandese Koen De Groot per un doppio secondo posto. «E’ stata una gara molto strana. Sapevo che la finale sarebbe stata diversa rispetto agli altri turni – spiega a caldo Martinenghi -. Mi piace godermi queste sfide che mi esaltano. Bissare come a Roma sarebbe stato impensabile fino a poco tempo fa. Complimenti a Cerasuolo, ha fatto tre turni di gare pazzeschi. Il futuro è suo». Per il momento però resta un velo di amarezza: «Ero più contratto rispetto a ieri – afferma Cera – Le finali sono anche questo. Dovremo prendere esempio da ciò che non ha funzionato: direi parecchie cose. Quattro decimi di ritardo rispetto ai turni di qualificazione sono tanti, ma s’impara e si va avanti» . STATISTICHE Martinenghi, ex-aequo con Fabio Scozzoli, è da oggi il ranista azzurro con più podi negli eventi individuali dei Campionati europei in vasca lunga. Il tassametro recita un eloquente 5, ma se si allarga il campo alle staffette si sale a 9 con ben 5 vittorie complessive. Il ventitreenne romagnolo Simone Cerasuolo, campione iridato in carica nella distanza breve della rana, si è, invece, messo al collo la terza medaglia della carriera a livello individuale nonché seconda dell’edizione in corso dopo essersi piazzato al terzo posto nei 100 metri. Martinenghi e Cerasuolo torneranno in vasca domani per affrontare la staffetta 4×100 mista alternandosi ai blocchi di partenza tra qualificazione della mattina e finale pomeridiana, che chiuderà definitivamente il programma di gara assegnando l’ultimo titolo in palio. Martinenghi-Cerasuolo, oro e argento sui 50 rana a Parigi 2026 e Roma 2022 ©FIN SARA, SARA, SARAAAA Pokerissimo di medaglie, invece, per Sara Curtis. Dopo i 100sl, si “veste” di bronzo anche sui 50. Soprattutto, scende sotto il muro dei 24”, nuotando in 23”99. Prima italiana a medaglia in questa specialità agli Europei, prima azzurra a battere quella barriera cronometrica storica. CRONACA Una condizione psicofisica straripante che le permette di sopperire anche alla stanchezza accumulata in questi giorni. Sara Curtis confeziona un’altra magia ed è bronzo nei 50 stile libero e porta il suo record italiano a 23″99: una perla che si aggiunge all’oro con record del mondo nei 50 dorso, all’argento con la 4×100 sl, i bronzi con la 4×100 sl mixed e quello storico nei 100 stile libero. Fanno cinque podi, due record mondiali, tre italiani. Sensazionale, ancora una volta, la prova della 19enne di Savigliano – tesserata per Esercito e CS Roero, seguita alla Virginia Univeristy da Todd De Sorbo e in Italia da Thomas Maggiora – che cancella il 24″09 registrato in finale al 62esimo Settecolli Ip lo scorso giugno; quando la sua compagna d’allenamenti Gretchen Walsh portò il primato del mondo a 23″55. Vince la polacca Maria Wasick in 23″84, seguita dalla svedese e vincitrice di tutto Sarah Sjöström in 23″86. E la sconfitta della mammina scandinava è comunque una notizia! Sara Curtis, nuova primatista del mondo sui 50 dorso in 26″56 ©FIN STATISTICHE Per Sara, quinto podio in cinque gare disputate finora. E non è finita. Va, in ogni caso, rimarcato come prima di oggi nessuna nuotatrice azzurra si fosse attestata nelle prime tre posizioni dei 50 metri stile libero. In qualsiasi gara. Nell’occasione, si è tolta in un colpo solo la soddisfazione di diventare la terza donna italiana, dopo Novella Calligaris e Simona Quadarella, a ottenere tre podi individuali nella stessa rassegna continentale nonché la terza, dopo Federica Pellegrini e Margherita Panziera, a mettersi al collo cinque medaglie complessive in una singola edizione. Per chiudere la proficua campagna di Francia, manca ora all’appello solamente la staffetta 4×100 mista femminile, che andrà in scena domani. Un eventuale podio azzurro, alla vigilia tutt’altro che scontato, consentirebbe all’astro emergente del nuoto azzurro di eguagliare Thomas Ceccon, unico nuotare italiano finora capace di vincere sei medaglie nella stessa edizione. Sarah Sjöström e Sara Curtis, cresciuta nel suo mito! ©FIN MISTI MAGICI Arrivata al traguardo per qualche secondo non ha realizzato bene ciò che avesse combinato. Poi l’urlo di gioia rivolto verso la tribuna dove stavano assiepati i suoi compagni di squadra. Anita Gastaldi fa saltare il banco, sorprende tutti, soprattutto se stessa e si prende un pazzesco argento nei 200 misti, battuta solamente dall’irlandese Elle Walshe in 2’09″81. Fenomenale la prova della 23enne cuneese di Bra – tesserata per Carabinieri e VO2 Torino, allieva di Fabrizio Clary – che nuota il primato personale in 2’10″07 (frazioni 27″78, 32″44, 38″87, 30″98), depennando il 2’10″97 siglato agli Assoluti di Riccione nell’aprile del 2025 e ad appena sessantasette centesimi dal record italiano di 2’09″30 di Sara Franceschi. Completa il podio la belga Roos Vanotterdijk in 2’10″10. «Faccio ancora fatica a capire cosa sia successo – dichiara Gastaldi, bronzo europeo in vasca corta a Lublino 2025 nei 200 farfalla -. Sapevo che la gara sarebbe stata aperta, perché già in semifinale eravamo tutte molto vicine. Ho migliorato il mio personale di quasi un secondo. Ho lavorato tanto per arrivare a questo risultato. Ho accanto persone che credono in me, forse anche più di quanto ci creda io. Prima della gara ho ricevuto soltanto tanto sostegno e messaggi di incoraggiamento». Anita Gastaldi, 23 anni, cuneese anche lei come Curtis, quarta italiana a medaglia agli Europei sui 200 misti, dopo Alessia Filippi, Ilaria Cusinato e Sara Franceschi ©FIN Navigazione articoli Steenbergen, la frazione più veloce di sempre nei 100sl. E Curtis… Europei Parigi: Pilato e Ceccon argento per un centesimo!