La domanda delle domande resta inevasa. E il bello è che… ce la facevamo già lo scorso 31 marzo. Tre mesi abbondanti dopo non esiste risposta definitiva, ma qualche segnale da interpretare al meglio. Unito a diversi rumors… E la domanda? Sempre quella: Lara Gut-Behrami e Federica Brignone, amiche-rivali (solo in pista), campionesse eterne, lasciano o raddoppiano? Le due stanno vivendo momenti ben diversi attualmente, sia chiaro. Intanto, ricordiamo i fatti “di partenza”, perché la tempistica in questa storia è importante. Brignone si infortuna gravemente lo scorso 3 aprile 2025, ma il resto della vicenda lo conosciamo bene: dal rientro a Kronplatz a gennaio, ai due ori olimpici di Milano-Cortina 2026 tra superG e gigante, fino allo stop successivo in Coppa, dopo Soldeu. PENSIERI Lara Gut-Behrami cade invece in allenamento a Copper Mountain il 21 novembre 2025, oltre sette mesi più tardi rispetto alla valdostana, e si infortuna pesantemente al ginocchio sinistro, dicendo addio ai Giochi italiani dopo aver per altro centrato un brillante terzo posto nello slalom gigante d’apertura di Coppa del Mondo a Sölden, il 25 ottobre precedente, dietro Scheib e Moltzan. Sembrava lanciata verso la possibile conquista della terza sfera di cristallo generale. Entrambe sono poi state inserite di recente nelle rispettive squadre nazionali per la stagione 2026-2027, tra FISI e Swiss-Ski. Ma questo è stato comunque un atto dovuto, visto che nessuna delle due fuoriclasse ha sciolto le riserve ancora, in merito al futuro. La ticinese è anche tornata sugli sci, ma solo per un “cameo” commerciale. Brignone e Gut-Behrami nel 2023 a St. Anton BRIGNONE Può anche essere che tra marzo e aprile, al di là dei trionfi olimpici, Federica abbia vissuto un periodo più complesso o quanto meno di pensieri vari (ne ha appena parlato, leggete più in basso), dato che nelle giornate magiche di Cortina era anche sotto anti dolorifici, mentre successivamente ha dichiarato di voler tornare a competere senza prenderne più, eventualmente. Ma ora la situazione pare volgere al meglio. Le uscite pubbliche, condite da svariate interviste, sono state ovviamente tante. E le ultime dichiarazioni restano estremamente positive. Come quelle rilasciate, per esempio, a margine del conferimento dell’Ambrogino d’Oro al Comune di Milano: «Sto lavorando fisicamente, sono già oltre le sei settimane di preparazione atletica, miglioro giorno per giorno, la mia gamba idem. Mi sto allenando duramente come al solito in questo periodo. Per essere un bravo atleta bisogna saper girare pagina dopo un momento molto difficile, ma anche dopo un momento molto bello; bisogna sempre pensare al qui ed ora». Come ammoniva Julio Velasco, insomma, che di recente l’ha anche citata per motivare le sue ragazze della pallavolo. E poi ancora: «Cerco di allenarmi ed essere in forma, non posso controllare tutto, non posso tornare indietro a prima dell’incidente, quello che è successo è successo, andiamo avanti. Le sensazioni rispetto alla fine della stagione sono parecchio cambiate: a marzo e aprile ho fatto parecchia fatica, mentre da maggio sto iniziando a svoltare». Appunto. Rispondendo poi a una domanda sulla sua possibile presenza al cancelletto di partenza già a Sölden, il 24 ottobre, per la prima gara della prossima Coppa del Mondo 2026-2027, la valdostana ha sentenziato: «No, è troppo in là, penso settimana dopo settimana, sto cercando di organizzarmi. Non è Soelden, ma una stagione; tra i miei pensieri c’è l’idea di stare bene e andare sugli sci». Stjernesund, Brignone, Hector a Cortina ©PentaphotoPhoto: Pentaphoto/ Marco Trovati Molto interessanti anche le parole che la stessa Federica aveva rilasciato a Vanity Fair, di recente. Alcuni passaggi sono davvero inediti e significativi, un bel riassunto di una carriera leggendaria: «No, non ho mai sentito il bisogno di dimostrare la mia forza a qualcuno. Principalmente a me stessa, sono il mio giudice più severo e sono la prima ad avere dei dubbi, mi chiedo sempre: “Ce la farò o non ce la farò?”. C’è chi mi aveva anche detto che lo sci non faceva per me, ma non ho mai voluto gareggiare per smentirli, solo per capire se riuscivo a superare i miei limiti». E poi ancora: «Da ragazzina non ero ossessionata dall’idea di diventare una campionessa, ho sempre voluto essere precisa e diventare perfetta, e questo mi ha portato a far di più di quanto potessi. Bisogna essere motivati, non ossessionati». Sempre sulle vittorie: «Ho iniziato a vincere tardi, ma sono sempre stata felice di quello che facevo. Mi piaceva davvero sciare. Certo, negli ultimi anni ho vinto tanto, ma già prima avevo la fortuna di essere nell’élite del mio sport. Poi è chiaro che i risultati ti danno ancora più soddisfazione e fiducia in te stessa. Probabilmente avrei potuto vincere di più, però l’ho accettato. Ci sono stati momenti difficili in cui ho pensato anche di mollare. Succede». Parole importanti sulla rivalità in pista. Eccole: «Il confronto con le avversarie esiste, ma nel nostro sport non è mai diretto: lotti contro il tempo. A volte fai una manche quasi perfetta e qualcuno è più forte di te. Altre volte vinci anche senza aver sciato benissimo. È questo il bello. Qualcosa di molto positivo. Ho sempre guardato le grandi atlete con ammirazione, non con invidia. Forse è un approccio un po’ “maschile”, nello sport femminile la rivalità è meno comune, ma guardavo chi vinceva e pensavo: “Guarda cosa riesce a fare!». Sulla paura: «La paura non mi ha mai dominata. Se mi fossi fatta male così dieci anni fa, probabilmente non sarei più tornata a gareggiare, invece negli ultimi anni ho fatto tantissimo lavoro mentale. Ho costruito una conoscenza molto profonda di me stessa. Nel nostro sport più hai paura e più diventa pericoloso. Più ti fidi, invece, più sei fluida e sicura. E ho combattuto tantissimo contro gli allarmi che ti crea la testa». Federica Brignone a Milano, con i due ori olimpici in gigante e superG ©Pentaphoto GUT-BEHRAMI Dalle parti di Lara, invece, tutto tace e non è una novità. Anche perché parlare in questo momento vorrebbe dire esporsi, ma la verità è che la ticinese non ha ancora deciso quale sarà il suo futuro. E non è pretattica, dal suo entourage stretto gradirebbero sapere cosa accadrà, immaginiamo: anche perché in caso di “sì” bisogna organizzarsi e pure in fretta. A quanto trapela, Lara è a posto fisicamente, si sta allenando, va tutto bene. Apparentemente. Resta da capire se esiste quella voglia forte di tornare che ha avuto subito dopo l’infortunio, unita magari allo stimolo dei Mondiali casalinghi a Crans Montana il prossimo febbraio. Al momento però la rassegna iridata rossocrociata è passata un po’ in secondo piano. Insomma, quella piccola certezza che prima c’era, “torno!”, ora si è tramutata in pensiero, quasi uno sfogliare la margherita: vado avanti/mi ritiro, vado avanti/mi ritiro. Ricordiamo che nove mesi fa circa, nel 2025, Gut-Behrami aveva già annunciato la sua personale “the last dance” per l’annata agonistica 2025-2026. Un “ultimo ballo” sugli sci, insomma, e poi arrivederci e grazie. Il ritiro era già ben chiaro nella sua mente. Poi ovviamente l’infortunio ha cambiato tutto, almeno inizialmente. Ecco, quei pensieri però pare siano tornati. Solo pensieri, sia chiaro. Non c’è nulla di definitivo, ancora. Potrebbe proseguire per un’altra stagione o salutare tutti. L’aspetto curioso, scrivendo di Brignone e Gut-Behrami, è che le due fuoriclasse assolute hanno esordito lo stesso giorno in Coppa del Mondo, nel gigante di Lienz, in Austria, il 28 dicembre 2007. Una 17enne, l’altra 16enne. Anche l’addio sarà in comune? In realtà Federica attualmente ha le idee molto chiare: ritorno sugli sci ai primi di agosto e, se le sensazioni saranno positive, si programmerà successivamente la trasferta di Ushuaia, in Argentina. Per Lara questi invece sono giorni decisivi, chissà magari anche di tormenti interiori. Non ci resta che attendere. Lara Gut-Behrami a Sölden 2025. La stagione era iniziata benissimo per lei, con il 3° posto sul Rettenbach. Poi… ©Pentaphoto Navigazione articoli Head vuole… tutte le coppe al femminile? Sono 34 gli sciatori che hanno annunciato il ritiro. Altri restano in bilico…
In caso continui c’è ancora una minima possibilità che prosegua anche oltre,o dobbiamo cominciare con il countdown malinconico da Solden? Rispondi
Questa è una bella domanda, se ti riferisci a Gut-Behrami. Pensiero personale, per me si ritira. Ma ovviamente posso sbagliarmi. Nel caso, credo che farà solo una stagione, come doveva essere nel 2025-2026. Vediamo, resto molto curioso. Rispondi
Gut sono convinta che si ritiri, Brignone avrebbe voglia di spaccare come al suo solito, ma dubito riesca a non provare dolore con i mezzi di sintesi. Dice che si allena bene ma ho paura che stringendo lo scarpone la storia cambi, non capisco perché non possa togliere i mezzi di sintesi come ha già fatto anche Bassino, nonostante abbia avuto l’infortunio diversi mesi dopo Federica. Rispondi
Questa è un’altra bella domanda. Proverò a informarmi ancora. Da quel che so, non può ancora toglierli perché servono! Fra un mese sarà sugli sci e capiremo tante cose. Ma l’idea è di andare anche a Ushuaia. Su Lara sono d’accordo, sta riflettendo proprio in questi giorni. In realtà tutto è possibile. A breve sapremo. Se convoca una conferenza stampa allora credo proprio che si ritirerà. Rispondi