Abbiamo appena visto uomini e donne gareggiare sulla stesso pendio, a Sölden, per l’apertura della Coppa del Mondo. Accadrà anche a Levi e Gurgl e accade spesso, nelle discipline tecniche. Diverso il discorso che riguarda la discesa libera. Sebbene donne e uomini pratichino lo stesso sport nella Coppa del Mondo di sci alpino, proprio nelle specialità veloci gareggiano su percorsi diversi. Un medico sportivo tedesco spiega quale ruolo abbiano le differenze fisiche in un articolo molto interessante a firma Elodie Köppchen su BR24Sport. In occasione dell’apertura della Coppa del Mondo a Sölden, lo scorso fine settimana donne e uomini si sono lanciati lungo lo stesso ripido pendio. Nelle discipline tecniche non è una rarità. Nelle discese veloci, però, la situazione è diversa: la leggendaria Streif a Kitzbühel (che pure ha visto le donne gareggiare fino al 1961) o la gara del Lauberhorn a Wengen, in Coppa del Mondo, sono riservate agli uomini in Coppa del Mondo (anche se alle Finali del 1995 le ragazze gareggiarono su una porzione della Stelvio in discesa!). Questi percorsi sono quindi troppo impegnativi per le donne? Non è proprio così semplice, spiega il dott. Manuel Köhne, medico capo della squadra di sci alpino della DSV. LIMITE A velocità superiori ai 100 chilometri all’ora, gli atleti sono sottoposti a forze enormi. Secondo Köhne, nelle curve di una discesa si registrano in alcuni casi accelerazioni da 3 a 3,5 g. In particolare, ginocchia, caviglie e anche sono sottoposte a forti sollecitazioni. A ciò si aggiunge lo straordinario sforzo muscolare. Nella posizione accovacciata tipica della discesa, i muscoli delle cosce devono mantenere un’elevata tensione per un periodo prolungato. Gli esperti parlano di lavoro muscolare isometrico. Nelle curve, i muscoli vengono inoltre allungati sotto tensione: si tratta del cosiddetto lavoro muscolare eccentrico. È quindi determinante non solo la forza massima, ma anche per quanto tempo il corpo riesce a sopportare questo carico. Köhne definisce particolarmente importanti il «controllo neuromuscolare e la resistenza alla fatica ad alta velocità». Infatti, quando i muscoli si affaticano, diventa più difficile controllare gli sci con precisione. In media, gli uomini presentano vantaggi fisici: maggiore massa muscolare e valori più elevati di forza massima e forza esplosiva. Proprio in condizioni estreme, questo permette loro di esercitare forze elevate più a lungo. VONN E LA STREIF Nel 2023 Lindsey Vonn ha dimostrato che le donne sono in grado, in linea di principio, di affrontare percorsi di questo tipo. L’atleta statunitense ha infatti percorso la Streif, anche se non nell’ambito di una gara ufficiale di Coppa del Mondo. Anche sciatrici di punta come Emma Aicher o Kira Weidle-Winkelmann sono straordinariamente preparate. «Oggi, grazie all’allenamento, credo che le donne si avvicinino molto di più agli uomini», afferma Köhne. Tuttavia, occorre distinguere tra singole atlete d’eccezione e l’intero gruppo delle partecipanti. Ciò che una sciatrice di alto livello riesce a fare non deve necessariamente essere adatto a tutte le atlete nelle stesse condizioni di gara. GARE FEMMINILI OVUNQUE Köhne vede una soluzione nell’adeguamento delle condizioni del percorso. La lunghezza dei salti, il raggio delle curve, il tracciato e la preparazione della pista dovrebbero essere modificati di conseguenza: «Allora si potrebbe naturalmente organizzare una gara femminile su qualsiasi pista del mondo, ne sono assolutamente certo», afferma il medico sportivo. Il fatto che donne e uomini possano utilizzare le stesse piste è già evidente durante gli allenamenti. Lì, secondo Köhne, entrambi scendono regolarmente sugli stessi percorsi. TRADIZIONE Perché allora non ci sono già da tempo più sedi comuni? Köhne individua le ragioni anche nella storia dello sci. Molte famose discese maschili sono da decenni saldamente radicate nel calendario di Coppa del Mondo e si sono trasformate in grandi eventi sportivi. A ciò si aggiunge l’impegno organizzativo. La Coppa del Mondo viaggia in tutto il mondo con numerose squadre, staff tecnici e rappresentanti dei media. Soprattutto le località sciistiche più piccole raggiungono rapidamente i propri limiti in termini di alloggi e infrastrutture. Gare aggiuntive o un cambio regolare di sede sarebbero quindi particolarmente onerosi. Le differenze fisiche da sole non spiegano quindi la suddivisione delle piste di Coppa del Mondo. MAGGIOR ATTENZIONE Resta da vedere se lo sci alpino stia così perdendo un’occasione. Infatti, una gara femminile sulla Streif o sul Lauberhorn potrebbe non solo essere interessante dal punto di vista sportivo, ma anche attirare ulteriore attenzione. Köhne è in linea di principio aperto all’idea, ma invita a fare delle distinzioni. I percorsi estremi non dovrebbero diventare ancora più impegnativi solo per motivi di spettacolo. Dopotutto, anche gli uomini si spingono già al limite delle loro capacità su quelle piste. 20 gennaio 2023, Lindsey Vonn si lancia sulla Steif a Kitzbuehel, in Austria @Jorg Mitter / Red Bull Content Pool Navigazione articoli L’Italia aspetta le sue capitane “al lavoro”