Lara Gut-Behrami è certamente una leggenda vivente dello sci svizzero. Ma è andata ben oltre i suoi risultati sugli sci. Ha saputo unire non solo il talento puro, anche il coraggio, la determinazione e la passione che trasformano un’ottima sciatrice in una fuoriclasse. I suoi successi nello sci sono semplicemente incredibili: con 48 vittorie in Coppa del Mondo, è tra le più grandi. Per l’esattezza, la quinta più vincente di sempre dietro Shiffrin (110, parliamo solo di circuito maggiore); Vonn (84); Annemarie Moser-Pröll (62) e Verena detta “Vreni” Schneider (55), la rossocrociata con più successi, davanti a Gut-Behrami. Ha brillato anche sui palcoscenici più importanti: ai Giochi Olimpici ha conquistato l’oro nel SuperG a Pechino nel 2022. E ai Campionati del Mondo del 2021 a Cortina d’Ampezzo ha dimostrato tutta la sua classe al massimo della forma: oro nel SuperG, oro nello slalom gigante e bronzo nella discesa libera. Lara Gut-Behrami a Sölden durante l’ultima gara disputata in Coppa del Mondo. PERSONALITA’ E LATI SPIGOLOSI Ma ancora più significativa dei suoi successi sul ghiaccio e sulla neve è la sua personalità, unica. Lara non si è mai lasciata piegare. Nonostante tutte le luci della ribalta, è sempre rimasta sé stessa. Profondamente radicata nei propri valori, con una forte consapevolezza di sé, non si è mai lasciata trasformare in un semplice “prodotto”, passateci il termine. Tanto da rinunciare a uno sponsor sul casco nelle ultime stagioni disputate (sempre vincenti) per non aver trovato l’accordo giusto (può essere che avesse anche esigenze economiche alte, ma una del suo calibro se le può anche permettere, no?). Particolarmente impressionante è il fatto che per anni abbia poi rinunciato completamente ai social media – e quindi consapevolmente a entrate immense. Per lei non contava la commerciabilità, ma la dignità. La sua privacy era per lei più preziosa di qualsiasi numero di follower. In un’epoca in cui l’autopromozione sembra spesso più importante delle prestazioni, Lara ha lanciato un segnale silenzioso ma potente: sono io a decidere chi sono. Ed è proprio questa coerenza, questi lati spigolosi, a renderla così speciale – e così amata. Lara non è mai stata convenzionale, mai facile da gestire, mai perfettamente su misura per i titoli dei giornali. A volte ha reso la vita difficile ai media –, ma è proprio questo che la rende autentica e vera. La Svizzera lo ha percepito, almeno in parte. I tifosi la adorano, anche se non tutti. E il riconoscimento non si è fatto attendere: è stata eletta ben tre volte Atleta svizzera dell’anno. E in Svizzera non esiste maggiore apprezzamento da parte dei media e del pubblico. Chi riesce in questo ha conquistato i cuori – e lo ha fatto con la verità, non con una maschera. FINALE AMARO Eppure, nonostante tutta la sua forza, la sua carriera non è stata priva di ombre: nelle interviste Lara ha ripetutamente espresso il timore che un infortunio potesse un giorno porre fine a tutto. Questa preoccupazione non era solo chiacchiera: tragicamente, la sua paura è stata superata proprio da quell’incubo. Che la sua avventura nel mondo dello sci dovesse finire così è profondamente ingiusto: ha dato così tanto, ha sofferto, si è battuta per tornare in pista… eppure, alla fine, l’infortunio ha avuto la meglio. Tutti i tifosi hanno sognato a lungo un ultimo momento di gloria sotto forma di ritorno alle competizioni e di partecipazione ai Mondiali in casa, ma purtroppociò non avverrà più. Alla fine comunque non restano solo le statistiche, le sfere di cristallo, le medaglie, ma soprattutto questa Lara incredibilmente autentica, forte e calorosa che è stata ed è amata – non solo come atleta, ma come persona. Le siamo infinitamente grati: per i momenti in cui ci ha fatto trattenere il respiro, per le vittorie, le lacrime, le risate, la sensazione di essere stati testimoni dal vivo di qualcosa di grande, di unico. Mancherà tantissimo Lara Gut-Behrami davanti alle telecamere della Coppa del Mondo. Ha dimostrato che la vera grandezza non si misura solo sui podi, ma anche dalla capacità di rimanere se stessi quando si vince… e quando si perde. Mancherà tantissimo al mondo dello sci. Non solo per i suoi successi, ma perché persone come lei (con pregi e difetti, come tutti), ormai sono rare. Ora potrà sciare serena e felice, senza l’assillo del risultato. La più grande libertà possibile per un’atleta. Lara Gut-Behrami e Federica Brignone: rivalità, rispetto, forse anche amicizia sincera. Navigazione articoli Peterlini: niente Ushuaia, ma sta bene. E c’è una novità in arrivo… Hans Flatscher sorpreso: «Non eravamo preparati»