Un inverno complicato, ormai alla spalle. E ora è anche papà. Blaise Giezendanner si appresta ad affrontare la sua 14ª stagione in Coppa del Mondo. Ne ha parlato in una bella intervista con Ski Chrono NUOVA VITA «Allora, dormi bene?» Martedì scorso a Metz-Tessy, vicino ad Annecy, in occasione della giornata di raduno della squadra francese di Atomic, in molti sono venuti a informarsi sul nuovo ritmo notturno di Blaise Giezendanner, neo-papà del piccolo Gabriel. «Va tutto bene, ma è certo che cambia la vita», assicura lo sciatore di Chamonix. «È bello, sta andando tutto bene. È chiaro che questo mi offre una prospettiva diversa sulla vita e sulla carriera da sciatore. Molti miei colleghi sciatori, come Mumu (Maxence Muzaton), ma anche alcuni stranieri, mi hanno detto che avrei visto le cose in modo diverso. Una buona gara rimane una buona gara. Una gara brutta è meno grave e ci sono cose più importanti nella vita. Non vedo l’ora di vedere come andrà quest’inverno. Spero di avere la stessa carica che Maxence ha avuto quest’inverno grazie alla paternità (con il suo primo podio in discesa libera a Kitzbühel)». ALTRO EMISFERO Come il Plagnard, futuro papà di un secondo figlio, anche Blaise Giezendanner aveva saltato la seconda parte del ritiro della nazionale francese in Cile, a Nevados de Chillán, per essere sicuro di tornare in tempo per assistere alla nascita di suo figlio. «A La Parva abbiamo sciato alla grande, le condizioni erano ottime. Penso che La Parva sia una tappa imperdibile in Sudamerica per gli sciatori di discesa libera e noi siamo stati fortunati. Non ho sciato molto, ma penso di aver fatto un buon lavoro e ne trarrò vantaggio per l’inizio della stagione». Blaise Giezendanner, francese, classe 1991 ©Pentaphoto Durante questo tradizionale ritiro pre-stagionale, il veterano di Chamonix (34 anni) ha potuto conoscere il nuovo gruppo di velocità rinnovato, ormai senza Adrien Théaux e con parecchi volti nuovi, tra cui Ken Caillot, con cui ora condivide lo stesso skiman (Adrien Vayr) per la cura dei loro Atomic. «Ho avuto modo di conoscere i miei nuovi compagni di allenamento ed è andata bene. Cerco di trasmettere un po’ di ciò che ho imparato, proprio come i più anziani hanno fatto con me. Mi rendo conto che a volte mi sento un po’ invecchiato (sic)». FUTURO Il grintoso sciatore dell’Alta Savoia è anche in piena forma dopo un inverno difficile e doloroso a causa del ginocchio (operato dopo la caduta a Wengen nel gennaio 2025), sottoposto a un nuovo intervento in primavera: «Non voglio lamentarmi, ma mi hanno fatto tre infiltrazioni. Dopo Val Gardena, stavo davvero male. Non mi allenavo più. La mia stagione rimane comunque discreta». Con un ginocchio come nuovo, spera di ritrovare i suoi standard per la prossima stagione, ormai alle porte. Primo appuntamento di velocità: il 28 novembre a Copper Mountain nel super-G. Navigazione articoli Sölden, e neve fu! Sul ghiacciaio è arrivato il manto bianco Aicher e Weidle contro l’aumento delle gare!