Cyprien Sarrazin in trionfo a Kitzbühel ©PentaphotoCyprien Sarrazin in trionfo a Kitzbühel ©Pentaphoto

A 17 mesi dal grave infortunio subito in pista (ematoma cranico subdurale, emorragia cerebrale di fatt, con conseguente intervento chirurgico d’urgenza, in seguito a una brutta caduta sulla pista Stelvio durante la seconda prova cronometrata della discesa libera a Bormio, il 27 dicembre 2024), Cyprien Sarrazin, 31 anni, di passaggio al Tour de France, racconta il suo percorso di recupero e il suo stato d’animo in vista del futuro della sua carriera ai Media francesi

E si confida sulla sua riabilitazione, sulla pazienza che gli è stata richiesta e sullo stato d’animo con cui affronta ora il futuro della sua carriera. Sarrazin dice di sentirsi bene, con un semplice indicatore: la voglia di andare in mountain bike.

«Non appena ho voglia di andare in bicicletta – spiega – vuol dire che è un buon segno. È sempre stato così nella mia carriera. Ogni volta che mi infortunavo, sapevo di essere davvero tornato quando ritrovavo il piacere di andare in mountain bike. È un po’ il mio metro di misura. Oggi va tutto bene. Sono contento, sono felice. Anche fisicamente sto tornando in forma. Mi sento forte, un po’ come prima. Il mio corpo risponde bene».

Cyprien Sarrazin ©Pentaphoto
Cyprien Sarrazin ©Pentaphoto

INFORTUNIO

«Sono stato davvero al limite, sul punto di non esserci più. Il mio infortunio mi ha insegnato che, anche quando attraversiamo momenti estremamente difficili, se siamo circondati dalle persone giuste, se facciamo le cose al momento giusto, se siamo pazienti e restiamo fedeli ai nostri desideri, possiamo ricostruirci poco a poco. Oggi ho l’impressione di vivere i momenti più belli della mia vita. Mentalmente, mi sento ancora meglio di prima. Due anni fa, tutto avrebbe potuto cambiare radicalmente, la mia carriera avrebbe potuto finire, e ancora non so fino a che punto riuscirò a tornare. Ma ciò che conta è che provo un enorme piacere in questo percorso. Se c’è una cosa che questo infortunio mi ha insegnato, è la pazienza. E soprattutto, mi ha insegnato a cercare sempre di vedere il lato positivo».

APPROCCIO DIVERSO

«Oggi, ciò che conta più di tutto è il piacere. – conclude Sarrazin – Non torno perché non avrei nient’altro da fare. Torno perché, quando sono risalito sugli sci, avevo voglia di chiudere il cerchio. Questa voglia c’è ancora. Mi diverto, mantengo un buon livello agonistico e amo profondamente ciò che faccio. Sono anche consapevole che nella vita non c’è solo lo sci. Ma oggi ho la fortuna di poter continuare, quindi lo faccio per il piacere di farlo. Se dovessi riassumere il mio ritorno in una sola parola, sarebbe proprio “piacere”».

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