Ne sentite spesso parlare e magari almeno una volta vi sarete anche chiesti: ma questa benedetta Nor-Am Cup, che cos’è? Come funziona? Dove si svolge? E che legame ha con la Coppa del Mondo di sc alpino? E’ presto detto. E’ praticamente il corrispettivo nord americano della Coppa Europa. La Nor-Am Cup (North American Cup) è un circuito continentale di gare di sci alpino organizzato dalla Federazione Internazionale di Sci e Snowboard (FIS). In realtà ci sono anche tanti altri sport di area FIS. Nella maggior parte dei casi viene utilizzata dai giovani per maturare, fare esperienza, guadagnare punti FIS, soprattutto statunitensi e canadesi. Non vi sono comunque limiti di età per parteciparvi, può essere utilizzata anche da atleti top di Coppa del Mondo per testarsi al termine di recuperi post infortuni o per preparare gare del circuito maggiore magari quando si è già a Copper Mountain ad allenarsi nello speed center. Per esempio, Federica Brignone, proprio lei, vinse una gara Nor-Am il 19 novembre 2021, in Colorado tra le porte larghe (con Melesi terza), nove giorni prima del gigante di Coppa del Mondo a Killington. Nina O’Brien in Norvegia alle ultime Finali di Coppa del Mondo ©GettyImages Il circuito è nato persino prima della Coppa Europa, esattamente una stagione in anticipo, 1970-1971, ma come Can-Am (Canada-America) e cambiò poi il nome in quello attuale dalla stagione 1977-1978 (Nor-Am, cioè North America). Le gare si tengono tra novembre (o dicembre) e marzo e, a differenza della Coppa del Mondo, si disputano solo in località di Stati Uniti e Canada, anche se sono aperte a sciatori di ogni nazionalità. Esattamente come in Coppa del Mondo gli atleti raccolgono punti secondo il sistema del punteggio FIS, in quattro discipline (slalom speciale, gigante, superG, discesa libera, in passato anche combinata) e il trofeo viene aggiudicato a chi, a fine stagione, si trova primo nella classifica generale, mentre ai vincitori delle classifiche di ogni singola disciplina va la coppa di specialità. I primi due atleti nordamericani classificati in ogni disciplina acquisiscono inoltre un posto fisso in Coppa del Mondo per la stagione seguente in quella specialità, uno in meno rispetto alla Coppa Europa (a meno che non siano tutti e tre della stessa nazione, perché in quel caso i posti sarebbero due anche nel Vecchio Continente). Una 21enne Picabo Street ai Mondiali 1993 di Morioka. Ha vinto la Nor-Am Cup nel 1990-1991 e nel 1991-1992. Poi è diventata campionessa iridata in discesa (1996) e olimpica in superG (1998) ©GettyImages Nell’albo d’oro della classifica generale si possono trovare nomi di spicco quali Tommy Moe (futuro campione olimpico in discesa nel 1994), Thomas Grandi, Erik Schlopy, John Kucera, Dustin Cook, River Radamus, Betsy Clifford, Eva Twardokens, Kerrin Lee-Gartner (oro in discesa libera ai Giochi di Albertville 1992), Diann Roffe (prima in superG a Lillehammer 1994), Picabo Street (anche lei oro olimpico a Nagano 1998, in superG), Emily Brydon, Marie-Michele Gagnon e Nina O’Brien. Tra i tanti. Potremmo anche dire che a livello generale, per importanza, si colloca immediatamente sotto la Coppa del Mondo e la Coppa Europa, rappresentando un trampolino di lancio fondamentale per le giovani promesse dello sci, in primis di Canada e Stati Uniti, ma non solo. Anche di tutti quegli atleti europei che magari vivono e studiano oltre Oceano. Basta guardare chi ha vinto l’ultima edizione sia al maschile sia al femminile. Navigazione articoli Calendario della Stifel Nor-Am Cup 2026-27: date, sedi e campionati principali Roberta Melesi confermata a Salomon! Il riassunto dei movimenti