Se fosse andata a buon fine l’operazione Zermatt-Cervinia (Zermatt comunque tornerà in Coppa del Mondo, ma in un altro periodo stagionale) anche il mese di novembre sarebbe praticamente stato interamente occupato (a parte forse un solo weekend) da gare di Coppa del Mondo. STORIA Come sono cambiati i tempi rispetto agli inizi degli anni ’60, ma non solo, soprattutto rispetto a tutti gli anni ’70. Quando la Coppa prendeva il via a dicembre inoltrato, si fermava abbondantemente per le feste Natalizie (tipo dal 22 dicembre al 6 gennaio, più o meno) e poi riprendeva per terminare nella seconda metà di marzo. L’introduzione delle gare a novembre nel calendario risale alla stagione 1986-1987, la migliore in assoluto di Pirmin Zurbriggen, e quella che, almeno nella prima parte, al maschile, vide un’Italia favolosa, fino a metà gennaio. A febbraio il solo giovane Alberto Tomba, invece, “salvò” gli azzurri da un fiasco iridato, con il bronzo in gigante a 20 anni, e per altro lo stesso bolognese era già salito sul podio di Coppa per la prima volta in Badia a dicembre, tra Pramotton e Tötsch. SVOLTA In realtà il primo vero cambiamento rispetto a un calendario ormai classico dal 1967 avvenne… nell’estate del 1985, quando per la prima volta almeno a livello di circuito maggiore (ricordando invece i famosi Mondiali del 1966, in Cile, a Portillo), quando la Coppa maschile (non quella femminile) partì addirittura dall’altro emisfero e in agosto, a Las Leñas, in Argentina, con due discese libere, il 16 e il 18 agosto, vinte entrambe dallo svizzero Karl Alpiger (bronzo poi in libera ai Mondiali ’87 di Crans-Montana e Vail ’89). Nel 1986 l’impresa venne ripetuta, ancora con due discese, solo maschili, e sempre a Las Leñas, terreno evidentemente molto favorevole allo squadrone svizzero di allora, visto che si imposero, tra il 15 e il 16 agosto 1986 Peter Müller e Pirmin Zurbriggen. Ma successivamente la Coppa riprese poi per la prima volta a novembre, il 29 e 30 novembre, a Sestriere, con slalom e gigante, vinti rispettivamente da Ingemar Stenmark e Richard Pramotton. Da lì non si è più tornati indietro eccezion fatta per la stagione 1990-1991, quando la Coppa però partì ancora nell’altro emisfero, l’8 e 9 agosto, a Mont Hutt, in Nuova Zelanda, con slalom e gigante, vinti da Roth (3° Tomba) e Nyberg, per poi riprendere a dicembre. Dal 1993-1994, con la prima volta di Sölden sul ghiacciaio a ottobre, sia per uomini (gigante il 30), sia per le donne (altro gigante, il 31), si entrò definitivamente in una nuova epoca. 14 dicembre 1986, la storia si compie: ultima tripletta azzurra maschile in gigante, con Oswald Tötsch (3°), Richard Pramotton (1°) e Alberto Tomba (2°) ©Pentaphoto 2026 Ora da diverse stagioni, fatto salvo il fallimento dello speed-opening a Zermatt-Cervinia, la Coppa del Mondo dopo il Rettenbach riparte con diverse gare tecniche e una trasferta nordamericana diventata più lunga, almeno per le donne, che toccheranno pure il Canada, ricordando però che poi in Nord America si ritornerà per le Finali di fine stagione dal 20 al 25 marzo. A breve toccherà quindi agli slalom di Levi e Gurgl, poi ecco anche il ritorno di Killington al femminile e la prima gara di velocità maschile a Copper Mountain, in alta quota. Riassumendo: due weekend in Europa con ancora uomini e donne praticamente assieme (Levi e Gurgl), e poi arrivederci e grazie fino alla Finali di marzo, con i due circuiti che si separano. Otto gare sono in programma a novembre nella Coppa del Mondo di sci alpino 2026/2027. Tanguy Nef a Gurgl ©Pentaphoto Navigazione articoli Short Track, Montréal: successo per la staffetta femminile!