Buona la prima per Lucas, era quel che voleva. Tornare a vincere Sölden sei anni dopo e soprattutto ribadire la sua superiorità in gigante mostrata nella scorsa stagione, quando vinse coppa di specialità e oro olimpico, in entrambi i casi davanti a sua maestà Marco Odermatt. Che non avrà gradito granché, ma il dado è tratto: in questo momento le gerarchie tra le porte larghe si sono ribaltate, ovvero adesso il più forte è lui, il norvegese-brasiliano. Non è questa un’impresa di poco conto, perché Odermatt era ed è ancora al top, aveva conquistato per quattro volte consecutive il trofeo di specialità (2022-2025), aggiungendoci poi anche l’oro olimpico 2022 e iridato 2023. Cioè Marco è stato spodestato ancora al suo massimo potenziale o quasi. Se ci pensate, Hirscher non era riuscito nella stessa impresa con Ligety. Nel momento migliore di Ted, cioè tra il 2010 e il febbraio del 2015, lo statunitense di Salt Lake City solo in un caso aveva lasciato il trofeo di specialità a Marcel (2012, poi l’austriaco ne avrebbe vinti altri 5, ma dopo), e per il resto aveva dominato su tutta la linea, vincendo tre titoli iridati consecutivi (2011-2013-2015), un oro olimpico (2014), 4 coppette (più quella del 2008), mentre Hirscher in quel periodo aveva un po’ masticato amaro in gigante: 4° ai Giochi 2010 e 2014, argento dietro Ligety ai Mondiali 2013 e 2015, prima di vincere i sospirati ori tra le porte larghe sia ai Mondiali (2017), sia ai Giochi (2018), quando però la parabola di Ted si era offuscata da un pezzo, visto che l’ultimo trionfo in Coppa del Mondo di Ligety è quello di Sölden, il 25 ottobre 2015. Insomma, un punto a favore di Lucas Pinheiro c’è e non è poco. Ma poi esiste tutto il resto. Intanto, un Odermatt penalizzato da tre settimane di allenamenti saltati, ha rimontato una posizione nella seconda manche domenica scorsa, sul Rettenbach, e centrato il podio con il 7° tempo di manche, a fronte del 10° parziale di Braathen. Quindi, attenzione! Secondo aspetto: d’accordo, vedremo Pinheiro in superG (finora ne ha disputati solo 3 in carriera, con anche un 7° posto al primo tentativo, Beaver Creek 2022) e capiremo quale sarà il suo potenziale. Ma per darsi anche una sola chance non tanto di vincere la Coppa generale (vediamo sempre Odermatt favorito netto), quanto di colmare il gap in classifica con Marco alla fine (nella scorsa stagione fu di 568 punti!) e portarlo magari tra i 200 e 300 punti, che sarebbe un’impresa clamorosa, ecco per fare tutto ciò Lucas deve tornare quello del 2022-2023 in slalom, quando vinse la Coppa di specialità con 2 successi, 6 podi in 9 gare, e anzi fare possibilmente ancora meglio. Ma è possibile? Tra i rapid gates potenzialmente possono vincere anche in quaranta. Vediamo un po’ di dati: stagione 2025-2026, 7 vincitori diversi su 11 slalom; stagione 2024-2025, 6 vincitori diversi su 12 slalom; stagione 2023-2024 (con Braathen assente), 6 vincitori diversi su 10 slalom. Non solo: dal suo rientro con i colori del Brasile, stagione 2024-2025, Braathen ha vinto 1 slalom su 23, con un totale di 6 podi. Lucas Pinheiro Braathen, classe 2000. L’ultima vittoria in slalom risale a Levi 2025 ©Pentaphoto E’ ovvio che gli servirebbe un dominio totale in stagione per dar fastidio a Odermatt in classifica generale, tipo 6 vittorie e 10 podi su 13 slalom previsti, facendo un conto a caso, e qualcosa di simile in gigante, o persino meglio, con 10 appuntamenti tra le porte larghe in calendario. Non basterebbe probabilmente lo stesso per la Coppa, ma per accorciare il gap e capire come lavorare in velocità in futuro, sì. Rimane la domanda: è possibile tutto ciò in un momento in cui al maschile la concorrenza è tremenda? E pensando poi che magari l’allenamento e le gare in superG possano aggiungere tossine e togliere brillantezza alla sciata di Pinheiro nelle prove tecniche? Insomma, l’impresa di lottare per il trofeo di cristallo più prestigioso in piena era-Odermatt è ai limiti dell’impossibile. Con due aspetti che però restano estremamente positivi: la voglia di Braathen di sfidare Marco, anche a parole. Tentativo comunque da apprezzare: stiamo parlando intanto di un campione olimpico e poi di un atleta capace di arrivare al secondo posto nell’ultima classifica generale, quindi con requisiti, non l’ultimo arrivato. Secondo aspetto: il fatto di avergli strappato lo scettro del “più bravo del reame” in gigante, e lo abbiamo visto, quando sembrava impossibile farlo o comunque nessuno riusciva nell’impresa. Più che pensare di vincere la Coppa, però, fossimo in Braathem e ci ripetiamo, fisseremmo un altro obiettivo: contenere tra i 200 e i 300 punti il distacco finale da Odermatt in classifica generale. Se poi, pur finendo magari secondo dietro il fuoriclasse elvetico nella graduatoria Overall, andasse anche sotto tale quota a marzo 2027, allora avrebbe comunque compiuto un’impresa e, essendo pure tre anni più giovani rispetto al fuoriclasse del Canton Nidvaldo, potrebbe tentare l’impresa nelle stagioni successive. Ma quanto abbiamo appena descritto è pieno di “se”, e con quelli non si fa la storia. Vedremo. Comunque vada, apprezziamo il coraggio di Pinheiro. Rettenbach, 25 ottobre 2026: gli svizzeri Meillard e Odermatt fanno da “valletti” al campione olimpico Braathen, primo a Sölden come nel 2021, quando però gareggiava ancora per la Norvegia ©Pentaphoto Navigazione articoli Il calendario femminile si completa: ecco Kvitfjell! Supershape Limited. 20 anni. Un’icona. 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