Nell’aumento della nevicata e dell’oscurità a Sölden, è Paula Moltzan ad avere la meglio su tutte nel gigante austriaco, con il tempo totale di 2’14″82. Prima vittoria in carriera per la statunitense e primo trionfo per il materiale Van Deer nel femminile, all’esordio storico. Finalmente è arrivato il successo per la classe 1994, dopo 10 podi, divisi tra 6 secondi e 4 terzi posti tra porte larghe e strette. Al secondo posto chiude Lara Colturi, alle spalle della nativa del Minnesota soltanto per 1″, ma al prima affermazione arriverà, è solo questione di tempo. L’avevamo chiamato ieri e si è avverato, invece, il ritorno di un podio tedesco in gigante, grazie ad Emma Aicher, terza a 52″, autrice di un piano finale semplicemente mostruoso, di 4 decimi più veloce del secondo miglior tempo nell’ultimo intermedio. Giù dal podio Sara Hector, a 63″ dal primo posto. CHE ZENERE! Grandissima rimonta, inoltre, per Asja Zenere, che ottiene la prima top 5 in carriera in gigante, con un miglioramento di 11 posizioni rispetto alla prima discesa. La veneta ha sfruttato nel migliore dei modi il graduale peggioramento della visibilità, sciando in maniera ottimale sulla neve perfetta del Rettenbach, chiudendo a 72″ da Moltzan con il secondo tempo di manche. D’altro canto, un minimo di rimpianto rimane nella sua prestazione, con un errore ad ingresso piano che ha, con il senno di poi, probabilmente tolto il primo podio tra le porte larghe a Zenere. Nulla da togliere, comunque, alla grandissima prestazione messa in pista da Asja. Non benissimo le altre italiane. Lara Della Mea ha chiuso diciottesima al traguardo, recuperando comunque 6 posizioni rispetto alla prima manche, staccata però di 1’73” dalla testa, mentre Alice Pazzaglia, che deve ancora migliorare la gestione delle seconde frazioni, ha terminato la gara al ventinovesimo posto, distante 3’58” da Moltzan. Peccato, perché i segnali visti nella prima manche erano stati molto incoraggianti, ma il talento c’è. E SHIFFRIN? Autrice di una seconda manche non perfetta e probabilmente condizionata dalla scarsa visibilità Mikaela Shiffrin, che dopo aver concluso in testa la prima metà di gara, ha chiuso settima, a 83″ dalla connazionale. In effetti, il peggioramento delle condizioni si è fatto sentire in modo particolare sulle sciatrici in top 3 dopo la prima prova, dato che nemmeno Camille Rast, così come la già citata Hector, è riuscita ad arrivare nelle cinque, bensì sesta, a 81″ da Moltzan. Tra le altre, da segnalare un ottimo nono posto ex aequo per Maryna Gasienica-Daniel e Franziska Gritsch, a 1’12” dalla testa, con una rispettiva rimonta di 20 e 6 posizioni. Grande prestazione soprattutto per la polacca, al rientro a soli 7 mesi dalla lesione al crociato del ginocchio destro (ma era sugli sci già a giugno, a 3 mesi dall’intervento!), che ha saputo trarre vantaggio dalle condizioni di buio non ancora così intenso ad inizio manche. Chi ha peggiorato rispetto alla prima manche sono state soprattutto le norvegesi, con Mina Fuerst Holtmann sedicesima al traguardo e Thea Louise Stjernesund addirittura ventesima. Anche Petra Vlhova, ventitreesima, ha perso 12 posizioni rispetto alla prima ottima discesa, con l’ovvia scusante del ritorno in pista ad alti livelli dopo ben 2 anni e soprattutto la probabile mancanza di fiducia in condizioni complicate. Prova compromessa da un grave errore nel terzo intermedio, invece, per Britt Richardson, ventisettesima dopo il sorprendente quarto posto della frazione precedente. Asja Zenere nel corso della prima manche. Ottima quinta posizione a fine gara. Photo: Pentaphoto/Alessandro Trovati Navigazione articoli Sölden, 1ᵃ manche: guida Shiffrin, fuori Scheib. Che Pazzaglia!
Articolo un po’ essenziale e corto questo eheheheh… Gian dove sei? Mancano alcune considerazioni fondamentali: la Aicher la voglio vedere a Killington, dove di piano non ce n’è, perché per ora è stata discreta sulle medie pendenze e mediocre sul ripido, e di piani così piatti non ce ne sono praticamente più (nemmeno a Tremblant, che è tutta poco pendente ma non così piatta, completamente assenti a Courchevel, Kranjska Gora, Kronplatz, ecc…), e sul piano ha dato 1”10 a varie concorrenti in 10 secondi. Esatto contrario per la G.Daniel: fulmine sul ripido, lumachina sul piatto. Lara se la cava bene anche sul facile escluso quel piatto assurdo finale. Zenere brava ovunque! Pazzaglia come l’anno scorso, sembra volere solo arrivare nelle seconde manche. Molzan grande sciatrice, Shiffrin sia in difesa, sia sfortunata. Colturi tecnicamente nulla da dire. Malissimo Collomb, male Ghisalberti (ma solo sul ripido, forse allenamento?), mediocri tutte le altre italiane – Bassino sul piatto lentissima, sul ripido se la cava in qualche modo. Rispondi
Dimenticavo: la Aicher è stata L’UNICA (eccetto le prime 4) con condizioni perfette! Altrimenti era 8. o giù di là. Paura per le veloci per la Weidle: lei sempre sofferente in Superg, è diventata davvero bravi a sul tecnico! Da tenere d’occhio! Rispondi
Innanzitutto complimenti a moltzan che dopo tanti piazzamenti meritava la vittoria. Per quanto riguarda Shiffrin io tifero’ per Her Majesty fino alla fine della sua carriera e ci mancherebbe altro con tutte le emozioni che ci ha regalato, anche se non dovesse più vincere nulla di importante non sarebbe un problema. È solo che rimango sempre basito dalle gestione di questa e tante altre seconde manche di gigante; se le condizioni non sono perfette non rischia mai lontanamente di vincere ed è sempre stato così, ben prima di Killington ed onestamente è un limite veramente enorme; le condizioni erano pessime pure per colturi e moltzan, non solo per lei. Continuo a credere che a meno che non affronterà una seconda manche con un secondo di vantaggio e condizioni perfette, in gigante non vincerà più, è impossibile gestire nella specialità dove la concorrenza è così spietata e mi sembra assurdo che ogni volta non riesca a superare questo scoglio. Rispondi
Solden GS femminile – dall’alto del suo svettante ghiacciaio – tiene fede alla sua fama sovvertendo l’ordine di arrivo della prima manche. – Moltzan trova finalmente e giustamente la sua prima vittoria in CdM riuscendo ancora ad osare in rapporto alle condizioni di pista fino a quel momento (prima della tormenta che ha interessato le prime tre della prima frazione ultime a scendere nella frazione decisiva). Confermando inoltre la qualità trovata anche nel passaggio alla hirscheriana Van Deer. Colturi (a 0.01!) è lì ed anche lei ha interpretato magistralmente il muro quando ancora la situazione lo consentiva almeno in parte. Aicher va sul podio in GS per la prima volta riuscendo a sfruttare uno degli ultimi momenti con sole parziale in pista. – Shiffrin, Hector e Rast hanno scontato l’evoluzione negativa meteo identica per le ultime tre scese ma naturalmente ciascuna di loro ha mostrato di esserci pienamente in una prima manche con meteo normale. Mikaela – per lo status raggiunto in carriera – ha saggiamente evitato rischi inutili tirando il freno più di tutte, Hector e Rast hanno più o meno limitato i danni ma finendo tutte giù dal podio. Persino una Scheib che avrebbe probabilmente terminato la 1^manche in testa prima di prendersi rischi otremedia, avrebbe certamente scontato la metamorfosi delle condizioni in pista. – Ottima prestazione di Zenere (personal best in GS) che – per quanto abbia trovato condizioni migliori rispetto alla concorrenza, decisamente non rispetto a chi l’aveva preceduta in testa alla graduatoria parziale fino a quel momento, ossia Gasienica Daniel. – Di fatto Aicher – pur con un po’ di fortuna – ha già messo la sua fiche rispetto a Shiffrin dove era naturalmente sfavorita in attesa di scavare un solco in classifica nei due SL di novembre in assenza dell’asso americano che peraltro – nella sostanza della qualità sciistica pura in GS – vanta per quanto mi riguarda già una grande condizione che non potrà che salire nelle prossime undici gare. Rispondi