Fabian Gratz, in azione con i colori della Germania a Kranjska Gora nel gigante dello scorso anno. Photo: Gio Auletta/PentaphotoFabian Gratz, in azione con i colori della Germania a Kranjska Gora nel gigante dello scorso anno. Photo: Gio Auletta/Pentaphoto

Tra le squadre che nelle discipline tecniche ha faticato in maniera importante nelle ultime stagioni rientra la Germania. In effetti, tra maschile e femminile la vittoria manca addirittura da Beaver Creek 2018, quando Stefan Luitz ottenne il successo nella località statunitense, mentre il podio manca dal 2021, con Alexander Schmid in Alta Badia. Quali speranze, dunque, di ritrovare la top 3 in quest’annata? Analizziamole.

LA SPERANZA FEMMINILE

Senza dubbio, i tedeschi ripongono le maggiori aspettative sulla squadra femminile, che trova in Emma Aicher la sua punta di diamante: soltanto qualche giorno fa si è detta estremamente motivata per la stagione che sta per iniziare. In verità, la papabile vincitrice della Coppa del Mondo 2027, soprattutto per il clamoroso cambio di programma di Mikaela Shiffrin, ha probabilmente trovato nel gigante la disciplina da affinare maggiormente in questi anni. Come miglior risultato, in effetti, ha ottenuto nella scorsa stagione una quarta posizione a Åre, staccata però di ben un secondo dal podio, in quella che era soltanto la seconda top 10 nella disciplina.

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In aggiunta, anche Lena Duerr è tornata a ottenere ottimi risultati tra le porte larghe, con un sesto posto a Copper Mountain come miglior piazzamento e diverse top 10 raggiunte nel 2025/2026, tra le quali la nona posizione alle Olimpiadi di Milano-Cortina, benché fosse seconda al termine della prima manche. Ovvio, però, che la carta d’identità per la classe 1991 non vada troppo a suo favore.

IL MIGLIORAMENTO MASCHILE

Dall’altro lato, anche la squadra maschile ha vissuto diverse emozioni nell’ultima annata, soprattutto con la gara di Fabian Gratz in Alta Badia, conclusa al quinto posto dopo un’incredibile rimonta nella seconda manche, che l’ha fermato a poco più di 2 decimi dal podio. Qualche problema, però, è sorto nel corso della preparazione per il nativo di Starnberg, con una tendinite al ginocchio che l’ha costretto a diversi stop agli allenamenti.

Oltre a Gratz, anche Anton Grammel e Jonas Stockinger sono pronti a ripartire per l’attacco al podio, dopo una buona stagione con varie top 10 per il primo, tra le quali un settimo posto alle finali di Lillehammer, dove il secondo ha chiuso undicesimo, miglior risultato in carriera in Coppa del Mondo.

Nonostante questo, anche per Grammel il pre-stagione è stato condito di qualche problema di salute di troppo, tanto che «sono tornato in ottima forma giusto in tempo per la gara d’apertura a Sölden», ha dichiarato a BR24Sport. Dall’altro lato, grandi aspettative per Stockinger, che invece ha dichiarato che quella di quest’anno «È stata quasi la migliore preparazione che abbia mai fatto», aggiungendo di sperare in una possibile top 10.

Anche Alexander Schmid spera di essere della partita, dopo la microfrattura alla caviglia riportata nello scorso gennaio che l’ha limitato alle Olimpiadi, dove ha comunque ottenuto un’ottima undicesima posizione in gigante, date le circostanze. «Voglio dimostrare di cosa sono capace ora, sfruttare al massimo le mie potenzialità e sciare bene», ha affermato all’emittente tedesca.

Oltre ai più esperti, a Sölden sarà presente anche il debuttante Nickco Palamaras, che ha spesso buoni risultati in Coppa Europa negli ultimi anni, chiudendo in nona posizione lo slalom speciale di Obereggen come miglior piazzamento, ma che ha ben figurato nelle gare disputate quest’estate in Argentina, chiuse spesso davanti ai compagni di squadra presenti, e vincendo la South American Cup con 586 punti, su due argentini, Gravier e Quintero.

Soltanto tra oggi e domani, dunque, potremo capire se l’astinenza di podi tedesca possa chiudersi a Sölden, o se sarà necessario l’ennesimo rinvio.

Cerro Castor (Ushuaia), Nickco Palamaras @Instagram
Cerro Castor (Ushuaia), Nickco Palamaras in grande spolvero @Instagram

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