E’ il momento dei bilanci, dei ricordi e delle retrospettive. Partiamo dalle ragazze, con Shiffrin, Aicher e Rast sugli scudi, non da sole. La stagione di sci alpino 2025-2026 non inizia a Sölden il 25 ottobre scorso, no. Inizia purtroppo per tutto il Circo Bianco il 3 aprile 2025, cioè esattamene un anno fa, oggi. SOGNO SPEZZATO? E inizia ai Campionati italiani assoluti in Val di Fassa, da sempre un “must” per Federica Brignone, che da giovanissima chiedeva autografi a Denise Karbon, Chiara Costazza, Manuela Mölgg, future compagne di squadra; perché Federica ha sempre voluto omaggiare il gruppo sportivo militare di appartenenza, i Carabinieri (certo oggi non ne avrebbe nemmeno bisogno, ma la fedeltà a chi ti ha sostenuto nei primi momenti, nei primi passi “da grande”, è un altro “mantra”, per lei); perché gli Assoluti non sono la sagra del Paese, con tutto il rispetto. E perché non vuole mai deludere tutte quelle ragazzine presenti che sono lì per gareggiare, sì, ma anche magari per scambiare una foto o due parole con una grande campionessa. E infatti Brignone, a parte gli Assoluti di questa stagione, inevitabilmente, non li ha mai saltati dal 2007! Val di Fassa, dunque, Alpe di Lusia. E’ un giovedì. Reduce dalla più grande stagione in carriera, con la conquista della Coppa del Mondo generale, 1 oro e 1 argento ai Mondiali, due coppe di specialità, con 10 vittorie e 16 podi complessivi, una pista appena intitolata in Valle d’Aosta, Federica è in testa a metà gara dello slalom gigante italiano. DRAMMA SPORTIVO Nella seconda manche purtroppo cade sul piano (chi scrive non ha mai voluto rivedere quell’impatto con la porta e conseguente rovinosa caduta, ma se fosse stata sul ripido…), incappa in una fatale extra-rotazione uscendo verso destra, con un movimento anomalo delle gambe e un impatto brutto sulla neve. Risultato: frattura scomposta del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra. Si pensa anche alla rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio, sempre sinistro, ma non sarà così. Per fortuna, perché questo particolare peserà enormemente sulle possibilità di rientro per i Giochi. E’ il primo grande (e grave) infortunio della sua carriera. Si prevede, dicono e scrivono in tanti, almeno un anno di stop. E a 34 anni (all’epoca, 35 da luglio 2025) chi non ha pensato a una fine anticipata della sua carriera? Sappiamo tutti com’è andata a finire: dieci mesi più tardi, a Cortina d’Ampezzo, Federica Brignone si metterà al collo due ori olimpici tra superG e gigante. Onestamente, il massimo per un’atleta. E anche l’unico titolo che ancora le mancava. Conquistato due volte. Ma chi l’avrebbe mai detto, esattamente un anno fa? Federica Brignone con i due ori olimpici di Milano-Cortina 2026 ©Pentaphoto VIA ALLE DANZE Sei mesi abbondanti dopo questo terribile crack, la Coppa del Mondo femminile scatta il 25 ottobre dal ghiacciaio Rettenbach, a Sölden. C’è molta incertezza su chi possa conquistarla: la campionessa uscente, Brignone appunto, è out, in quel momento si pensa pure per tutta la stagione; Mikaela Shiffrin ha annunciato pochi giorni prima del via che non gareggerà in discesa, almeno nel 2025-2026, facendo qua e là qualche superG. Ovvio guardare soprattutto a Lara Gut-Behrami, prima nel 2016, nel 2024 e seconda nel 2021-2023-2025. Più che altro perché, a differenza di Shiffrin, ha a disposizione tre specialità al top, a maggior ragione dopo le grandi imprese delle Finali di Sun Valley, a marzo 2025, dove ha vinto sia in gigante sia in superG, ritrovando d’incanto l’antico splendore. C’è chi, silenziosamente, suggerisce di non sottovalutare anche Emma Aicher... Purtroppo, mercoledì 22 ottobre cade in allenamento anche Marta Bassino, appena passata a Head da Salomon, per il rilancio dopo due stagioni diciamo complesse. Subito operata alla Clinica La Madonnina di Milano dal dottor Andrea Panzeri, con la collaborazione dei dottori Riccardo Accetta e Gabriele Thiebat, Marta si è fratturata il piatto tibiale sinistro. Arrivederci a fine marzo, sugli sci. Che disdetta! A differenza di quel che si dice sempre (“è la prima gara della stagione; non conosciamo lo stato di forma; l’annata è lunga” ecc ecc.), Sölden le carte in tavola le scopre, eccome. Sempre. Sarà un caso? Non crediamo. Vince infatti per la prima volta in carriera (e 9 anni abbondanti dopo l’ultima austriaca, Eva-Maria Brem, nel marzo 2016 a Jasna) Julia Scheib, che poi andrà a conquistare la Coppa di specialità. Lara Gut-Behrami puntualmente è terza, su un pendio che l’ha vista trionfare tre volte, Shiffrin quarta in rimonta, con pettorale 20. Ci sono sei americane tra le prime 19, non accadeva 32 anni! E chi aveva trionfato sul Rettenbach e poi nella Coppa di specialità nel 2024-2025? Federica Brignone. E nel 2023-2024? Lara Gut-Behrami. Credeteci, Sölden è la cartina di tornasole della stagione, in gigante. E siamo già a novembre, mese in qualche modo decisivo: in Finlandia, sulla “Levi Black”, sabato 15, Shiffrin domina come da copione il primo slalom della stagione (sempre senza Vlhova e a parte i Giochi sarà così tutto l’anno, nel frattempo si sono infortunate anche Liensberger, Slokar, Dvornik, Rossetti), rifilando 1″66 a una Colturi bravissima fino a dicembre (4 podi in slalom) e 2″59 a quella che diventerà la sua avversaria principale per la Coppa del Mondo, anche se ancora non può saperlo: Emma Aicher, unica polivalente vera rimasta in circolazione. Tedesca, non per caso. Come Seizinger, come Riesch. Comunque, nona renna per Mikaela. E primo podio in slalom per Aicher. Finisce ko anche una delle rivelazioni dell’ultima stagione, 2024-2025, Lauren Macuga, velocista americana simpatica, spericolata, ma vincente. Quanti infortuni.. Aicher-Shiffrin, le grandi duellanti per la Coppa del Mondo 2025-2026 ©Pentaphoto SVOLTA NEGATIVA Giovedì 20 novembre 2025 cambia la storia della stagione: Lara Gut-Behrami nella nebbia del Colorado cade allenandosi a Copper Mountain, nell’ormai famoso “speed-center”, e riporta la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, più lesioni a menisco e collaterale. Infortunio disastroso; nel 2017 ai Mondiali di St. Moritz si era infortunata al destro e ci aveva messo più di due stagioni per tornare al top. Doveva essere la sua ultima annata agonistica in Coppa del Mondo. Regalerà un’altra recita nel 2026-2027, dato quanto accaduto? Possibile. Intanto, fine dei discorsi e Coppa già in saccoccia per Shiffrin, la sesta, come Annemarie Moser-Pröll? Lo pensano in tanti, ma non sarà così. E di volta in volta ci si cimenterà in salti pindarici per trovarle un’avversaria degna, da classifica generale: prima Colturi, poi Robinson, da dicembre Rast. Errore… A Gurgl e Copper Mountain, in slalom, vince sempre Shiffrin, e l’1″23 rifilato a Colturi in Austria sarà il distacco più basso dell’intera stagione, Giochi compresi, eccezion fatta per 4 gare. Risorge Rast, sul podio a Gurgl, ed Alice Robinson, che vince in Colorado tra le porte larghe. Sempre a Copper, seconda in slalom è Lena Dürr, unico squillo di una stagione per lei difficile, e il peggio arriverà proprio a Milano-Cortina 2026. Si resta in Nord America. Due giganti a Mont Tremblant, questa volta si gareggia, l’anno scorso saltò tutto. Nel 2023 doppietta magnifica di Federica Brignone, quanta nostalgia! In gara1 rivince Robinson, davanti a Ljutic (unico podio di una stagione con 6 uscite in slalom, lei, detentrice della coppa di specialità!) e Grenier, cresciuta su questa pista fin da bambina. Sale di colpi Rast, quarta. Shiffrin è sesta, Scheib incredibilmente fuori. In quel preciso momento, sabato 6 dicembre 2025, Robinson sembra avversaria credibile per Mikaela e anche lanciata verso la sfera di cristallo in gigante. Non finirà nemmeno su podio finale… Da sinistra: Camille Rast, Julia Scheib e Sara Hector, il podio della Coppa di gigante stagione 2025-2026 ©Pentaphoto RIBALTONE Lo sci alpino è questo sport qui, che si diverte a rimescolare le carte in tavola giorno dopo giorno: in gara2 a Tremblant, Scheib (due interventi alle ginocchia e una mononucleosi alle spalle), risorge e vince davanti ad Hector e Robinson. Shiffrin sempre lì, quarta, ex aequo con Rast, che non sente più dolori all’anca. Si può lanciare verso la stagione migliore della carriera la svizzera di madrelingua francese, che parla anche un ottimo italiano. Due top10 in due giorni per Lara Della Mea, che sta sbocciando: sono le prime della sua carriera. Ma delle azzurre abbiamo già parlato. Si torna in Europa e dopo un mese e mezzo, quasi, il 12 dicembre per l’esattezza, scatta anche la stagione della velocità, finalmente. Ma il giorno prima, in prova, Michelle Gisin cade rovinosamente con il volto in giù e proprio in Svizzera, procurandosi la rottura del polso destro, più lesione-cervicale (per qualche ora si è temuto potesse restare paraplegica), e danni al ginocchio sinistro. Per fortuna si riprenderà. Tornerà a sciare? Difficile, non impossibile. Il fidanzato, Luca De Aliprandini, gareggia intanto con il cuore in sussulto a Val d’Isere, lei vuole così. E al parterre poi rilascerà un’intervista in lacrime, davvero toccante. Il ciclone Lindsey Vonn intanto si abbatte come un tornado sulla Coppa del Mondo. Vince a St. Moritz in discesa davanti ad Egger (prima podio per l’austriaca, dominatrice a livello giovanile in tutte le specialità) e Puchner, Goggia è quarta a 1″31! Sembra una storia già scritta in velocità e in parte sarà così: «Lindsey ci ha preso per mano e ci ha accompagnato a scuola con un ciuccio in bocca», sentenzia Sofia Goggia, poche ore dopo. A 41 anni suonati, è la più anziana di sempre a imporsi nel circuito maggiore. Head domina in velocità, come spesso capita. Il giorno successivo, però, si impone Aicher, sempre in discesa, con Vonn seconda e quarta poi nel superG in Engadina vinto da Alice Robinson, primo successo per lei nella specialità. Tra Aicher (classe 2003) e Lindsey (1984) ballano 19 anni di differenza. Aicher è il tipico prodotto tedesco per caratteristiche, ma in realtà è nata e cresciuta in Svezia e ha vissuto due anni in Svizzera, allenandosi con papà Gisin. Poi ha scelto la Baviera. Per sempre. Ha quella leggerezza tipica della scuola tedesca: accarezza la neve, con movimenti essenziali. Classe 2003. Al netto di infortuni, è destinata a dominare per due lustri. Sabato 20 dicembre, Val d’Isere. Goggia sbaglia sul più bello in discesa e allora arriva il primo e unico squillo di Cornelia Hütter in stagione (ma sarà bronzo in superG ai Giochi, dietro Brignone e Miradoli), con Weidle seconda e Vonn sempre lì, terza. Salgono prepotentemente le quotazioni di Lindsey anche per la generale. Se continua con questa media punti… Il giorno dopo, evviva, primo trionfo di Goggia in stagione, vittoria in superG su Robinson e Vonn, quarta Elena Curtoni. Sofia si lancia verso la conquista di una Coppa mai nemmeno sfiorata, prima, anche se fu terza nel 2024-2025 dietro Gut-Behrami e Brignone nella speciale classifica. Emma Aicher, Mikaela Shiffrin e Camille Rast sul podio della classifica generale di Coppa del Mondo 2025-2026 MIKA BATTUTA! A cavallo del nuovo anno accadono tanti fatti importanti. A Semmering Robinson esce male in gigante, Scheib si prende la terza gara su cinque disputate nella specialità. Cresce Rast, che non scenderà dal podio fino alla clamorosa doppietta gigante-slalom a Kranjska Gora. Sempre in Austria, Camille lascia a Mikaela lo scettro in slalom per soli 9 centesimi, dopo essere stata al comando a metà gara. Ultimo podio di Colturi in stagione, terza. Da gennaio, debilitata da una lunga influenza, subirà un calo di prestazioni. Fioccano le polemiche per il tracciato della prima manche, per la preparazione della pista, per il caldo, il sapone, le buche e la distanza nella logistica tra alberghi e piste. Semmering ha ancora senso in questo circuito? Per noi, no! E Shiffrin si sfoga al parterre in merito, giustamente. Rast minimizza. In Slovenia accade l’imponderabile: Shiffrin perde in slalom! Per la prima e unica volta in stagione Rast la supera di 14 centesimi. Mikaela si arrabbia, perché pensava di non aver mai sciato così bene in vita sua. Non la batterà più nessuno tra i rapid gates. Ma Camille, se sta bene e lo ha dimostrato ai Mondiali di Saalbach prendendosi l’oro nella specialità, è forte anche di testa. A Zauchensee, su pista accorciata, ultimo squillo vincente di Vonn, mentre non si gareggia in superG. Velociste molto penalizzate, come spesso capita: in calendario 10 slalom, 10 giganti, 9 discese e 8 superG. Miracolosamente, pur con due recuperi, tutte e 37 le gare verranno disputate! A Flachau Shiffrin rimette le cose a posto in slalom, con Rast quarta. Sembra finita, oggettivamente. Si avvicinano i le Olimpiadi. Weekend del 17-18 gennaio, a Tarvisio, sempre in Italia, non più a Cortina, che ospiterà tutte le gare di sci alpino femminile ai Giochi (cinque). La prima di Nicol Delago in discesa, sfruttando caratteristiche perfette per quella pista, la seconda di Aicher in stagione. Ma Vonn è sempre lì, terza e seconda tra discesa e superG. Guida entrambe le classifiche di specialità. Sembra lanciata da favorita assoluta per i Giochi. Vuole entrambi gli ori. Robinson, intanto, entra in crisi dopo una caduta. Si riprenderà solo nel finale di stagione. Federica Brignone: lascia o raddoppia? ©Pentaphoto Poi, due giganti di fila: a Kronplatz si rivede clamorosamente Federica Brignone (ritorno in realtà annunciato), sesta con un vero miracolo dove aveva già vinto nel 2017. A trionfare è ancora Scheib; Robinson, in palese difficoltà, è solo 13ª, Shiffrin ancora quarta. Sembra proprio fatta per la generale, ma sta salendo prepotentemente di colpi Aicher, decima in gigante (miglior risultato fin lì tra le porte larghe) e ancora sul podio in slalom a Spindleruv Mlyn, in Repubblica Ceca. Proprio dove Shiffrin torna tra le migliori tre in gigante e vince in slalom laddove esordì per la prima volta in Coppa del Mondo nel 2011. Non uscirà mai in tutta la stagione, nemmeno una volta, nelle specialità tecniche. Lo farà solo in superg, a St Mortiz (dunque, lo ha già fatto). La Coppa si ferma per i Giochi Olimpici, c’è spazio solo per il superG di Crans Montana, dove Goggia si ritrova, chiude seconda dietro la sorpresa Malorie Blanc, svizzera di talento, molto altalenante, ma già iridata jr nella specialità. Terza Johnson, quarta Melesi, al miglior risultato in Coppa. L’uscita di Aicher è pesantissima, Vonn si infortuna al ginocchio nella discesa poi annullata. Resiste, insiste, parla al pubblico in una conferenza stampa prima dei Giochi, ma l’Oympia delle Tofane, la pista del primo podio in coppa nel 2004, le sarà purtroppo fatale. A Crans però, dopo il dramma di Capodanno, va in scena una farsa per l’appunto in libera. Gara interrotta e cancellata dopo sei atlete, sicuramente per la caduta di Vonn, pezzo da 90 del circuito (e ci sta); ma con il senno di poi era il caso di pensare bene se gareggiare o meno, anche se quasi tutte le ragazze, in coro, si sono poi dette contrarie alla decisione della giuria di cancellare la competizione. Vai a capire… POST GIOCHI Le Olimpiadi, si sa, possono modificare tante situazioni, a livello tecnico, mentale, psicologico. Shiffrin è la prima statunitense a vincere un 3° oro nello sci alpino (uomini o donne non fa differenza) e lo fa in slalom a 12 anni di distanza da Sochi 2014: mai successo prima! Ma i due argenti di Aicher (in discesa e Team combined) caricano la tedesca. Dopo Cortina, ritorna la Coppa del Mondo a Soldeu, in Andorra. C’è un superG da recuperare, quindi ecco tre gare veloci previste. Risorge Corinne Suter, prima in libera su Ortlieb e Goggia (sesto successo per lei in carriera), Aicher vince gara2, Goggia, dopo aver brillato poco nella seconda discesa, conquista un superG decisivo proprio davanti alla tedesca, e mantiene il pettorale rosso nella specialità. Aicher si avvicina sensibilmente a Shiffrin nella generale ed è in lizza per due coppette. Non vincerà nulla alla fine, ma il futuro è tutto suo: pagherà a caro prezzo ben nove gare senza punti. Federica Brignone, proprio dove aveva vinto per la prima volta in superG, a Soldeu-Grandvalira, nella nebbia del 2016, e dopo i trionfi olimpici, alza bandiera bianca. Troppo dolore alla gamba sinistra, contenuto in qualche modo per i Giochi grazie agli anti dolorifici: la sua stagione termina qui. Applausi scroscianti. E siamo alla Val di Fassa, snodo cruciale per ben tre coppe. Generale, discesa, superG. Laura Pirovano, proprio lei, trentina di Spiazzo in Val Rendena, 20km da Madonna di Campiglio, recordwoman di piazzamenti in top 10 senza podi, fin lì, vince due discese (una recupero di Crans Montana), sempre per un centesimo, su Aicher e Hütter. E si veste, incredibilmente, di rosso in discesa. Anche lei non è mai uscita in tutta la stagione e anche lei come peggior risultato avrà un nono posto, alla fine. Tanto di cappello. E’ tripudio Italia nel weekend, perché dopo tre anni torna sul gradino più alto del podio anche Elena Curtoni in superG. Zenere clamorosamente terza con pettorale 33, al primo podio in carriera. Goggia è solo 9ª, peggior risultato stagionale nella disciplina. Ma l’uscita di Aicher regala a Sofia un bel bottino prima del gran finale a Kvitfjell. Con il successo di Goggia a Soldeu, fanno quattro vittorie di fila per l’Italia femminile, senza Brignone e Bassino. I mean, wow! Laura Pirovano ©Pentaphoto Ad Åre Aicher dimostra di essere un fenomeno. In gigante trionfa Scheib, a quota cinque successi stagionali nella specialità. L’ultima austriaca a riuscirci era stata Annemarie Moser-Pröll, 40 anni prima! Sua anche la Coppa tra le porte larghe, dieci anni dopo Brem. Wunderteam in festa. MaEmma, la tedesca di sangue svedese, riesce incredibilmente a stare davanti a Shiffrin in gigante, quarto posto contro quinto. Mikaela probabilmente avrebbe anche vinto in Svezia, ma un errore nella prima manche la relega al 12° posto dopo aver fatto registrare i migliori intermedi. Rimonta nella seconda, ma non basta. Da tre anni però non sciava così bene tra le porte larghe. Sembra un segnale. E in slalom sempre Aicher tallona Shiffrin, giunta a quota 880 punti su nove gare disputate nella specialità. Tavola apparecchiata per un gran finale a Kvitfjell. ULTIMO ATTO Lillehammer, come per i Giochi storici del 1994. Le località di gara sono Kvitfjell per le prove veloci e Hafjell per quelle tecniche, dove Compagnoni fece faville in gigante 32 anni fa. Nell’ultimo weekend di gara, visto che slalom e gigante si tengono martedì e mercoledì della settimana successiva, l’Italia stupisce la concorrenza: Pirovano vince in discesa non tremando nel momento clou della stagione (e fanno tre successi di fila!), Goggia, cui sarebbe bastato anche un piazzamento nelle retrovie, fa lo stesso in superG. Morale: tappa e giro, cioè successo nell’ultima gara e coppa di specialità, per entrambe. Clamoroso. La prima per Pirovano. La quinta, ma prima in superG, per Goggia. Esattamente quante ne ha vinte Brignone (che però vanta anche due Coppe generali. Sofia Goggia con la coppa di specialità in superG ©Pentaphoto Rush finale. Due gare tecniche alla fine, con Shiffrin sempre favorita. Se vince in slalom con Aicher quinta, la Coppa è sua. Maché. Shiffrin vince sì (prima atleta a conquistare nove slalom in una stagione!), però Aicher è terza, al al quinto podio stagionale tra i rapid gates. In mezzo, Wendy Holdener, mai doma. Ultimo giorno, gigante. Non accadeva dal 2015 che la Coppa femminile si decidesse all’ultima gara (e anche all’ultima manche, come sarà). Per Aicher, situazione disperata: deve vincere tra le porte larghe (e non l’ha ancora mai fatto) e sperare che Shiffrin esca dalle prime 15, che vanno a punti alle Finali, o proprio dalla gara. Dopo la prima manche, su neve molle e tanto caldo, Aicher è terza con Shiffrin, scesa con il freno a mano tirato, solo 19ª! Incredibile, ancora tutto aperto. Non succede, ma se succede… In fondo Emma deve scalare solo due posizioni. E Mika, tremerà sul più bello, lei, solitamente un robocop? Shiffrin deve recuperare almeno quattro “spot”nella seconda manche ed entrare tra le prime 15. A quel punto la Coppa grande sarà sicuramente sua, indipendentemente dal risultato di Aicher. E così fa, nel silenzio surreale. Un errore poteva esserle fatale. Non sbaglia. Le basta un “misero” 11° posto per blindare la storica sesta Coppa del Mondo assoluta. Ironia delle sorteAicher, ormai sfiduciata e senza più possibilità di mettere le mani su “coppone”, sbaglia più volte. E dove finisce? Dodicesima, giusto alle spalle di Shiffrin! Vince Grenier, per la terza volta in carriera, la prima lontano da Kranjska Gora. Sipario. Finisce 1410 a 1323 punti per l’americana. Ma che fatica! E’ anche il punteggio più basso con il quale Shiffrin abbia mai vinto una classifica generale. Ma cosa importa? “Alla sesta si fa festa”, come diceva Alberto Tomba. Nel corso della stagione, ecco le prime vittorie in carriera per Scheib, Blanc, Nicol Delago, Pirovano. Prima in superG per Robinson, in gigante per Rast. Primi podi della carriera per Egger e Zenere. Primo podio in superG per Breezy Johnson e Kira Weidle (alla miglior stagione in carriera). Shiffrin ha sempre guidato la classifica generale fin dalla seconda gara, a Levi. Arrivederci al 2026-2027! Laura Pirovano con la Coppa del Mondo di discesa libera ©Pentaphoto Navigazione articoli Brignone: «Mi fermo e penso: ma è davvero successo?» Žan Kranjec cambia tutto: materiali e allenatore
Complimenti per l’articolo completo di ogni informazione e curiosità possibile. Tra l’altro io ricordo che per quanto riguarda Brignone quando uscì il comunicato sull’incidente era specificato anche rottura del crociato, o sbaglio? Poi a giugno i medici dissero che non era da operare ma pensavo che avesse fatto una terapia conservativa per non allungare i tempi di recupero. Rispondi
Ho sistemato qualche refuso, chiedo venia. Il crociato non si è rotto, altrimenti credo non avrebbe potuto tornare. Rispondi
Riassunto stagionale esauriente. Alcuni spunti: Shiffrin in GS – in proiezione prossima stagione – potrà avvalersi di un doppio fattore: – livello garantito da sciata e tempismi tecnici messi in pista ad Are. – Con il tandem vittoria nel 2026 sia dell’oro olimpico in SL che della 6^ CdM generale, credo si sia liberata e dalla prossima stagione potrà gareggiare, forse davvero per la prima volta, senza particolari pressioni. Benedetta Maini nel commento al tuo post dedicato al ritratto dell’atleta, aveva già colto perfettamente tutti i punti salienti, qui vado ad evidenziarne ulteriormente una sfumatura. Per quanto mi riguarda – solo una mia suggestione che potrà essere smentita (ritorno di fiamma in SG) – dal prossimo anno potrebbe anche decidere di adottare consapevolmente la linea Hirscher post-2016, gareggiando per scelta nelle sole due tecniche, dato che credo che in GS sarà di nuovo in grado di vincere o andare a podio con regolarità. E proprio per stare al GS ritengo che – se come spero sarà confermata la bozza – i 12 GS previsti nella stagione 2026-27 (con i prospettati inserimenti di St. Moritz e Flachau), andranno a consacrare questa disciplina ancor di più come quella dirimente per la sfida tra le pretendenti alla CdM, confermando oltretutto una tendenza impostasi a livello storico negli ultimi quindici anni. Esclusa quest’ultima stagione 2026 e il 2011 di Maria Riesch, tutte le altre annate sono state sostanzialmente caratterizzate dall’incidenza decisiva per le varie vincenti in overall, dei risultati ottenuti in GS (le 4 e 5 di Maze e Fenninger nel triennio della loro sfida, la vittoria singola e i podi ricorrenti di Vlhova nel 2021, la Shiffrin più incontenibile di sempre delle 7 del 2023, così come le Brignone e Gut ai loro massimi storici di categoria – 5 e 4 – rispettivamente del 2025 e 2024. Rispondi
Per me c’è poco da fare: nel 2026-2027 si aprirà ufficialmente l’era Aicher, che potrebbe vincere la Coppa pure con ampio margine. Magari Shiffrin tornerà a vincere in gigante, almeno una volta, può essere, ma non sarà dominante in quella specialità come in SL perché ha molta più concorrenza. Mentre ho la sensazione che in velocità la vedremo pochissimo. Credo che i suoi obiettivi adesso si sposteranno sui grandi eventi, per vincere il più possibile ai Mondiali e ai Giochi 2030, dove forse chiuderà la carriera. Le bozze del calendario nuovo contano poco, perché poi vengono sempre stravolte. Bisogna aspettare maggio per avere le idee più chiare, ma anche ottobre per le conferme. Il calendario è sbilanciato, non c’è dubbio, lo è da sempre. A parte una stagione. Ma per il semplice fatto di fare (unica atleta) tutte e 4 le specialità, e con grandi piazzamenti, Aicher sarà decisamente favorita nel 2026-2027. In quesa stagione ha messo assieme ben 9 gare senza punti (6DN e 3 DNQ in GS). Se limita il tutto a 1-2, la vedo difficile poterla battere. E in grado potenzialmente di arrivare a 1700-1800 punti. Grazie! Rispondi
D’accordo su Aicher, in attesa di evoluzioni di Colturi da verificare (e con il vantaggio dei 19 anni dalla sua). Su calendario e temi vari sarebbe interessante metterlo a tema se e quando si farà diretta con le colleghe. Grazie a te. Rispondi
A breve avremo dirette importanti. Con Marsaglia, Alfieri e… una vincitrice della coppa di specialità! Stay tuned! Rispondi
Colturi può crescere ancora molto e vincere le prime gare. Ma contro questa Aicher se non fai tre specialità, minimo, non vedo chance. Rispondi
Dimenticavo, sono d’accordo sulla tua lettura della linea Shiffrin in vista prossimi anni, anche sulla chiusura al 2030. Lei al momento è giustamente prudente (“50-50, non dico nè sì nè no”), perché dopo i 30-31 anni il gareggiare nella CdM è un “contratto” che si rinnova di anno in anno e Shiffrin al momento dice – con altre parole – le stesse cose che Brignone diceva quattro anni fa quando nel 2022 veniva sottoposta a continue domande circa la sua presenza a Cortina 2026. Rispondi
Esattamente. Brignone, che pure sapeva avrebbe tirato fino a Milano-Cortina 2026 perché quello le restava da vincere, è stata molto abile a gestire questo tipo di comunicazione. Shiffrin sa dove vuole arrivare a livello di medaglie, iridate e olimpiche. I sogni di Coppa secondo me saranno riposti un po’ nel cassetto, ma quando ne hai vinte sei… Rispondi
Che stagione emozionante al femminile! E non solo perché si è conclusa in modo eccezionale per l’Italia. Dopo l’infortunio di Gut ho sempre ritenuto favorita Mikaela, anche quando in molti, come hai ricordato, sulla scorta di uno o due weekend di gare, davano Shiffrin soccombente alle varie Robinson, Rast, Aicher. Perché non c’è nessuna così costante, con i nervi saldi e in grado di mantenere lo stesso livello per tutta la stagione. Emma era l’unica che avrebbe potuto concretamente vincere la generale (Rast facendo le stesse gare di Shiffrin non aveva chance, Robinson è troppo scostante e poco avveduta, penso solo al rischio enorme e completamente inutile che si è presa a Tarvisio alle soglie delle olimpiadi) ma la sua giovane età ha pesato a livello di esperienza e tattica. Ciò non toglie che ha un potenziale enorme e che sicuramente sarà l’atleta da battere nei prossimi anni. Chissà cosa ci riserverà la prossima stagione. Anche secondo me Shiffrin, con la sesta generale e l’oro olimpico in bacheca, punterà più ai grandi eventi e non tornerà a fare velocità. E la trova una scelta molto intelligente. Credo che lei punterà ad essere al top in slalom e gigante. Se poi questo dovesse bastarle per vincere o comunque per lottare per la generale ben venga, altrimenti amen. C’è la possibilità, secondo te, che la prossima possa essere una stagione interlocutoria? Specialmente se dovessero essere presenti Brignone e Gut, con una Shiffrin al top in due “sole” discipline e una Aicher ancora non nel pieno della maturità? Rispondi
Mah, interlocutoria no sai? Seconde me Gut-Behrami, se sta bene torna, e forse anche Brignone. Con i Mondiali di Crans Montana una località con belle piste, sarà un’altra grande annata al femminile, ma pure al maschile. Sono abbastanza sicuro che inizierà l’era Aicher e non vedo chance per nessun’altra, anche se ovviamente posso sbagliarmi. Da capire, se torneranno, come torneranno Gut e Brignone. Saranno subito performanti come nel 2023-2024-2025? Difficile. In più, per quanto fortissime, fanno tre specialità. Aicher ne fa 4 e ha già sfiorato il podio in GS. Non vedo onestamente chance, al netto di infortuni. Ma è un’opinione mia, criticabile quanto si vuole. Rispondi
Rilancio quanto osservato da Benedetta Maini su Robinson a livello di affidabilità come potenziale contendente in ottica generale. Lei è ancora ventiquattrenne e – per quanto paghi in corso di stagione dazio per incostanza e surplus di aggressività – quest’anno ha registrato un indubbio balzo in avanti dato che ad inizio annata era vincente sia in GS sia in SG, mentre fino allo scorso anno stentava a fare punti pesanti in SG. Quest’anno la stagione è cominciata a svoltare in negativo da quando il suo allenatore ha cominciato a disegnarle un’improbabile tracciatura chiusa in prima manche a Kranjska Gora. Se il prossimo anno fosse in grado di migliorare i risultati nelle sue due specialità (dove potrebbe stare davanti ad Aicher) e salire in DH, diventando da top 5-10, allora anche la sua quotazione in ottica generale cambierebbe. Sarebbe interessante porre la domanda a Marsaglia e Merighetti sul perché fino ad oggi la sciata di Robinson in DH sia rimasta indietro e se per il prossimo futuro possa salire di livello anche lì, come già avvenuto in SG. Ovvio che fa molto la tendenza di Robinson ad agire molto sulle lamine, ma valeva anche per il SG e quest’anno una prima svolta c’è stata. Rispondi
Le porremo, queste domande. In ogni caso, possiamo pensare a miglioramenti di Robinson, a una Rast che magari fa superG, a Brignone o Gut-Behrami incredibilmente di nuovo al top. Ma restano tutte atlete da due-tre specialità. Aicher ne fa 4, e ne fa 4 benissimo. Per me, se solo sbaglia meno, si vince almeno 3-4 edizioni della Coppa del Mondo generale di fila. Al netto di infortuni. Posso sbagliarmi, chiaramente. Rispondi
La prossima stagione potrebbe essere uno spartiacque, nelle stagioni scorse abbiamo assistito a momenti storici/leggendari, numeri che difficilmente saranno superati! Dalla prossima si potrebbe assistere al “nuovo” che avanza, Aicher su tutte con dietro Robinson. Entro due anni ci sarà anche Colturi (19 anni!!!), nessuna ( tolta Shiffrin) ha raggiunto alla sua età questi risultati…diamo tempo al tempo. Sarà una lunga attesa ma bello vedere che decisioni/scelte alcune atlete faranno riguardo a ritiri e cambi materiale/allenatori. Rispondi
Il cambio generazionale c’è già stato, anche se la vecchia guardia, pur acciaccata, ancora non molla. Colturi ha una carriera davanti a sé, vediamo se cambierà materiale come pare. E allora potrebbe iniziare un nuovo capitolo… Rispondi