Archiviata Sölden, si pensa già a Levi e Gurgl in casa azzurra, sia maschile sia femminile. E ovviamente puntuale, ritorna la domanda, che sentiremo ancora per un po’, temiamo: da quanto tempo l’Italia dello sci alpino non vince tra i rapid gates? E’ presto detto. Dal 5 gennaio 2017 a livello maschile (Manfred Mölgg a Zagabria) e dal 29 dicembre 2007 (Chiara Costazza a Lienz). In entrambi i casi, trattasi del “digiuno da vittorie in slalom” più ampio di sempre per l’Italia da quando esiste la Coppa del Mondo di sci alpino. Più volte ci si è interrogati sui motivi e sui perché, senza trovare risposte. A livello femminile bisogna aggiungere anche un altro dato: dal successo di Paoletta Magoni-Sforza a Pfronten, Germania, il 14 gennaio 1985, l’Italia ha ottenuto solo tre vittorie in slalom in oltre 40 anni: Compagnoni a Semmering, dicembre 1996; Lara Magoni a Vail, marzo 1997, e appunto Chiara Costazza. L’ultimo podio è di un’altra Mölgg, Manuela, sempre a Zagabria, il 4 gennaio 2011. Da allora, i migliori risultati sono stati 3 quinti posti: Irene Curtoni ad Åre (10/03/2012); Chiara Costazza a Squaw Valley (11/03/2017); Marta Rossetti a Killington (26/11/2023). Lara Della Mea nella scorsa stagione è arrivata fino al 6° posto, a Kranjska Gora. A livello femminile sono dunque stati vinti 3 slalom di Coppa in 41 anni, quasi 42. A fronte invece di tantissimi successi, soprattutto dal 2015, ma non solo, in gigante, discesa e superG. E’ ovvio che il problema è dunque più strutturato per le ragazze, anche se nessuno ha mai saputo spiegare il perché o ha il coraggio di dirlo. I ragazzi azzurri dal trionfo di Mölgg in Croazia hanno ottenuto “solo” 7 podi in quasi 10 anni, ma anche un bronzo iridato pesante, di Vinatzer, a Meribel/Courchevel 2023, medaglia che al maschile mancava dal bronzo dello stesso Manfred a Garmisch-Partenkirchen 2011. Ciò detto è tempo di lasciarsi la storia alle spalle e di guardare avanti, anche se difficilmente il digiuno si interromperà in tempi brevi. A meno che Vinatzer non trovi la giornata della vita, il che è anche possibile. Le ragazze intanto recuperano le infortunate Peterlini e Rossetti e sperano nella crescita delle giovani, Trocker in primis. Alex Vinatzer, classe ’99, tre top10 sul Rettenbach nelle ultime tre stagioni ©Pentaphoto Navigazione articoli Sentite Ligety: «Hirscher? È capace di tutto» Stop in casa Austria: operazione per Gallhuber
nessuno ha mai saputo spiegare il perché o ha il coraggio di dirlo – interessante frase. tra l´altro i 15 anni senza podi sono mooooooolto peggio dei 20 senza vittorie secondo me. e anche le top post-2011 fino ad ora (Costazza, Curtoni, Rossetti, Della Mea, Peterlini) sono – risultati alla mano – atlete MEDIE. Lasciando perdere le singolarita´ (infortuni, potenziale, tecnica) della singola atleta, i risultati parlano chiaro. Rispondi