Trenta cambi marca ufficiali (almeno tra atleti di un certo livello in Coppa del Mondo, in realtà sarebbero anche di più) e vuoi non dare un’occhiata a quel che è successo dopo la prima gara? Il campione è ristretto, chiaro, però una certa indicazione, e anche piuttosto evidente, è arrivata. Meglio le donne… DONNE A livello femminile il botto clamoroso, diremmo pure storico, è stato di Paula Moltzan, ovviamente: dopo una vita con Rossignol, con cui aveva costruito comunque una carriera grandiosa, il primo agognato successo in Coppa del Mondo è arrivato subito con… Van Deer, da pioniera femminile del marchio lanciata da Marcel Hirscher. Dopo un’estate in cui è stata seguita quasi come si… segue un neonata, cioè ovunque e su ogni singolo dettaglio, lei ci ha messo ovviamente del suo e soprattutto non era affatto scontato un adattamento e un risultato del genere. Significa già adesso che il prossimo anno (scommettiamo?) altre ragazze seguiranno la scia della statunitense, anche perché economicamente Van Deer/Red Bull Sports è al top. Detto questo, sono in tante ad aver fatto bene con materiali nuovi. Lara Colturi, per esempio: seconda per un centesimo sul Rettenbach e in gigante non saliva sul podio da un anno e sette mesi. Impressionante il suo ritmo sul muro e non è tutto, perché “radio parterre” ce la dà super performante anche in slalom. La curiosità sarà legata al suo approdo alla velocità, al superG per il momento, molto probabilmente già a St. Moritz. Dove ce ne sono ben due in programma in un weekend lungo e dove (udite udite) potrebbe fare l’esordio stagionale (condizionale d’obbligo) anche una certa Federica Brignone. Ne parliamo meglio domani… Alice Robinson, passata da Salomon a Head, il cambio forse più difficile da spiegare, non certo per il valore dei materiali in sé, tutti buonissimi, ma perché era già al top con il marchio francese, pure in velocità, ha chiuso 8ª sul Rettenbach, in rimonta di 5 posizioni e con l’8° tempo nella II manche. Le aspettative erano e sono ben diverse. Gritsch, però, la prima a dare “il là alle danze” dello sci mercato la scorsa primavera, passando da Blizzard ad Atomic, è stata l’unica austriaca qualificata alla seconda manche e ha ottenuto un 9° posto per lei molto significativo, intanto perché è fuori squadra e si auto-finanzia, e poi perché ha rimontato sei posizioni nella manche decisiva, con il 7° tempo parziale. UOMINI Il discorso cambia radicalmente in casa maschile, pur ricordando che trattasi solo della prima gara stagionale e manca ancora tutto il comparto velocità: Kranjec (Nordica), Zubcic (Nordica) e Kristoffersen (Head) hanno chiuso tutti e tre fuori dai primi 15 a Sölden, con il solo sloveno capace di rimontare posizioni nella seconda manche (sei), mentre Zubcic ne ha perse 7 e Kristoffersen addirittura 15. Chiaro, di mezzo si è messo anche il meteo e in generale la condizione difficile nella run decisiva, ma diciamo che bisogna attendere almeno un paio di altre gare tecniche (slalom compresi, per chi vi si cimenta), per capire meglio come procede l’adattamento al nuovo materiale per Zan, Filip ed Henrik. Anche Grahl-Madsen, norvegese, fresco di nuovo marchio (Van Deer), ha perso 5 posizioni nella II manche mentre il connazionale Sandvik, passato da Head a Rossignol, è uscito nella run decisiva. A risentirci magari dopo Gurgl! Zan Kranjec con i nuovi materiali ©Nordica Navigazione articoli Braathen: «Ho iniziato bene». Odermatt: «Podio importante» Moltzan, la più anziana alla 1ª in Coppa. E quel casco…