Sofia Goggia attualmente non ha rilasciato dichiarazioni dopo il rientro in Italia, nemmeno sui social. Intanto però su La Gazzetta dello Sport di oggi è uscito un piccolo box di poche righe, a pagina 44, con una precisazione. Riportiamo: «[… Sofia Goggia fa sapere che la voce riportata sula Gazzetta di domenica su presunte divergenze con il nuovo skiman sono infondate. “La collaborazione con Karus Gufler è iniziata regolarmente e procede senza alcun genere di problema», ha detto l’olimpionica 2018. Ne prendiamo atto. Navigazione articoli Velociste: ancora 3 giorni a Ushuaia, poi La Parva. Con Curtoni. E Pirovano…
Speriamo che venga velocemente chiarito tutto, altrimenti continueremo solo a leggere ipotesi più o meno fantasiose… e già ne abbiamo lette abbastanza. Per buona pace soprattutto di Sofia, la Fisi dovrebbe fare un bel comunicato ufficiale. Rispondi
L’ho scritto ieri, vedo che in altri commenti viene ribadita l’urgenza, ovviamente nel rispetto dei tempi necessari per ogni tipo di analisi/accertamento, per fugare qualsiasi dubbio. Nel frattempo visto che di notizie non ce ne sono un bel chiudere l’argomento, quantomeno non toccarlo fino a quadro chiaro e definitivo penso sia molto meglio che riempire “riquadri” di una pagina. Poi sul tema dei dissapori o squilibri nati dai tanti cambiamenti avvenuti di botto sempre ieri ipotizzavo impossibile per un’atleta del calibro di Sofi che non possa essere alla base di questa decisione. Ancora auguri a Sofia e ancora forte la necessità che si arrivi ad un comunicato ufficiale. Rispondi
Concordo. Ma in cui si dica la verità. Perché il comunicato ufficiale c’è già stato… Con quella parole, “malore”, forse usata a sproposito. Forse, eh Rispondi
La modalità di comunicazione della Federazione è davvero agghiacciante! Al di là di tutto speriamo che la Goggia stia bene e non sia nulla di grave Rispondi
….sulla Aicher vedremo, la ragazza è giovane non può aspettare un’altra stagione?😂 Sulla Federazione e’ agghiacciante per un milione di motivi, ma in questi giorni ha dato prova che non c’è limite al peggio Rispondi