Paula Moltzan, Julia Scheib, Lara Gut-Behrami: il podio di Sölden lo scorso 25 ottobre, prima gara della stagione 2025-2026 ©PentaphotoPaula Moltzan, Julia Scheib, Lara Gut-Behrami: il podio di Sölden lo scorso 25 ottobre, prima gara della stagione 2025-2026 ©Pentaphoto

Una svolta? Vedremo. In Austria, al solito, chiedono podi e vittorie. Che sia al femminile o al maschile non fa differenza. Johannes Zöchling è tornato dalla Norvegia in Austria per dare una svolta alla squadra femminile dell’ÖSV.

Per oltre 14 anni, Zöchling ha ricoperto diversi ruoli presso la Federazione sciistica austriaca (ÖSV), prima di trasferirsi in Norvegia, dove ha allenato le atlete delle discipline tecniche, tra cui la medaglia d’argento olimpica Thea Louise Stjernesund.

Dal 1° maggio, Zöchling è tornato all’ÖSV come allenatore capo della squadra femminile. In questa posizione, il 46enne della Bassa Austria succede a Roland Assinger, che ha rifiutato il rinnovo del contratto a seguito delle accuse mosse contro di lui da alcune atlete e che ora lavora con la squadra maschile di Coppa Europa.

In questa intervista a LAOLA1, Zöchling parla di ciò che lo attrae nel ruolo con le donne dell’ÖSV, di come intende migliorarle e dell’attuale clima all’interno della squadra. Qualche estratto. 

SUL NUOVO RUOLO

«È vero, non è certo il lavoro più facile. Ma quando mi hanno chiamato, mi è sembrata una buona opportunità. Non ho un piano di carriera, ma ho sempre cercato di svolgere bene i miei incarichi. Voglio farlo anche adesso. Voglio provare a fare la differenza – insieme alle atlete. Voglio sostenerle affinché possano dare il meglio di sé. È questo che mi attrae».

DALLA NORVEGIA A ÖSV

«Tutti operano secondo gli stessi principi fondamentali. In Norvegia, proprio come in Austria, si tratta delle basi: volume, qualità e intensità dell’allenamento. Nessun risultato senza sacrificio: vale ovunque. Per ottenere vittorie o piazzamenti sul podio, lo staff tecnico deve poi mettere a punto i dettagli affinché le ragazze possano dare il meglio di sé in gara. Questa è la grande sfida».

Ariane Rädler e Katharina Huber, oro nel Team Combined ai Giochi di Milano-Cortina 2026 ©Pentaphoto
Ariane Rädler e Katharina Huber, oro nel Team Combined ai Giochi di Milano-Cortina 2026 ©Pentaphoto

ASPETTI DECISIVI

«Abbiamo una buona squadra. La scorsa stagione, almeno una atleta di ogni gruppo di allenamento è salita sul podio. In Austria ci si aspetta vittorie o piazzamenti sul podio quasi ogni fine settimana: le atlete lo sanno, gli allenatori lo sanno. Si tratta di regolare i parametri in modo che le atlete siano pronte a dare il massimo. La grande differenza tra sciare bene e sciare davvero veloce sta nell’impegno totale, nel mettere sotto pressione lo sci per ottenere il massimo da esso. Questo ha a che fare anche con la fiducia e la determinazione. Se le ragazze sono pronte a dare il massimo, allora sono convinto che possano sciare davvero veloci. Lo sport agonistico non è sempre divertente. Lo sappiamo tutti. Bisogna semplicemente ottenere risultati. Questo per me è importante. Non deve essere un concerto a richiesta».

SULLA PRESSIONE IN AUSTRIA

«È vero, la scorsa stagione solo Julia Scheib e, in misura minore, Kathi Truppe hanno ottenuto risultati costanti. Ma vedo sicuramente del potenziale nella squadra. Ora si tratta di garantire costanza. Gli atleti dovrebbero essere in grado di dare il meglio di sé gara dopo gara – indipendentemente dalle condizioni della pista o dall’allestimento del percorso. Dovrebbero essere in grado di gestire qualsiasi situazione si presenti. È su questo che bisogna lavorare in allenamento. Nessuno vuole commettere errori o ottenere risultati deludenti, ma riprodurre la propria prestazione curva dopo curva, gara dopo gara, è molto difficile. È su questo che lavoreremo».

SULLA SUA FRASE «OCCORRE RAFFORZARE LA RESPONSABILITA’ PERSONALE DELLE ATLETE»

«Abbiamo atlete che hanno già disputato 100 o più gare di Coppa del Mondo. Hanno esperienza. C’è una certa responsabilità che le atlete stesse devono assumersi affinché la nostra collaborazione possa progredire. Come allenatore, si riconoscono certe cose dall’esterno, ma poi anche le atlete devono assumersi la responsabilità e impegnarsi in tal senso. Devono davvero individuare i punti che sono importanti per loro e lavorarci al meglio, invece di limitarsi a stare a guardare. Ognuno è artefice della propria fortuna».

SULLE PAROLE DI HÜTTER CHE CHIEDE PIU’ SERENITA’ IN SQUADRA

«In generale, ho una buona sensazione al riguardo. La situazione diventerà davvero interessante solo in autunno, quando inizieranno le gare: è in quel momento che di solito emergono alcune dinamiche all’interno dei gruppi. Ho già parlato con la maggior parte delle atlete, che si sono dimostrate molto aperte. Sono stati sollevati alcuni punti che ho trovato interessanti. Noi allenatori non possiamo promettere di risolvere sempre tutti i problemi, ma possiamo almeno provarci, se è realistico. Eccoci di nuovo al tema della responsabilità: è importante che le ragazze si rivolgano a noi allenatori e affrontino le questioni. Per me è fondamentale che noi allenatori collaboriamo con le atlete per raggiungere lo stesso obiettivo».

SULLE PREOCCUPAZIONI PER IL FUTURO DELLA VELOCITA’: PUCHNER SI E’ RITIRATA, HÜTTER SARA’ ALL’ULTIMA STAGIONE

«Al momento non abbiamo una rosa molto ampia nelle discipline di velocità, è vero. Non c’è nemmeno un gran numero di sciatori di velocità nella Coppa Europa. Ma in passato si è visto che gli atleti possono crescere rapidamente da un anno all’altro. In futuro, forse non avremo la stessa densità nelle discipline di velocità che avevamo 15 anni fa, ma disponiamo di sciatori di alto livello. Dobbiamo continuare a lavorare con calma e cercare di ottenere il meglio possibile da loro».

Cornelia Hütter, 33 anni, 10 vittorie, 34 podi in Coppa del Mondo. Bronzo in superG a Milano-Cortina 2026 ©Pentaphoto
Cornelia Hütter, 33 anni, 10 vittorie, 34 podi in Coppa del Mondo. Bronzo in superG a Milano-Cortina 2026 ©Pentaphoto

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