Gruppo azzurro qualche anno fa in Sud AmericaGruppo azzurro qualche anno fa in Sud America

Il grande esodo sta per cominciare. Ed è così fin dagli anni ’60, praticamente, almeno in alcune località (Portillo, per esempio). Si vola nell’altro emisfero, soprattutto tra Sud America e Oceania, per allenarsi al meglio in vista della nuova stagione.

E’ possibile/probabile che molti appassionati di sci alpino (e di gare) si facciano una domanda molto semplice: ma perché tutti i migliori sciatori al mondo vanno ad allenarsi, quando in Europa è estate, tra Argentina, Cile e Nuova Zelanda? Diremmo soprattutto tra Ushuaia e Coronet Peak?

La risposta la si può anche avere tenendo presente il cambiamento climatico che per esempio ha appena portato alle chiusure di Zermatt e Saas Free, come ghiacciai, per dire una. Mentre, a parte rare eccezioni (che però si sono verificate) solamente nell’altro emisfero, in cui in questo momento inverno, la neve non manca praticamente mai. Questa è però una ragione attuale contingente. Ma non basta, ovviamente. 

Gli sciatori vanno in Argentina o Nuova Zelanda durante l’estate europea per trovare condizioni di vera neve invernale. Tra luglio e settembre, l’emisfero australe vive la sua stagione fredda, offrendo piste innevate ottime, spazi ampi e impianti aperti. E soprattutto le stazioni in questione hanno saputo attrezzarsi al meglio per accogliere i grandi campioni internazionali, a livello di piste, innevamento, mezzi, preparazione e quant’altro. Soprattutto Cerro Castor e, come detto, Coronet Peak. Questo viaggio permette di allenarsi con gli sci ai piedi quando in Europa fa caldo e le condizioni dei ghiacciai sono difficili. 

Località come Ushuaia o Bariloche in Argentina, e le stazioni in Nuova Zelanda, offrono pendii lunghi, ripidi e spaziosi, ideali per prove di slalom e gigante soprattutto, ma anche superG quanto meno o un po’ di velocità, minima; anche se quella si fa soprattutto in Cile o a Las Leñas, dove però negli ultimi 3 lustri la neve scarseggiava. Gli atleti possono anche partecipare a competizioni ufficiali (come la South American Cup o l’Australia New Zealand Cup) per testare la forma e accumulare punti utili. Lo fece Lara Colturi per esempio nel 2023, vincendo anche la classifica finale S.A.C. 

Patagonia

Anche Coronet Peak ovviamente dispone di piste omologate dalla FIS (Federazione Internazionale Sci) e sistemi avanzati di innevamento e preparazione del fondo con iniezione d’acqua. Molte nazionali di sci di prim’ordine (come Austria, Norvegia, Stati Uniti e Svizzera, almeno è capitato spesso, in passato) scelgono questo centro a Queenstown come base fissa estiva per i loro camp di allenamento

A Coronet Peak le strutture sono state decisamente potenziate e oggi risultano di livello mondiale, ospitando tracciati da slalom, slalom gigante e superG. La pendenza, le condizioni della neve e il terreno del versante est del Coronet Peak sono riconosciuti a livello internazionale e attraggono squadre di sci di élite da tutto il mondo.‍

Coronet Peak resta il campo di allenamento di alcuni dei migliori sciatori al mondo! Tra questi figurano sicuramente la stella neozelandese Alice Robinson e squadre internazionali quali quelle di Stati Uniti, Svizzera, Slovacchia, Norvegia, Svezia e Austria. E’ inoltre sede della serie Continental Cup ANC, della Coronet Cup e dei Campionati nazionali neozelandesi.

Alice Robinson in allenamento a Coronet Peak qualche anno fa ©Coronet Peak
Alice Robinson in allenamento a Coronet Peak qualche anno fa ©Coronet Peak

Cerro Castor, Tierra del Fuego, in Argentina, è invece la stazione sciistica più esclusiva del Paese. Essendo il luogo turistico più a sud del pianeta, questa stazione ha caratteristiche che la rendono unica e diversa. Il resort è stato inaugurato nella stagione invernale 1999 ed è cresciuto in modo esponenziale, raggiungendo un incremento turistico medio del 13% a stagione. Sciare a Cerro Castor significa godere della migliore qualità della neve, grazie all’orientamento e alla posizione estrema.

La sua posizione geografica e le condizioni climatiche della valle le permettono di mantenere un’ottima qualità della neve e il comprensorio dispone di 32 piste per circa 30 chilometri sciabili, distribuite in diversi livelli di difficoltà: 9 verdi, 4 blu, 9 rosse e 4 nere. Dispone inoltre di 12 impianti di risalita, tra cui cinque seggiovie quad, tre skilift e quattro seggiovie, con una capacità di trasporto fino a 9.500 persone all’ora. L’infrastruttura è completata da uno snowpark, da circuiti per lo sci di fondo e da aree per lo snowboard e le racchette da neve.

La gestione di Cerro Castor è familiare ed è guidata da Gastón Begué – figlio del fondatore Juan Carlos Begué – ex sciatore olimpico argentino e attuale presidente e direttore operativo del resort. Ha rappresentato l’Argentina ai Giochi olimpici invernali del 1992 ad Albertville e del 1994 a Lillehammer, gareggiando in discipline come superG, slalom gigante e slalom.

La sua straordinaria carriera sportiva gli è valsa il riconoscimento del Senato della Nazione argentina, che nel 2017 gli ha conferito la medaglia d’argento nel Premio “Delfo Cabrera ” per la sua esemplare carriera nello sci alpino. La sua esperienza nelle competizioni internazionali e gli allenamenti nelle stazioni sciistiche europee sono stati determinanti per posizionare Cerro Castor come una destinazione di livello mondiale, con standard paragonabili alle principali stazioni sciistiche europee.

Nel 2025 sono state aggiunte delle novità: tra le principali, l’inaugurazione della seggiovia quadrupla “Del Valle” e l’ampliamento del Krundi Club, rivolto agli sciatori più giovani.

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