Se n’era parlato un paio di stagioni or sono, senza però nessun piano concreto. L’idea di una tappa di Coppa del Mondo di sci alpino (o anche più di una) in Sudamerica già ad agosto o settembre, torna regolarmente sul tavolo; in questo caso, eredità appunto del mandato di Eliasch. Ed è un’idea che non scompare mai del tutto dai corridoi della FIS: far partire il circuito nell’altro emisfero, come accaduto già a metà anni ’80. Johan Eliasch, l’ex presidente della Federazione Internazionale recentemente sconfitto dal nuovo arrivato Alexander Ospelt, ne aveva fatto uno dei suoi cavalli di battaglia. Il progetto non è andato a buon fine durante il suo mandato: gli stessi atleti non sembrano molto convinti di questa idea. Marco Odermatt, di fatto il miglior sciatore del mondo, non chiude la porta a tale idea in modo categorico, ma il senso del suo messaggio è chiarissimo. Una tappa in Argentina o in Cile ad agosto o settembre costringerebbe gli sciatori ad allenarsi senza sosta da maggio a luglio, proprio nel periodo in cui si riprendono, ricaricano le energie e preparano il corpo per una stagione lunga ed impegnativa. Meeting FIS a Portoroz ODERMATT PENSIERO «Non ci ho ancora riflettuto nei dettagli. Potrebbe essere entusiasmante, ma sarebbe uno sforzo enorme così presto nella stagione. Se partecipassimo, dovremmo praticamente allenarci senza interruzioni a maggio, giugno e luglio», ecco l’Odermatt pensiero. Il ragionamento per molti suoi colleghi/rivali è valido. Il calendario della Coppa del Mondo di sci alpino va già da ottobre a marzo, con le Olimpiadi o i Mondiali che appesantiscono ulteriormente gli inverni più importanti. Aggiungere una tappa due mesi prima, dall’altra parte del mondo, per ragioni essenzialmente commerciali e di sviluppo del mercato, non convince né il diretto interessato né i suoi colleghi, almeno per il momento. Alexander Ospelt, eletto alla guida della FIS a maggio, eredita la questione. Avrà un bel da fare per convincere gli atleti se l’idea dovesse riemergere sotto la sua presidenza, tanto più che l’opposizione di Odermatt, l’uomo più influente del circuito alpino, pesa molto sulla bilancia. Ushuaia, Argentina Navigazione articoli Petra Vlhova: «Non vedo l’ora di tornare in pista» Materiali: contano anche il legno e l’adattamento alla tecnica
A livello organizzativo visto la Sac e l’Australian cup è fattibile ma la domanda è la solita:Ne vale la pena?? Ipotizziamo 2 weekend tra fine agosto e inizio settembre,magari uomini tra Cile e Argentina con un weekend veloce e uno tecnico;donne in Nzl e Australia con 2 weekend di slalom e gigante(si allungherebbe ancora più la distanza con le poche gare veloci) tutto questo sforzo per aggiungere 4/5 gare massimo per genere in piena estate europea,totalmrnte staccato con la Coppa del mondo e con il rischio che vengano annullate,tutto ciò considerando che poi in pratica ci sarebbero 2 mesi di vuoto…insomma non mi entusiasma molto. Altra cosa sarebbe una trasferta asiatica fissa a fine stagione,sarebbe molto più lineare e toccheresti paesi con movimenti dove c’è enorme possibilità di sviluppo futuro. Rispondi
Le gare le faresti tra agosto e settembre, quindi aggiungi due mesi in più e vai da agosto a marzo direttamente. Anzi, forse ai primi di aprile. E sarebbero di fatto 9 mesi di competizioni… Chiaro, il tutto va studiato e ponderato. La trasferta asiatica non si fa più in Coppa del Mondo per l’imprevedibilità Meteo soprattutto dopo Morioka 1993 e Nagano 1998. I Giochi sono un’altra storia, ma in Coppa purtroppo non si va più. Rispondi