Trentuno anni. Un secolo. Dai giorni felici di Bormio 1995, Finali organizzate in Italia, esattamente come 20 anni prima, ma in Val Gardena, per la sfida mitica Thöni-Stenmark-Klammer. Alberto Tomba, dopo averla inseguita per tutta una carriera, alza al cielo (valtellinese) la prima e unica Coppa del Mondo generale della carriera, già sfiorata nel 1988, nel 1991 e nel 1992. Ecco. Quello rimane anche l’ultimo podio italiano al maschile nella classifica Overall. Sono passati 31 anni e il dato è tremendo, onestamente. Nel frattempo è successo di tutto. L’Austria ha sfatato il tabù di una Coppa che fin lì, cioè proprio fino al 1995, non vinceva praticamente mai, l’ultima volta con Schranz nel 1970, grazie all’epopea di Hermann Maier&co, per poi dominare con Marcel Hirscher (8 titoli consecutivi, record). La Norvegia, che non aveva mai vinto fino al 1994 (Aamodt) si è scoperta dominante (Kjus, lo stesso Aamodt, e poi Svindal, Jansrud, Kristoffersen, Kilde) anche se non sempre vincente. Ma sul podio ci può salire praticamente ogni anno. La Svizzera, dopo i fasti di Zurbriggen e Accola, ha prima rialzato la testa con Janka (2009-2010) e ora sta vincendo di tutto e di più con Odermatt. Parliamo sempre di classifica generale maschile. E poi ecco ancora Francia e Stati Uniti, protagoniste con Alphand, Pinturault e Bode Miller, con anche Ted Ligety sul podio della classifica generale nel 2013. Ma l’Italia? Dopo Alberto Tomba nel 1994-1995, nessuno sciatore azzurro maschio ha più scalato i primi tre gradini del podio a fine (o metà) marzo, nella premiazione più importante della FIS. Anche se non sono mancati momenti sorprendenti. Lo stesso Tomba, nella stagione dei due ori mondiali (1996, Sierra Nevada) fu quinto in classifica generale con 766 punti, ultimo grande squillo del campione bolognese. Kristian Ghedina a Cortina nel febbraio 1990: prima vittoria in Coppa del Mondo ©Pentaphoto Poi attenzione a Kristian Ghedina, in lotta per la conquista della Coppa generale e di discesa (ebbene sì) fino alle Finali della stagione successiva, 1996-1997, quella della incredibile vittoria di Luc Alphand. Sarà quarto con 990 punti, in una delle annate più folli e dal punteggio più basso di sempre, con il francese primo a quota 1130, il norvegese Aamodt secondo a 1096, Josef Strobl, ancora austriaco, terzo a 1021! Un’occasione irripetibile… Ghedina terminerà ancora quarto nel 1999-2000, con 958 punti, ma Hermann Maier toccherà il suo apice vincendo la classifica generale a quota 2000 punti tondi tondi, ingiocabile per tutti. Già. E poi? E poi non sono comunque mancate stagioni italiane inattese, anche se mai il podio della Overall è tornato. Nel 2006-2007, per dire, un 24enne Peter Fill, che all’epoca gareggiava dal gigante alla combinata, con superG e discesa annessi, prometteva grandi cose per il futuro: finì sesto in classifica generale con 694 punti, nell’anno del secondo successo di Svindal. Vero che avrebbe vinto poi 3 coppe di specialità in futuro (due in discesa, 1 in combinata), ma non si sarebbe più ripetuto su questi livelli in senso assoluto se non 10 anni più tardi, nel 2017 (sesto). Un peccato enorme. Peter Fill con la cugina Denise Karbon nel 2007 ©Pentaphoto E che stagione fece Manfred Mölgg nell’annata successiva, 2007-2008, addirittura quarto in classifica generale con 924 punti, coppa di slalom in bacheca, terzo posto in quella di gigante, punti anche in superG e combinata? La Overall andò per la seconda volta a Bode Miller. L’ultimo grande squillo è stato dell’eterno Dominik Paris (classe 1989, secondo atleta più vincente di sempre in discesa libera, con 20 successi, dietro Klammer primo con 25) nel 2018-2019, la sua stagione migliore: quarto in classifica generale sfiorando quota 1000 punti (950), primo in superG, secondo in discesa a 20 punti da Beat Feuz. Al termine dell’ultima stagione di Coppa del Mondo, infine, 2025-2026, quanto meno l’Italia ha piazzato due atleti in top10 della Overall, Paris nono con 698 punti, Franzoni decimo con 663. E proprio Giovanni rappresenta la grande speranza azzurra per provare a sfatare quanto meno il tabù del podio nella classifica generale che manca appunto dal trionfo di Alberto Tomba nel 1995, al maschile. Shiffrin e Paris con la Coppa di superG nel 2018-2019 ©Pentaphoto Navigazione articoli Hirscher e Shiffrin sono i più grandi di sempre?
La qualità media, anche di alto livello, si può creare e si crea con il lavoro, la qualità del reclutamento e tutti i connessi. Il fenomeno deve arrivarti e devi scovarlo. Organizzazione e fortuna camminano spalla a spalla. Hai avuto il Gustav, il Pierino e poi l’Albertone. Tre in 70 anni. Il discesista non vince la Coppa. Hai bisogno del fuoriclasse completo. Molto completo. O di uno slalomista-gigantista (alla Shiffrin), che ti vinca, sempre, nelle due specialità. Come Hirscher. Oppure velocisti-super gigantisti-gigantisti super vincenti come Odermatt. L’italia ha avuto tre fenomeni. Questo è quanto. Il super campione come arriva? Rispondi
Eh ti deve nascere. Ma Franzoni per me è un super campione. Però avere atleti da primi 5 posti della generale, anche senza vincere la Coppa, per me è normale per una Nazione come l’Italia. E invece dopo Tomba è stata solo un’eccezione. Pur avendo un bacino enorme a cui attingere. Bisogna chiedersi perché… Rispondi
Sì,trovando la continuità di rendimento giusta Franzoni ha tutte le carte per salire sul podio della overall. Il dato è incredibile ma dopo Tomba,secondo me,non abbiamo più avuto fenomeni clamorosi pur avendo atleti fortissimi.Lo stesso Paris che ha vinto tante gare,fortissimo sì,ma non ha mai vinto nemmeno la coppa di discesa(clamoroso per uno che ha vinto tutte quelle gare e,secondo me,un “neo” non da poco)ed una sola coppa di specialità in carriera…A mio parere gli è spesso mancata la continuità di rendimento,picchi altissimi alternati a diversi passaggi a vuoto. Gli altri italiani del “dopo Tomba”hanno vinto molto meno di Paris per cui la vedo più normale che non siano riusciti a salire sul podio overall. Rispondi
Io sono convinto che l’infortunio di gennaio 2020 ci abbia privato per anni della miglior versione di Domme, quello stop è arrivato nel momento in cui a mio parere stava iniziando a diventare ingiocabile per la qualificatissima concorrenza… tra 2020 e 2022 erano gli anni giusti per provare giocarsela fino in fondo per la coppa di discesa Rispondi
Questo sicuramente. Ma non avrebbe avuto ambizioni per la generale. A meno di non riprendere in mano il gigante in maniera continua. Rispondi
Beh però l’anno post hirsher era una bella occasione. Con kristoffersen (deludende) e pinterault che la lasciarono a kilde, che nn era neanche al livello che è poi arrivato qualche anno dopo. Comunque sono d’accordo col discorso su paris. Si è fatto male al suo top e ha perso gli anni migliori Rispondi
Sì va bene gli infortuni,però bisogna anche dire che li hanno avuti in molti.Fanno parte del gioco. Anche Svindal ha avuto infortuni ma ha vinto di tutto. Lo stesso Maier,pure gravissimo. Paris non ha mai vinto una coppa di discesa,mai lontanamente vicino ad una overall,mai l’ oro olimpico.. Infortuni a parte,secondo me è un atleta fortissimo ma non paragonabile ai più forti nel suo complesso. Rispondi
Ok, Paris ha fatto il suo nelle specialità dove era più portato. E va benissimo, è un fuoriclasse immenso. Come Ghedina, la Coppa l’ha persa per una manciata di punti. Può capitare. Certamente non è mai stato tanto continuo su tutte le piste come un Feuz, per esempio. Però un gigantismo veloce come promette di essere Franzoni lo aspettiamo da almeno 30 anni. E lì che non capisco come sia stato possibile non produrne. Per quanto al maschile la concorrenza sia tremenda. Rispondi
Se il gigante entra a pieno regime nella sue programmazione (e con risultati sempre nei 10) credo proprio che Franzoni possa ambire come minimo al podio della generale in futuro, anche perchè Odermatt ha fatto sapere che pian piano accantonerà il gigante ed al contempo non sembrano esserci tanti atleti in grado di portare avanti 3 specialità (per il momemtno solo Odi, Schwarz e Haaser). Chissà se in futuro Braathen e McGraath aggiungeranno il SuperG (entrambi vanatano top10 anche se solo a Beaver Creek), allora lì il discorso potrebbe farsi più interessante, ammesso e non concesso che laddove guadagnano in velocità mantengano il loro livello in slalom Rispondi
Braathen sicuramente sì perché ha ambizione di vincere la Coppa generale. Almeno di provarci. Franzoni è il nostro gigantista-veloce (si spera) che attendiamo da 30 anni. Ma prima perché non ne abbiamo prodotto almeno uno?!? Soprattutto dal 1997, quando sono esplosi i vari Shifferer, Maier, Eberhather, Knauss, Strobl ecc. ecc? Domanda senza risposta. Rispondi
Franz potrebbe anche ambire a un podio nella generale, ma non credo che rientri fra i suoi sogni, che sono medaglie olimpiche e coppe di specialità in DH e in SG. Va bene che correre il GS è propedeutico per le altre specialità, ma deve per lui credo che debba essere un mezzo, e non un fine. Rispondi
Sarebbe DAVVERO interessante scrivere tutti i podi nella generale femminile da allora. Putzer almeno una volta, quante volte Brignone/Goggia??, Bassino direi anche una volta, direi Karbon no, ecc ecc… Rispondi
Li trovi ovunque (https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_FIS_Alpine_Ski_World_Cup_women%27s_champions) anche sul sito FIS. Comunque non sono tanti. Bassino mai. Putzer nel 2003, poi Brignone 4 volte (comprese due vittorie), 2 volte Goggia a distanza di 9 anni. Stop. Prima di Putzer nessuna, neppure Giordani, Compagnoni, Kostner. https://www.fis-ski.com/DB/alpine-skiing/cup-standings.html?sectorcode=AL&seasoncode=2026&cupcode=WC&disciplinecode=ALL&gendercode=W&nationcode= Rispondi
Gianmario, forse la risposta che cerchi sta nel fatto che, nel settore maschile, i tecnici italiani nel dopo Tomba hanno scelto di allenare la singola specialità… hanno cercato e formato specialisti (Rocca e Blardone, ad esempio) invece di polivalenti. In termini di coppa generale questa impostazione paga solo se lo specialista è davvero super (alla Hirscher) diversamente al massimo si può competere per la coppa di specialità… Rispondi
Infatti un atleta come Tomba io lo rimpiango ad ogni gara di CdM. Franzoni va allenato in gigante, ci vuole tempo, meglio che si concentri nella velocità in due gare per ora. Perché non riusciamo a raccogliere atleti in slalom e gigante? È un mistero, o forse è più semplicemente come la nostra scuola italiana: un sistema vecchio che non riesce più a competere con il mondo che cambia. Rispondi
Vecchio sicuramente, va snellito in tante situazioni. Però campioni (vedi Franzoni o al femminile, anche giovani, come Trocker) ne produciamo ancora. Solo che abbiamo dei vuoti cosmici…. Rispondi